La spiaggia dell'hotel Riu Imperial Marhaba il giorno dopo l'attentato. (AP Photo/Darko Vojinovic)
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  • sabato 27 giugno 2015

La strage in Tunisia, per punti

Cosa è successo ieri al resort di Susa, chi era l'uomo che ha sparato, cosa c'entra l'ISIS e come ha reagito il governo tunisino

La spiaggia dell'hotel Riu Imperial Marhaba il giorno dopo l'attentato. (AP Photo/Darko Vojinovic)

Venerdì 26 giugno un uomo ha attaccato la spiaggia del resort Riu Imperial Marhaba a Susa, sul Golfo di Hammamet, in Tunisia, uccidendo 38 persone e ferendone 39. L’attentato, il più grave mai compiuto in Tunisia, è stato rivendicato venerdì sera dall’ISIS. Le informazioni sulla dinamica dell’attacco e sul numero e la nazionalità delle persone uccise non sono ancora certe.

L’attentato
Al momento sembra che l’attentato sia stato compiuto da un uomo solo che ha raggiunto la spiaggia del resort travestito da bagnante e tenendo un’arma nascosta nell’ombrellone che portava sotto un braccio. L’uomo ha iniziato a sparare ai turisti presenti in spiaggia e poi è entrato nell’hotel, continuando a sparare. Secondo Frédéric Bobin, corrispondente di Le Monde dalla Tunisia, l’attentatore ha anche lanciato una granata in una stanza dove alcuni turisti avevano cercato di nascondersi. Poco dopo l’uomo è stato ucciso dalla polizia tunisina.

La durata
La sparatoria è durata quasi trenta minuti: sempre secondo il corrispondente di Le Monde, potrebbe indicare delle falle nella sicurezza disposta dalla polizia tunisina a protezione del resort, nota località turistica molto frequentata dagli europei.

Morti e feriti
Le autorità tunisine hanno detto che 38 persone sono rimaste uccise e altre 39 ferite. Si tratta del più grave attentato nella storia della Tunisia. Lo scorso 18 marzo 22 persone, in gran parte turisti, erano stati uccisi in un attacco al Museo del Bardo a Tunisi: sui legami internazionali dei responsabili di quell’attentato ci sono ancora diversi dubbi. Lo ha rivendicato l’ISIS, tra gli altri, ma il governo tunisino ha accusato un gruppo vicino ad al Qaida.

Nazionalità dei morti
Non si sa ancora con certezza di che nazionalità erano le persone uccise nell’attentato. Il governo tunisino ha confermato che otto sono britannici, mentre quello dell’Irlanda ha detto che almeno un morto è irlandese. Il primo ministro tunisino Habib Essid ha detto che la maggior parte dei morti è britannica, tedesca, belga e francese, ma ha aggiunto di non poter ancora fornire altri dettagli. Secondo alcuni testimoni, l’attentatore ha preso di mira soprattutto i turisti, non mirando direttamente verso i tunisini.

La rivendicazione
L’attacco è stato rivendicato dall’ISIS (o Stato Islamico) e diversi account Twitter e siti internet vicini al gruppo hanno pubblicato le fotografie dell’attentatore che è stato identificato come Abu Yahya al-Qayrawani, definito “un soldato del Califfato”.

La risposta del governo
Il primo ministro tunisino Essid ha annunciato che in risposta all’attentato 80 moschee che ospitano predicatori radicali saranno chiuse. Essid ha detto che «alcune moschee continuano a diffondere veleno e propaganda per promuovere il terrorismo». Essid ha anche annunciato che unità dell’esercito saranno schierate a protezione dei siti archeologici e delle principali località turistiche del paese. Il governo tunisino è guidato da una coalizione laica che ha vinto le elezioni lo scorso ottobre, togliendo la maggioranza parlamentare ad Ennahda, un partito di ispirazione islamica moderata. Oggi la Tunisia è considerata l’unica vera democrazia in tutto il mondo arabo.

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