(JIM WATSON/AFP/Getty Images)
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  • giovedì 23 Novembre 2017

A Trump piace un sacco passare il tempo nelle sue residenze

Da quando è presidente ci è andato un giorno ogni tre, ma forse le conseguenze economiche cominciano a essere negative

(JIM WATSON/AFP/Getty Images)

Nelle prime ore di mercoledì il presidente americano Donald Trump è tornato nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, per trascorrere la Festa del Ringraziamento. Un giornalista del Washington Post che fa parte del gruppo che segue fisicamente il presidente – il cosiddetto poolha scritto ai suoi colleghi che la Casa Bianca si aspettava una giornata di lavoro “a basso regime”. Pochi minuti dopo lo staff della comunicazione lo ha spinto a correggere il messaggio: saranno i giornalisti ad avere una giornata “a basso regime”, perché Trump aveva un giorno pieno di appuntamenti e telefonate da fare. Poco prima, lo stesso Trump aveva scritto su Twitter che avrebbe incontrato gente e «surriscaldato i telefoni».

L’atteggiamento difensivo di Trump e del suo staff nascono dalle critiche rivolte a Trump sul suo approccio al lavoro quotidiano da presidente. Trump è stato accusato di guardare troppa tv, di leggere e studiare pochissimo, ma soprattutto di passare un sacco di tempo fuori dalla Casa Bianca, preferibilmente in una delle sue proprietà immobiliari o in uno dei suoi campi da golf. Secondo una stima di NBC News aggiornata quotidianamente, sui 307 giorni da presidente Trump ne ha passati 99 in una delle sue proprietà, praticamente uno su tre. Settantasette di questi li ha trascorsi in un campo da golf.

È successo anche mercoledì. Alle 9.26, un’ora e mezza dopo che il suo staff aveva corretto il giornalista del Washington Post, Trump è arrivato al Trump International Golf Club di West Palm Beach, poco distante da Mar-a-Lago.

Il corteo di automobili che accompagna il presidente si dirige verso il Trump International Golf Club di West Palm Beach, 22 novembre 2017 (AP Photo/Alex Brandon)

L’accusa implicita a Trump non è che si prenda qualche giorno di pausa – anche i presidenti americani vanno in vacanza – bensì che visitando le sue proprietà stia utilizzando la presidenza per fare i propri interessi. Il residence di Mar-a-Lago, nonostante venga definito da Trump “la Casa Bianca invernale”, continua ad essere un club privato la cui iscrizione costa 200mila dollari all’anno. Stando ai dati che abbiamo, le frequenti visite di Trump – che qui ha ospitato anche il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il presidente cinese Xi Jinping, oltre a fare una comparsata a sorpresa a un matrimonio – hanno fatto bene agli affari, almeno fino all’inizio della presidenza Trump: da gennaio 2016 ad aprile 2017 il residence ha avuto un giro d’affari di 37,2 milioni di dollari, superiore di 7,5 milioni rispetto ai dati diffusi a maggio 2016 (i due periodi esaminati si sovrappongono per alcuni mesi, ma l’aumento è stato certificato dal Wall Street Journal).

Poi c’è la questione del golf. Gli anni scorsi, Trump prendeva spesso in giro Obama per il tempo che passava sul campo da golf. Fra il 2011 e il 2016 ha dedicato 27 tweet all’argomento. Secondo un conteggio di Politifact, però, Trump sta giocando molto più di Obama nel suo primo anno da presidente: da gennaio a metà novembre Trump ha giocato a golf 35 volte, contro le 24 di Obama. Ma le volte sono probabilmente molte di più, visto che spesso lo staff di Trump si rifiuta di confermare se il presidente abbia giocato o se abbia semplicemente visitato il campo (il più visitato finora è il Trump National di Bedminster, New Jersey: ci è andato 39 volte).

Da qualche tempo però, con l’accumularsi di scandali e uscite controverse di Trump da presidente, sembra che la sua immagine stia avendo anche effetti negativi per gli affari. Ieri, per esempio, è uscita la notizia che la famiglia Trump ha venduto il Trump Hotel nel distretto di Soho di New York, molto probabilmente a causa delle sue difficoltà finanziarie. In un’inchiesta di ottobre, il Washington Post aveva scoperto che 17 squadre professioniste di popolari sport americani avevano alloggiato in uno degli hotel di Trump prima del 2014. Oggi, 16 di queste squadre hanno smesso di frequentare i suoi hotel. In generale, il giro di affari dell’hotel è molto diminuito negli ultimi mesi ed è probabile che la prima cosa che farà la nuova proprietà sarà togliere “Trump” dal nome.

I dati sul giro di affari di Mar-a-Lago da aprile in poi non sono ancora disponibili, ma è possibile che anche lì ci sia stato un calo. Dopo che Trump in agosto accusò «entrambe le fazioni» di aver partecipato alle violenze nate dalla manifestazione dei suprematisti bianchi a Charlottesville, la presidente della camera di commercio locale Laurel Baker invitò le associazioni locali a «usare la coscienza» e a smettere di organizzare eventi a Mar-a-Lago. Fra le associazioni che l’hanno fatto ce ne sono alcune molto importanti fra cui la Croce Rossa e l’American Cancer Society.