(Jean Revillard/Solar Impulse2 via Getty Images)
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  • venerdì 15 dicembre 2017

Quanto sono sicuri oggi Nord Africa e Medio Oriente?

Una guida paese per paese ai principali rischi nei posti caldi vicini all'Italia, per chi sta pensando di andarci in vacanza nelle prossime settimane

(Jean Revillard/Solar Impulse2 via Getty Images)

Con l’avvicinarsi dell’inverno e delle vacanze a cavallo fra Natale e Capodanno, qualcuno cercherà legittimamente di scappare per qualche giorno verso luoghi più caldi. Per gli italiani significa soprattutto viaggiare in Nord Africa e in Medio Oriente: posti che negli ultimi anni – in proporzioni diverse – sono stati interessati da agitazioni, attentati terroristici e problemi di sicurezza. L’elenco che segue, paese per paese, riassume la situazione nelle principali mete turistiche di questi anni: la maggior parte delle raccomandazioni è tratta dal sito Viaggiare Sicuri, gestito dal ministero degli Esteri italiano. Due consigli generali quando si viaggia in posti del genere: registrarsi sul portale Dove siamo nel mondo, informarsi nel dettaglio sulla situazione del paese e fare attenzione alle norme sulle droghe leggere e l’approccio verso l’omosessualità, entrambi molto più chiusi rispetto ai paesi occidentali.

Egitto

Tramite il suo sito Viaggiare Sicuri, il ministero degli Esteri avverte che «gli effetti delle tensioni politiche e delle azioni terroristiche possono colpire indistintamente in ogni parte del Paese» (quindi anche al Cairo o nelle zone dove si visitano le piramidi). Dal 2014 il paese è governato da Abd al Fattah al Sisi, un ex generale accusato di governare in modo autoritario. Negli ultimi mesi si sono intensificati gli attacchi alle chiese copte, e più in generale agitazioni e disordini. In Egitto è tuttora in vigore lo stato di emergenza proclamato il 22 giugno e prorogato fino a gennaio 2018.

La situazione è preoccupante soprattutto nel Sinai, dove sono situati i più famosi resort turistici del paese, quelli di Sharm el Sheikh e Hurgada. Nell’ottobre 2015 precipitò un aereo partito proprio da Sharm el-Sheikh e diretto in Russia, uccidendo tutte le 224 persone a bordo. Lo Stato Islamico rivendicò l’attentato, e l’ipotesi di una bomba a bordo è stata ritenuta probabile anche dalle agenzie di intelligence occidentali. Più di recente almeno 300 persone sono morte nell’attacco di una moschea ad al Arish, sempre nella penisola del Sinai.

I resort sono solitamente molto protetti – lo stesso ministero degli Interni suggerisce di «non recarsi in luoghi al di fuori dei resorts turistici» – e in questi anni è successo solo un incidente grave: il 9 gennaio 2016 due uomini hanno accoltellato sei turisti, uccidendone due, in un hotel di Hurgada. Durante l’attacco mostrarono bandiere dello Stato Islamico, che però non ha mai rivendicato l’attacco.

Il ministero degli Esteri sconsiglia di frequentare la zona del Sinai vicina alla Striscia di Gaza – una specie di terra di nessuno dove si pensi agiscano alcuni gruppi affiliati allo Stato Islamico – e quella vicina al Monastero di Santa Caterina, un santuario cristiano molto frequentato fino a qualche anno fa.

Tunisia

Il ministero degli Esteri spiega che in seguito ai due attentati terroristici del 2015 al museo del Bardo e alla spiaggia di Susa le misure di sicurezza sono sensibilmente aumentate. Da allora, fra l’altro, il paese è in stato di emergenza. Come nel resto dei paesi del Nord Africa, la situazione è più tranquilla nelle mete turistiche sul mare. Il Ministero sconsiglia soprattutto di andare a Kasserine e Tataouine (la città che dà il nome all’omonimo pianeta della saga di Star Wars, perché le scene sono state girate proprio lì). «Le condizioni socio-economiche con il ripetersi di manifestazioni e scontri, rendono tali zone sconsigliabili ai viaggi», scrive il ministero. Un’altra zona da evitare è quella al confine con l’Algeria, dove sono ancora in corso operazioni di sicurezza, e più in generale le aree isolate.

Il sito di Viaggiare Sicuri contiene anche delle indicazioni speciali per le viaggiatrici: «si raccomanda di adottare un abbigliamento che tenga conto dell’ambiente culturale locale, specialmente al di fuori delle zone turistiche e balneari, di evitare di passeggiare sole in zone isolate e, nel limite del possibile, di evitare spostamenti con mezzi pubblici specialmente nelle aree extraurbane».

Marocco

È stato interessato solo tangenzialmente dalle rivolte della cosiddetta Primavera araba, ed è ritenuto più sicuro di altri paesi della zona (nonostante alcune zone in cui si protesta regolarmente per le condizioni socio-economiche). Secondo il ministero però i rischi per la propria sicurezza esistono, soprattutto «nelle grandi città ad elevata presenza turistica, come Fez, Rabat, Salé, Casablanca, Agadir, Chefchaouen, Marrakech, Tangeri e al Madiq».

È consigliabile inoltre evitare il Sahara Occidentale, il più grande territorio non autonomo al mondo: è conteso da decenni sia dal Marocco sia dal Fronte Polisario, un’organizzazione militare e politica che rappresenta il popolo Sahrawi, l’insieme dei gruppi tribali locali che reclamano la sua indipendenza.

Altre due cose da evitare secondo il ministero: l’uso dei grands taxis, i taxi collettivi a lunga percorrenza, e la visita delle zone desertiche senza attrezzature adeguate e una guida esperta.

Israele e Palestina

Palestina
Il ministero sconsiglia «nella maniera più assoluta» di entrare nella Striscia di Gaza, il territorio controllato ancora oggi dal gruppo politico-terroristico di Hamas, dove rimane «un elevato rischio di rapimenti di stranieri». A Gerusalemme capita ciclicamente che aumenti la tensione fra israeliani e palestinesi, come successo di recente dopo che l’amministrazione Trump ha detto che sposterà l’ambasciata americana proprio a Gerusalemme. In relazione agli ultimi scontri, il Ministero consiglia di «limitare allo stretto necessario le visite nella Città Vecchia di Gerusalemme, nei suoi dintorni, e in Cisgiordania».

La zona più pericolosa, ma anche quella più frequentata, è quella della Città vecchia di Gerusalemme. Diversi accoltellamenti da parte dei palestinesi sono avvenuti nei pressi della porta di Damasco, ma solo in un caso hanno colpito una turista. In Cisgiordania le zone meno indicate per i turisti sono quelle di Hebron, Jenin e Nablus, dove spesso frange di palestinesi si scontrano con i soldati israeliani (soprattutto di venerdì, giorno di preghiera per i musulmani). La città di Betlemme è molto più pacifica e aperta del resto della Cisgiordania, e qui bisogna fare attenzione a prenotare per tempo nei pochi alberghi e ad evitare i periodi delle feste religiose cristiane, durante le quali viene frequentata da migliaia di turisti.

Israele
Nelle principali città resta alto il rischio di attentati terroristici: l’anno scorso ce ne sono stati ben due a Tel Aviv, una città solitamente molto più aperta e pacifica del resto del paese. Il Ministero in particolare consiglia di «evitare il più possibile l’uso di autobus di linea» perché in passato colpiti da attentati. Più in generale, preparatevi a lunghi e talvolta fastidiosi controlli negli aeroporti di partenza e arrivo, che prevedono anche interrogatori e sequestri di materiali “sospetti” trovati nelle valigie.

Un’altra raccomandazione importante: durante lo Shabbat, che va dal venerdì pomeriggio al sabato sera, vanno evitati i quartieri dove abitano gli ebrei ultraortodossi, che peraltro non gradiscono essere fotografati.

Turchia

Negli ultimi anni sono aumentati gli attentati terroristici sia degli estremisti islamici sia dei curdi: nel giro di due anni solo a Istanbul sono stati colpiti l’aeroporto, uno degli stadi principali della città, un locale notturno e il quartiere commerciale di Beyoglu. Il Ministero raccomanda di limitare al massimo gli spostamenti e di tenersi alla larga da «celebrazioni e assembramenti, installazioni militari e delle Forze dell’ordine, luoghi ad elevata frequentazione, luoghi di culto ed associazioni e fondazioni a carattere religioso, nonché la rete metropolitana e dei trasporti pubblici, in particolare nei centri urbani».

Fuori da Istanbul, il sito Viaggiare Sicuri sconsiglia di visitare le zone orientali e sudorientali del paese. In particolare vanno evitate le province di Gaziantep, Kilis, Sanliurfa, Diyarbakir, Mardin, Sirnak Hakkari e Hatay/Antakya. Le zone al confine con la Siria – peraltro chiuso e militarizzato – sono comprensibilmente molto pericolose. Due raccomandazioni più puntuali, dal sito Viaggiare Sicuri:

• Si raccomanda di non accettare offerte conviviali da persone sconosciute incontrate casualmente per strada, per quanto appaiano amichevoli o affidabili. Specialmente ad Istanbul vi sono stati casi di truffe perpetrate da malfattori, che, con fare amichevole, conducono i turisti in locali dubbi, dove per una ordinaria consumazione vengono presentati conti molto elevati.
• Negli ultimi mesi si è registrato un incremento degli incidenti, talvolta mortali, nei voli in mongolfiera in Cappadocia. Si consiglia di verificare personalmente le condizioni meteo e più in generale le credenziali dell’operatore scelto per ogni genere di attività comportante potenziali rischi (oltre ai voli in mongolfiera, escursioni in fuoristrada, quad, parapendio, ecc.).

Qatar e Emirati Arabi Uniti

Il Ministero non se la sente di escludere la possibilità di attentati terroristici in entrambi gli stati, nonostante negli ultimi tempi non ne sia avvenuto alcuno e i due paesi siano fra i più ricchi e sicuri dell’area.

Da questa estate il Qatar è al centro di un caso diplomatico piuttosto intricato, ma che non dovrebbe creare problemi alla sicurezza. Il Ministero ricorda che il consumo di bevande alcoliche e carni suine è vietato tranne negli alberghi e nelle abitazioni degli stranieri, e più in generale invita a tenere un comportamento rispettoso dei costumi del posto. Prima di prenotare un’escursione nelle dune di sabbia a sud nel paese meglio assicurarsi che la compagnia e le guide disponibili siano davvero esperte. Una raccomandazione particolare: la legge locale prevede che le donne in gravidanza possano essere segnalate e interrogate dalla polizia nel caso necessitino di cure urgenti. In casi del genere meglio contattare l’ambasciata italiana al numero di emergenza +974 5551 3365.

Anche negli Emirati Arabi Uniti ci si raccomanda di rispettare gli usi e i divieti locali, come quello di visitare le moschee (sono tutte chiuse al pubblico tranne la Grande Moschea di Abu Dhabi). Viaggiare Sicuri consiglia di fare attenzione soprattutto al consumo di alcol, che si può consumare solo in locali appositi: «Guidare dopo aver consumato anche una modesta quantità di alcool è un reato che prevede una pena fino a 30 giorni di carcere. In generale, si consiglia di ridurre il più possibile il consumo di alcool. È accaduto infatti talvolta che autisti di taxi che abbiano notato passeggeri sotto l’influenza dell’alcool abbiano condotto gli stessi alla più vicina stazione di polizia. Essere visibilmente sotto l’influenza dell’alcool è un reato punibile anche se si è in transito».

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