Un cartello sulla porta di una caffetteria di Vienna che segnala la presenza di una sala per il fumo e di un'altra in cui è invece vietato fumare (AP Photo/Lilli Strauss)
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  • lunedì 19 marzo 2018

In Austria vogliono vietare il divieto di fumare

Il nuovo governo di destra, come promesso, vuole rivedere la legge che da maggio vieterà il fumo nei locali pubblici

Un cartello sulla porta di una caffetteria di Vienna che segnala la presenza di una sala per il fumo e di un'altra in cui è invece vietato fumare (AP Photo/Lilli Strauss)

Nel dicembre del 2017 in Austria, dopo le elezioni di ottobre, il Partito Popolare (ÖVP, centrodestra) di Sebastian Kurz e il Partito della Libertà (FPÖ, di estrema destra) di Heinz-Christian Strache hanno trovato un accordo per formare una coalizione, e oggi governano il paese. Una delle condizioni delle trattative condotte per arrivare a questo accordo aveva a che fare con una questione che era stata discussa sui giornali per settimane: l’eliminazione del divieto di fumo nei luoghi pubblici voluto dalla coalizione uscente e che dovrebbe entrare in vigore il prossimo primo maggio.

Al momento dell’accordo Heinz-Christian Strache – che è un fumatore – aveva detto che la cancellazione del divieto era stata concordata all’interno delle trattative con Kurz, che poi ha giurato come cancelliere. FPÖ si opponeva da tempo al divieto di fumo dicendo che nessuno, tanto meno lo Stato, poteva impedire a qualcuno di nuocere a se stesso. Strache aveva sostenuto che la cancellazione del divieto sarebbe stata «nell’interesse dei non fumatori, dei fumatori e dei ristoratori» e che «migliaia di posti di lavoro a rischio sarebbero stati salvati». L’argomento principale di Strache è sempre stato la tutela della «libertà di scelta».

Nelle ultime settimane, dopo che è stato ribadito che la promessa elettorale della coalizione sarà mantenuta, anche la ministra della Salute, Beate Hartinger-Klein, che appartiene al partito di Strache, ha espresso pubblicamente delle preoccupazioni. La campagna del partito contro il divieto al fumo è comunque molto attiva e sui social network circolano molte foto che difendono il principio della libertà personale, e che mostrano una tazza di caffè accanto a una sigaretta accesa.

L’Austria ha uno dei più alti tassi di fumatori e fumatrici adulte dell’Unione Europea, ed è uno dei soli due stati membri dell’UE in cui il numero di adulti che fumano regolarmente non è diminuito tra il 2000 e il 2015 (i dati sono dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, OCSE).

Nel frattempo più di 500 mila cittadine e cittadini hanno firmato una petizione lanciata da un’associazione di medici di Vienna e da un gruppo che lotta contro il cancro e che chiede al governo di mantenere il divieto. In Austria è previsto che il Parlamento debba discutere di qualsiasi questione che venga firmata ufficialmente da almeno 100 mila persone. La petizione contro il fumo aveva raggiunto questa soglia già pochi giorni dopo il lancio e la campagna di raccolta firme è proseguita anche nelle settimane successive sia presso gli uffici locali del governo (dove ci sono state anche lunghe code) sia attraverso il sistema informatico del ministero dell’Interno, che è più volte crollato a causa dell’alto numero di visite. «Vogliamo dimostrare ai politici che il popolo è favorevole al divieto di fumare», ha spiegato Thomas Szekeres, presidente dell’Associazione dei medici di Vienna.

Durante le trattative per il nuovo governo, Strache si era comunque dimostrato disponibile a fare qualche modifica alle leggi attualmente in vigore sul fumo: il progetto di legge che dovrebbe essere discusso nei prossimi giorni si basa sul cosiddetto “modello Berlino” e consiste nel divieto di fumare nella maggior parte dei luoghi pubblici (ma non tutti) e il permesso di fumare in certe aree, come le sale fumatori all’interno di bar e ristoranti. Il progetto di legge dovrebbe inoltre prevedere l’aumento dell’età minima per il fumo dai 16 ai 18 anni.

In vista del futuro divieto di fumo, alcuni locali di Vienna e nel resto del paese lo avevano già introdotto: le famose caffetterie nel centro della città, per esempio. Altri locali hanno investito migliaia di euro per creare la separazione delle aree fumatori da quelle per non fumatori.

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