Togliere Kevin Spacey da “Tutti i soldi del mondo” non sarà per niente facile

Perché è una cosa senza precedenti e prevede tante complicazioni e grandi costi da affrontare in pochissimo tempo

(Da "Tutti i soldi del mondo")

Lo scorso giovedì la casa di produzione Sony ha deciso di eliminare Kevin Spacey da tutte le scene di Tutti i soldi del mondo, il nuovo film di Ridley Scott. La decisione è arrivata dopo le molte accuse di molestie sessuali nei confronti dell’attore. È stata presa per vari motivi: di certo anche perché, con lui, il film avrebbe rischiato di incassare meno. Le riprese del film erano già finite e l’uscita era – ed è ancora – prevista per dicembre. Spacey interpretava il ricchissimo petroliere americano Jean Paul Getty, che non è il protagonista del film, ma è comunque un personaggio centrale per la storia. Era impossibile tagliarlo senza sostituirlo: le scene in cui c’era Spacey saranno quindi rigirate con l’attore Christopher Plummer. La sostituzione di un attore – in corsa o a fine riprese – è una rarità, ma non una novità. Lo è comunque in queste proporzioni.

Tutti i soldi del mondo racconta la storia del rapimento – in Italia, nel 1973 – di Paul Getty III. Aveva 16 anni ed era il nipote del petroliere Jean Paul Getty, che allora era considerato l’uomo più ricco del mondo, ma anche il più avido. È un film di cui si diceva che potesse avere ambizioni da Oscar: ora è tutto da vedere.

Brent Lang e Justin Kroll di Variety – la più affidabile e influente rivista al mondo per quanto riguarda il cinema – hanno stimato quanto potrebbe costare alla Sony e a Imperative Entertainment, la società che ha effettivamente finanziato il film, la sostituzione di Spacey con Plummer. Per prima cosa, Variety ha scritto che si tratta, in questi termini, di una cosa «senza precedenti, che è piena di sfide logistiche, costi inattesi, scene da rigirare, post-produzione da rifare e creazione di tanti nuovi materiali di marketing».

Per far rigirare le scene di Spacey ci vorranno almeno dieci giorni e oltre a chiamare Plummer bisognerà richiamare Mark Wahlberg e Michelle Williams, altri due attori del film, per far loro rifare le scene che avevano già girato con Spacey. Nei contratti degli attori sono sempre previsti dei giorni extra di riprese; il fatto è che, scrive Variety, entrambi gli attori avevano già esaurito quei giorni e bisognerà quindi pagarli di nuovo, con un nuovo contratto. Parlando invece dei soldi che potrebbe aver chiesto Plummer, Variety ha scritto che è una cifra che potrebbe rientrare tra i 250mila e i 400mila dollari. Ha poi aggiunto che è difficile che un’assicurazione possa pagare tutti o parte dei soldi spesi da Sony, perché le assicurazioni funzionano solo in caso di malattie, morti o infortuni.

Variety ha scritto anche che visto che il personaggio di Spacey ha molte scene di dialogo con altri attori, sarebbe stato praticamente impossibile farle rigirare a Plummer davanti a un green screen, uno di quegli sfondi usati per far recitare gli attori e aggiungere poi i vari effetti speciali. In questo caso bisognerà fare soprattutto all’antica: rigirare le scene con tutti gli attori, nelle ambientazioni originali, e poi, in post-produzione, ri-montare il film.

Lang e Kroll stimano che il costo complessivo dovuto alla sostituzione di Spacey con Plummer potrebbe superare i 10 milioni di dollari, per un film il cui budget totale stimato era di circa 40 milioni di dollari, circa 34 milioni di euro. Dice Variety: «Sony e Imperative stanno dando molta fiducia al fatto che Scott, un regista esperto e che ha girato molti grandi film, sia in grado di fare tutto il necessario in modo rapido e restando nei costi previsti. Negli ultimi anni si è fatto la reputazione di essere un regista che finisce le cose nei tempi e nei costi previsti». Ciononostante, se dovesse farcela, farebbe «qualcosa che molte persone ritengono impossibile».

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.