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  • giovedì 3 maggio 2018

Foto da un solenne funerale per cani-robot

In un tempio buddista in Giappone, con preghiere, canti e incenso per dare commiato a un centinaio di Aibo, che Sony non ripara più

(NICOLAS DATICHE/AFP/Getty Images)

Qualche giorno fa, al tempio buddista Kofukuji di Isumi, in Giappone, si è tenuta una solenne cerimonia funebre con preghiere, canti e incenso: era per un centinaio di cani-robot.
114 cani-robot Aibo di Sony, danneggiati e non più riparabili, sono stati allineati al tempio – ciascuno con un’etichetta con la loro provenienza e il nome del proprietario – mentre un sacerdote e alcuni proprietari dedicavano loro una sorta di cerimonia funebre.

Sony aveva interrotto la produzione di Aibo nel 2006 e smesso di riparare i modelli rotti nel 2014: a inizio anno ha presentato un nuovo modello con intelligenza artificiale e connessione ad internet, ma non ha comunque ripreso ad aggiustare i modelli più vecchi, che ora vengono smaltiti e salutati in cerimonie come questa.
I proprietari dei cani-robot possono spedirli all’azienda A Fun Co., che li passa al tempio e dopo la cerimonia li smonta e usa le parti ancora utilizzabili per aggiustare modelli meno danneggiati. Il tempio Kofukuji ha fatto sapere di aver organizzato cerimonie simili per un totale di 800 Aibo.

Il Guardian ha anche spiegato che quando è stato messo in vendita per la prima volta nel 1999, Aibo è stato lanciato come “il primo robot di intrattenimento al mondo per uso domestico”: in soli venti minuti vendette 3mila modelli, nonostante costassero più di 2mila dollari l’uno.
Su alcuni bigliettini che accompagnano i cani-robot ci sono messaggi come “Mi sento sollevato sapendo che ci sarà una preghiera per il mio Aibo”, o “Ti prego, aiuta altri Aibo. I miei occhi si sono riempiti di lacrime quando ho deciso di dirti addio”.

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