Francesco Totti durante il giro di campo al termine di Roma-Genoa (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 29 Maggio 2017

Serie A, le cose di cui parlare

Doveva essere l'ultima tranquilla giornata di campionato, invece è successo di tutto e la ricorderemo per molto tempo

Francesco Totti durante il giro di campo al termine di Roma-Genoa (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Con lo Scudetto già assegnato, le qualificazioni alle coppe europee già decise e due retrocessioni su tre già stabilite, l’ultima giornata di campionato doveva solamente stabilire definitivamente il secondo e ultimo accesso diretto ai gironi di Champions League, cioè il secondo posto, la terza retrocessione e alcune posizioni in classifica, oltre a sancire il ritiro dal calcio (almeno quello italiano) di Francesco Totti, cioè uno dei giocatori più forti e amati della storia del calcio italiano. Ma fra sabato e domenica si sono aggiunte un sacco di altre cose, più piccole, ma comunque molto significative.

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La Juventus ha concluso con una vittoria — la 29esima in questo campionato — la stagione del suo sesto Scudetto consecutivo. A Bologna è prima andata in svantaggio con il primo dei gran gol visti in quest’ultima giornata, segnato da Saphir Taïder, ma poi è riuscita a recuperare al 70esimo, con Paulo Dybala, e a vincere nei minuti finali dell’incontro con il 17enne Moise Kean, al suo primo gol in Serie A.

Vincendo in casa contro il Chievo nell’altra partita giocata sabato sera, poi, l’Atalanta è riuscita a superare la Lazio al quarto posto, concludendo la più bella stagione della sua storia con 72 punti e una qualificazione diretta ai gironi di Europa League. L’unico gol dell’incontro lo ha segnato il capitano Alejandro “El Papu” Gomez, un giocatore fondamentale nella grande stagione della squadra di Bergamo, che però – dato che ha 29 anni e non ha mai giocato in una “grande” – in estate potrebbe trasferirsi altrove.

Nel calcio italiano il 28 maggio 2017 verrà ricordato a lungo come il giorno dell’ultima partita in Serie A di Francesco Totti. Chiunque abbia visto o la partita vinta contro il Genoa o la sua festa d’addio, meglio se entrambe, ha assistito a un momento storico e raro, di quelli che fanno ricordare perché il calcio occupi una fetta così grande nella vita di molte persone, pur essendo in fin dei conti uno svago. Nella giornata di addio del suo capitano la Roma avrebbe tuttavia potuto perdere il secondo posto in classifica, e così anche l’accesso diretto ai gironi di Champions League a favore del Napoli. Sarebbe stato comunque un buon risultato ma considerando quanto male vadano ultimamente le squadre italiane nei preliminari di Champions League, la Roma si giocava molto.

Totti è partito dalla panchina, il Genoa si è portato in vantaggio a pochi minuti dal calcio d’inizio con il primo gol in Serie A di Pietro Pellegri, che a 16 anni compiuti lo scorso 17 marzo è diventato uno dei più giovane marcatori nella storia della Serie A, dopo essere già il più giovane ad avervi mai esordito, insieme ad Amedeo Amadei. La Roma è riuscita a pareggiare subito, meno di dieci minuti dopo il gol di Pellegri, grazie a Edin Dzeko, vincitore della classifica marcatori della Serie A 2016/2017 con 29 gol segnati.

Totti è entrato in campo nel secondo tempo, al 54esimo minuto, accompagnato dal boato dei 65mila tifosi romanisti presenti allo Stadio Olimpico.

 

A un quarto d’ora dalla fine la Roma si trovava momentaneamente al terzo posto per via della vittoria del Napoli a Genova contro la Sampdoria, mai messa in discussione nell’arco dei novanta minuti. Al 74esimo minuto però è arrivato il gol di Daniele De Rossi, l’altro giocatore romano in campo ieri sera e il successore di Totti come capitano della squadra, ruolo che ha già ricoperto parecchie volte negli ultimi anni. Proprio nel momento in cui la Roma sembrava lanciata verso la vittoria, il Genoa ha pareggiato con il serbo Darko Lazovic, facendo risalire il Napoli al secondo posto. Lo stesso Lazovic, pochi secondi dopo, ha colpito un palo, rischiando di rovinare la giornata alla Roma e ai suoi tifosi. Sul risultato di 2-2, al 90esimo e con cinque minuti di recupero da giocare, la Roma è riuscita a segnare il gol della vittoria con Diego Perotti, che ha chiuso definitivamente la partita e fatto iniziare nel migliore dei modi la festa di addio a Totti.

Finita la partita, a qualificazione ai gironi di Champions acquisita, è iniziata la festa di addio a Totti, che si è tramutata presto in uno dei momenti più emozionanti mai visti in Serie A. Totti è rientrato in campo accompagnato dalla colonna sonora del “Gladiatore” (seguita poi da “The Circle of Life”, dalla colonna sonora di C’era una volta in America e altre musiche strappalacrime). Si è abbracciato con il presidente della Roma, Jim Pallotta, che gli ha consegnato una maglietta commemorativa. Ha salutato i dirigenti e lo staff. Poi ha visto i figli e la moglie, è andato da loro, li ha abbracciati e insieme hanno iniziato a piangere, così come i compagni di squadra, i commentatori in tribuna stampa, gli altri 65 mila spettatori dell’Olimpico e un sacco di altra gente a casa davanti ai televisori, come non era successo né per il ritiro di Paolo Maldini, né per quelli di Javier Zanetti e Alessandro Del Piero, le altre grandi bandiere del calcio italiano. Totti, commosso, ha fatto lentamente un giro di campo – fermandosi e sedendosi a un certo punto, singhiozzando, davanti alla Tribuna Tevere – poi ha calciato in Curva Sud un pallone autografato, con scritto sopra “Mi mancherete”, e si è portato nel centro del campo.

Lì ha iniziato un discorso d’addio muovendosi nervosamente nell’area di centrocampo ricoperta da una enorme maglietta con il numero 10, interrotto regolarmente dai cori degli spettatori. E giù lacrime ancora, tutti. Alla fine si è tolto la fascia di capitano e l’ha legata al braccio di Mattia Almaviva, nato nel 2006, il più giovane capitano della Roma: gioca nella categoria dei “Pulcini”.

Nonostante il secondo posto mancato, il Napoli di Maurizio Sarri ha vinto l’ultima partita della stagione con una delle prestazioni più brillanti viste in questo campionato. Contro la Sampdoria, già salva e senza nessun obiettivo in ballo, ha vinto 4-2 con un gol più bello dell’altro. Hanno segnato Mertens, Insigne, Callejon e Hamsik, i quattro giocatori simbolo di un campionato in cui il Napoli ha stabilito il suo record di punti (86) e di gol segnati (94), oltre a essere stata la squadra più bella e divertente del campionato. Uno dei suoi tre attaccanti, il belga Dries Mertens, è stato probabilmente il miglior giocatore della Serie A 2016/2017. Con 27 gol e 11 assist, in media è stato decisivo ogni 63 minuti di gioco nelle 38 giornate disputate. Nel fine settimana Mertens ha firmato il rinnovo del contratto, a pochi giorni di distanza dal rinnovo di Lorenzo Insigne, cosa che conferma le ambizioni del Napoli in vista della prossima stagione, al cui inizio sarà una delle squadre più attese.

È stata una serata molto lunga per i tifosi di Crotone ed Empoli. Le due squadre infatti sono arrivate a giocarsi la salvezza all’ultima giornata. Il Crotone era terzultimo, quindi virtualmente retrocesso, con 31 punti, uno in meno dell’Empoli, una posizione sopra. Entrambe le squadre, dopo tre quarti di campionato in cui avevano ottenuto solamente una dozzina di punti a testa, negli ultimi mesi hanno migliorato moltissimo il proprio andamento: da aprile il Crotone allenato da Davide Nicola è andato talmente bene da avere uno dei migliori rendimenti del campionato, a tratti superiore anche a quello della Juventus. Ieri sera il Crotone è riuscito a vincere nettamente contro la Lazio — che con la sconfitta è stata superata al quarto posto dall’Atalanta — per 3-1, dopo essere andato in vantaggio di due gol nei primi venti minuti di gioco. L’Empoli ha incredibilmente perso 2-1 contro il già retrocesso Palermo, trovandosi in svantaggio di due gol a cinque minuti dal termine. La vittoria contro la Lazio ha garantito al Crotone la permanenza per un’altra stagione in Serie A, alla sua prima partecipazione in assoluto.

Ci sono poi stati altri momenti significativi, nell’ultima giornata di questa Serie A, oltre al gol d’esordio di Pietro Pellegri, genoano, genovese e attaccante del Genoa nato nel 2001, che è riuscito a segnare il suo primo gol in Serie A nell’ultima partita di Francesco Totti, romano, romanista e capitano della Roma, diventando così il primo marcatore della Serie A nato nel 21esimo secolo.

L’attaccante 26enne del Crotone Andrea Nalini ha segnato il suo primo gol e la sua prima doppietta in Serie A nella stessa partita, risultando decisivo nella salvezza della sua squadra e nella retrocessione dell’Empoli. In Cagliari-Milan, giocata domenica pomeriggio, il portiere Luca Crosta, 19 anni, ha esordito in Serie A nel Cagliari parando un rigore a Carlos Bacca, attaccante del Milan, cioè della squadra in cui è cresciuto. Infine, durante Inter-Udinese, partita terminata 5-2 in cui l’Inter ha salutato per l’ultima volta gli argentini Rodrigo Palacio e Juan Pablo Carrizo, il croato Andrija Balic, 19 anni, ha realizzato la sua prima rete in Italia e in Serie A con un gran tiro di piatto dal limite dell’area di rigore avversaria, imparabile.

Questa è la classifica finale della Serie A 2016/2017:

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