Quentin Tarantino e Uma Thurman hanno spiegato meglio cosa è successo sul set di “Kill Bill”

Sia la storia dell'incidente in auto che quella degli strangolamenti e degli sputi, di cui si parla da domenica

(Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Il 3 febbraio il New York Times ha pubblicato un’intervista a Uma Thurman in cui l’attrice ha raccontato di essere stata aggredita sessualmente da Harvey Weinstein e di aver avuto un incidente guidando un’auto sul set di Kill Bill: Volume 2, il film del 2004 prodotto da Weinstein e diretto da Quentin Tarantino. A far avere il video a Thurman è stato Tarantino, alcuni giorni prima della pubblicazione dell’articolo.

Il 5 febbraio sono successe due nuove cose, che spiegano un po’ meglio la complicata vicenda dell’incidente: Thurman ha avuto belle parole nei confronti di Tarantino (dopo che nei giorni scorsi alcuni giornali e siti italiani le avevano attribuito le parole “Tarantino cercò di uccidermi“) e, alcune ore dopo, Tarantino ha parlato per la prima volta della questione, in un’intervista al sito Deadline.

Nell’articolo del New York Times, Thurman ha raccontato che prima di guidare l’auto con cui fece l’incidente un tecnico del film le aveva consigliato di non farlo, ritenendo l’auto poco sicura. Thurman si fece però convincere da Tarantino a guidarla comunque, senza usare la controfigura: andò contro un albero e ha detto di avere ancora problemi fisici per via di quell’incidente. Thurman spiegò di aver cercato di ottenere il video di quell’incidente, ma che la casa di produzione di Weinstein glielo impedì.

In un post pubblicato il 5 febbraio su Instagram, Thurman ha ringraziato Tarantino, per averle fatto avere, seppur con anni di ritardi, il video dell’incidente.

Quentin Tarantino era profondamente dispiaciuto ed è ancora pieno di rimorsi per quanto successo. E mi ha dato il video, anni dopo, così che io potessi farlo uscire, pur sapendo che difficilmente giustizia sarà fatta. Tarantino lo ha fatto sapendo anche che il video avrebbe potuto portargli danni personali, e sono orgogliosa di lui per il suo coraggio, per aver fatto la cosa giusta. L’INSABBIAMENTO dopo i fatti è però IMPERDONABILE. Ritengo per questo unicamente responsabili Lawrence Bender [produttore], E. Bennett Walsh [produttore], e il ben noto Harvey Weinstein. Hanno mentito, hanno distrutto prove e continuano a mentire sui danni che hanno fatto e poi deciso di nascondere.

Alcune ore dopo il post su Instagram di Thurman, è andata online l’intervista di Tarantino con Deadline. Tarantino ha raccontato come e perché si è messo a ricercare quel video, 15 anni dopo, e la sua versione di quanto successo prima dell’incidente; ha poi parlato del suo rapporto con Thurman, facendo riferimento ad alcune vicende citate nell’intervista al New York Times. In particolare il New York Times aveva scritto che, per girare alcune scene che lo richiedevano, Tarantino sputò in faccia a Thurman e le strinse una catena intorno al collo.

Tarantino ha detto che Thurman lo aveva avvertito che avrebbe fatto un’intervista con il New York Times, e gli aveva chiesto il video. Ha detto che ne hanno parlato a fondo, che lui sapeva che il video sarebbe stato pubblicato, e che è stato molto felice di ritrovarlo e farglielo avere.

Riguardo all’incidente, la versione di Tarantino è però diversa da quella di Thurman. Lei ha detto che lui la obbligò a guidare l’auto – una Karmann Ghia modificata – a una velocità elevata e che lei aveva paura di farlo, ma Tarantino insistette, arrabbiandosi. Tarantino ha detto che nessuno aveva considerato la scena una cosa da stuntman, perché «si trattava solo di guidare una macchina». Ha detto che lui non era «né arrabbiato né furibondo» e che non urlò. «Chiunque conosca Uma [Thurman] sa che le urla non sono il modo giusto di convincerla a fare qualcosa», ha detto. Tarantino ha raccontato che prima della scena guidò lui la macchina, per vedere com’era la strada, e che era tutta dritta. Voleva che lei guidasse a una certa velocità per far sì che i suoi capelli si alzassero per il vento, per far venire meglio la scena.

Andai da lei tutto felice, dicendole che poteva farlo, che era una cosa facile e non ci sarebbero stati problemi. Uma disse “ok”, perché si fidava di me, mi credeva. […] Le ho detto che sarebbe andato tutto bene e non è stato così. Mi sbagliavo. Non la obbligai a guidare la macchina. Lo fece perché si fidava.

Tarantino ha poi aggiunto che se un membro della troupe aveva dubbi sulla macchina avrebbe dovuto dirlo a lui, non a Thurman, e che nessuno gli disse niente. Tarantino ha spiegato che prima di far girare la scena a Thurman cambiò idea su una cosa: lui aveva guidato l’auto in una direzione, ma per via di una luce migliore, scelse di farle guidare l’auto nella direzione opposta. Secondo lui l’incidente ci fu perché, guidando in direzione opposta, la strada era meno dritta di come era sembrata a lui: «È stato uno dei miei più terribili errori, non prendere il tempo per provare la strada anche nell’altra direzione». Ha aggiunto che lui e Thurman non sono d’accordo su cosa abbia causato l’incidente e che magari ora qualche esperto potrà esprimere il suo parere.

Tarantino ha detto che «nei due o tre anni successivi» lui e Thurman continuarono a parlarsi, «ma si era rotto il rapporto di fiducia». Riguardo alle molestie di Weinstein nei confronti di Thurman (di cui Thurman gli parlò), ha detto che sapeva che lei aveva ragione e lui – che aveva negato – aveva torto. Sembra anche che Tarantino impose a Weinstein di scusarsi con Thurman, cosa che a quanto pare lui fece.

In riferimento allo sputo e allo strangolamento, il New York Times ha scritto: «Tarantino fece gli onori con alcune cose sadiche per cui è noto. Sputò in faccia a Thurman nella scena in cui, nel film, è Michael Madsen a farlo, e la soffocò con una catena nella scena in cui, nel film, è il personaggio di Gogo a farlo». Per prima cosa, Tarantino ha fatto notare che questo pezzo non è direttamente attribuito a parole pronunciate da Thurman, ma scritto da Maureen Dowd, autrice dell’articolo del New York Times. Poi ha aggiunto: «Posso spiegare esattamente quello che ho fatto e perché, ma la mia domanda è: “Che cazzo di problema c’è?”».

Tarantino ha detto che non voleva farlo fare a Madsen perché non si fidava di come e dove avrebbe sputato. E quindi, visto che era lui il regista e sapeva cosa voleva, era la persona giusta per farlo: «Sinceramente, se avessi detto a un ragazzo sul set o a uno stuntman “Hey Charlie, puoi sputare in faccia a Uma per una scena?”, Charlie sarebbe stato in imbarazzo», e la scena sarebbe stata da rifare più volte. Tarantino ha detto che parlò della cosa con Thurman e che lei acconsentì: «Lo facemmo tre volte e Uma disse che se serviva, potevamo farlo anche una quarta».

Riguardo allo strangolamento, Tarantino ha usato motivazioni simili: ha detto che era l’unico modo per far venire bene la scena e che Thurman era d’accordo. Ha anche detto di aver fatto una cosa simile con Diane Kruger per una scena di Bastardi senza gloria e che lei fu d’accordo; Kruger disse anche che fu una «strana richiesta» ma che si fidava di Tarantino.

L’ultima domanda a cui Tarantino ha risposto riguarda il suo rapporto con Thurman, ora che è uscito l’articolo. Ha detto «We’ve been okay» (siamo a posto) e che negli ultimi giorni si sono sentiti. Tarantino ha poi detto che, secondo lui, si è parlato troppo di questa vicenda e non abbastanza delle dichiarazioni di Thurman sulle molestie di Weinstein nei suoi confronti.

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