Tiffany Lopez, ex giocatrice di softball, durante la sua dichiarazione nel processo a Larry Nassar (Scott Olson/Getty Images)
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  • mercoledì 24 Gennaio 2018

Il processo a Larry Nassar

L'ex medico delle ginnaste statunitensi è stato accusato di abusi sessuali da più di 100 atlete, le cui testimonianze in tribunale circolano moltissimo online

Tiffany Lopez, ex giocatrice di softball, durante la sua dichiarazione nel processo a Larry Nassar (Scott Olson/Getty Images)

Aggiornamento: Larry Nassar, ex medico della Nazionale statunitense di ginnastica, è stato condannato a una pena minima di 40 anni di prigione, e a una massima di 175 anni, per aver abusato sessualmente più di cento atlete, donne e bambine, negli ultimi vent’anni.

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Lo scorso dicembre Larry Nassar, ex medico della Nazionale statunitense di ginnastica, è stato giudicato colpevole di pornografia infantile per tre capi d’accusa e per questo è stato condannato a sessant’anni di reclusione. Un mese prima si era dichiarato colpevole di avere molestato sette ragazze durante un altro processo a suo carico, questa volta per abusi sessuali su minorenni perpetrati nel corso dei suoi vent’anni da medico  delle ginnaste statunitensi e dell’Università del Michigan. Nel processo in cui si è dichiarato colpevole — che è tuttora in corso — tutte le ragazze che lo hanno accusato, tranne una, sono ginnaste.

Da quando, nel settembre del 2016, il giornale Indianapolis Star pubblicò le accuse di due ex ginnaste nei suoi confronti, più di 150 donne lo hanno accusato di aver abusato sessualmente di loro. Tra queste ci sono anche le campionesse olimpiche Alexandra Raisman, McKayla Maroney, Gabby Douglas, Jordyn Wieber e Simone Biles, vincitrici delle medaglie d’oro alle Olimpiadi di Londra del 2012 e alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016. La giudice del processo a carico di Nassar, Rosemarie Aquilina, ha concesso a tutte le ragazze abusate di tenere delle dichiarazioni in aula davanti alla corte e in presenza di Nassar. Negli ultimi giorni del processo si sono presentate in aula più di cento ragazze: le loro dichiarazioni più forti, riprese dalle telecamere, stanno circolando moltissimo online.

In una delle dichiarazioni più discusse, la ginnasta Alexandra Raisman si è rivolta direttamente a Nassar: «Larry, renditi conto che ora, noi, questo gruppo di donne che hai maltrattato senza cuore per un così lungo periodo di tempo, sono una forza, e tu non sei nulla». Raisman ha poi alluso al fatto che probabilmente molte altre ragazze che hanno subito abusi da Nassar non si manifesteranno, e ha parlato della negligenza fra dirigenti, allenatori e membri della federazione che avrebbe permesso il perpetrarsi delle violenze: «Avresti dovuto essere rinchiuso, tanto, tanto tempo fa. Il fatto è che non abbiamo idea di quante persone siano state tue vittime, o che cosa è stato fatto o non fatto per permetterti di continuare a farlo per anni, e di farla franca per così tanto tempo».

Nassar iniziò a lavorare per la Nazionale statunitense di ginnastica nel 1986 come preparatore atletico e nel 1996, dopo essersi specializzato in medicina sportiva, ne divenne il medico: incarico che ricoprì fino al 2015, quando la federazione di ginnastica statunitense lo licenziò in seguito alle “crescenti preoccupazioni” manifestate dalle atlete e dai loro genitori. Nel 2016 il giornale di Indianapolis scrisse che più di trecento fra atleti e atlete avevano raccontato casi di abusi da parte di allenatori, medici e dirigenti. Fra questi spiccò il nome di Nassar, rivelatosi poi come il più citato dalle testimonianze delle ragazze. Le violenze avvennero sia con la Nazionale di ginnastica sia nella clinica e nella palestra di sua proprietà nel Michigan.

Nel corso del processo Nassar ha ammesso di avere penetrato con le dita le vittime senza il loro consenso e di essersi masturbato davanti a loro. In una delle sue dichiarazioni in aula, Nassar ha detto: «Per tutte le persone coinvolte, mi dispiace terribilmente. È un fiammifero che è diventato un incendio fuori controllo. Dico il rosario ogni giorno per il perdono. Voglio che guariscano. Voglio guarire. È ora». Fra le udienze che la giudice ha riservato alle dichiarazioni delle vittime, gli avvocati di Nassar hanno scritto una lettera alla corte per lamentarsi del fatto che le oltre cento testimonianze siano una sorta di accanimento nei suoi confronti. La giudice Rosemarie Aquilina ha risposto dicendo in aula: «Potrà anche essere difficile ascoltare, ma nulla è così duro come quello che le vittime hanno dovuto sopportare per migliaia di ore».

Larry Nassar tra i suoi avvocati durante il processo per violenze (Scott Olson/Getty Images)

Pochi giorni fa anche la famosa ginnasta statunitense Simone Biles ha raccontato di essere stata abusata sessualmente da Nassar. Biles ha pubblicato su Twitter la sua dichiarazione accompagnata dall’hashtag #MeToo: ha scritto di non avere più paura di raccontare la sua storia e di essere una delle tante donne che sono state abusate da Nassar: «La maggior parte di voi mi conosce come una persona allegra ed energica, ma ultimamente mi sono sentita un po’ abbattuta e più ho cercato di mettere a tacere le voci che avevo nella mia testa, più forte queste urlavano. Per troppo tempo mi sono chiesta: “Ero troppo ingenua? Era colpa mia?” Ora conosco le risposte a queste domande: No. No, non è stata colpa mia». Biles ha 20 anni, è considerata la più forte ginnasta nella storia della squadra olimpica americana e ora si sta allenando per le Olimpiadi di Tokyo del 2020.

Il processo a Nassar coinvolge direttamente anche le più alte cariche delle federazione di ginnastica statunitense, e poi allenatori, preparatori e altri dirigenti, la cui negligenza avrebbe permesso al medico di abusare delle atlete per anni, ignorando le segnalazioni ricevute e lasciando che continuasse a lavorare nelle palestre durante allenamenti e tornei, in America e all’estero, sempre a stretto contatto con le ginnaste. A dicembre, McKayla Maroney, compagna di squadra di Raisman e Biles, ha presentato una causa contro il Comitato Olimpico degli Stati Uniti (USOC) e la USA Gymnastics con l’accusa di aver nascosto i casi di abusi di Nassar tramite la firma di un accordo confidenziale da non divulgare in cambio di 1,25 milioni di dollari di risarcimento. In seguito alla denuncia di Maroney, il caso giudiziario potrebbe allargarsi arrivando fino ai dirigenti del Comitato Olimpico degli Stati Uniti. Per quanto riguarda Nassar invece, il processo si chiuderà a breve: stando a quello che è trapelato negli ultimi giorni dovrebbe ricevere una condanna tale da non poterla scontare tutta in vita.