(Stringer/Getty Images)
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  • domenica 1 Gennaio 2017

L’attacco di Capodanno a Istanbul

Sabato notte un uomo ha sparato in un affollato locale del centro e poi è scappato: ci sono almeno 39 morti e 69 feriti

(Stringer/Getty Images)

Intorno alle 23.15 di sabato 31 dicembre, circa l’una e un quarto ora locale, una persona armata è entrata in un noto locale del quartiere Ortakoy, di Istanbul, in Turchia, e ha sparato alla cieca uccidendo almeno 39 persone e ferendone altre 69 (tre sono ancora in condizioni gravi). L’uomo ha sparato e ucciso un civile e un poliziotto prima di entrare nel locale, il Reina, dove era in corso una festa di Capodanno: dopo aver sparato – usando un’arma a canna lunga, ha detto il governatore di Istanbul Vasip Sahin – è scappato ed è ancora ricercato dalla polizia. L’attentato non è ancora stato rivendicato. Inizialmente era stato detto che l’attentatore era vestito da Babbo Natale durante l’attacco, ma questo dettaglio è stato smentito domenica pomeriggio dal primo ministro turco Binali Yildirim, che ha anche detto che l’assalitore ha lasciato un’arma dentro il locale.

Il Reina si trova sulla riva europea del Bosforo – in un quartiere famoso per i locali, i ristoranti e le gallerie d’arte – ed è un night club molto noto a Istanbul, frequentato da celebrità, artisti e calciatori famosi. Al momento dell’attacco c’erano circa 600 persone, tra cui molti stranieri. Almeno 15 dei morti che sono già stati identificati sono di cittadinanza non turca, come anche molti dei feriti, ha detto il ministro della Sanità turco Recep Akdağ. Al momento dell’attacco, hanno raccontato alcuni testimoni, molte persone si sono tuffate nel Bosforo per mettersi in salvo, altre hanno detto di aver cercato riparo come potevano dentro al locale e di essere scappate poi superando corpi di altre persone morte.

terrorismo_turchia(Il Reina, visto dal Bosforo/Getty Images)

L’agenzia di news turca Doğan ha diffuso un video che sembrerebbe mostrare l’attentatore all’interno del locale.

Mentre quest’altro video, che ha circolato molto nelle ultime ore, sembra mostrare l’arrivo dell’assalitore nel locale.

Dopo l’attacco sono intervenuti i reparti speciali della polizia turca, che successivamente hanno isolato tutta l’area del Reina impedendo l’accesso a chiunque. Il Guardian ha descritto la scena di domenica mattina, dicendo che decine di persone sono arrivate davanti al locale per chiedere notizia su amici o parenti che si trovavano lì ieri a festeggiare. Il riconoscimento di morti e feriti, tuttavia, è ancora in corso e non sono disponibili informazioni su tutti loro. Per ora, tra gli stranieri uccisi, sono stati identificati una persona di doppia nazionalità franco-tunisina, una tunisina, una ragazza israeliana, due cittadini libanesi, cinque sauditi, tre giordani una persona di cittadinanza turco-belga e poi persone di cittadinanza libica e marocchina. L’agenzia giornalistica turca Anadolu ha dato invece informazioni sulle due persone uccise davanti al locale: sono un 22enne agente di polizia, che in quel momento era fuori servizio, e un 47enne agente di viaggio.

Al momento la polizia sta ancora cercando l’uomo che ha sparato nel locale, anche se alcune iniziali informazioni avevano detto che l’assalitore era stato ucciso dalla polizia. Il ministro degli Interni turco Süleyman Soylu ha confermato il numero di morti e feriti nell’attacco, dicendo che le forze di sicurezza sono al lavoro per trovare l’assalitore e che spera che la ricerca duri poco tempo.

Mentre sono arrivati messaggi di sostegno alla Turchia da governi e paesi di tutto il mondo, domenica mattina ha parlato anche il presidente turco Tayyip Erdoğan, dicendo che il suo paese continuerà la lotta militare, economica e culturale contro i terroristi che «stanno provando a creare il caos, demoralizzare la nostra gente e destabilizzare il nostro paese con terribili attacchi contro i civili». Intanto c’è una piccola polemica con alcuni giornali turchi molto conservatori che ieri avevano paragonato i festeggiamenti per Capodanno alla guerra in Siria, chiedendo alle persone di non partecipare: un parlamentare del Partito Popolare Repubblicano, la più importante forza di opposizione in Turchia, ha chiesto le dimissioni dei responsabili di quelli che ha definito “messaggi che possono danneggiare la nostra pace sociale”.

Nel corso del 2016 almeno 275 persone sono state uccise in diversi attentati terroristici in Turchia rivendicati dallo Stato Islamico o dal PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. L’attacco più violento della storia del paese è stato invece compiuto il 10 ottobre 2015, quando l’esplosione di due bombe ha ucciso 109 persone.