L'arbitro Daniele Minelli ammonisce Sulley Muntari durante Cagliari-Pescara (Enrico Locci/Getty Images)
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  • sabato 6 maggio 2017

È stata tolta la squalifica a Muntari

Dopo molte polemiche, la FIGC ha annullato la squalifica al centrocampista del Pescara che era stato punito per aver protestato contro dei cori razzisti

L'arbitro Daniele Minelli ammonisce Sulley Muntari durante Cagliari-Pescara (Enrico Locci/Getty Images)

La corte sportiva d’appello della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ha accolto in secondo grado il ricorso presentato contro la squalifica del centrocampista Sulley Muntari, espulso dall’arbitro Daniele Minelli durante Cagliari-Pescara della settimana scorsa. Muntari era uscito dal campo durante la partita dopo aver ricevuto insulti razzisti da alcuni spettatori e dopo aver litigato con l’arbitro, che lo aveva ripreso e ammonito per aver parlato con i tifosi che lo insultavano. In seguito all’uscita anticipata dal campo, Muntari era stato nuovamente ammonito: la doppia ammonizione, come da regolamento, aveva portato alla squalifica di una giornata.

In molti avevano poi criticato la decisione del giudice sportivo di confermare la squalifica a Muntari, di fatto punito per aver protestato contro degli insulti razzisti. Inoltre, il giudice sportivo che la settimana scorsa ha deciso sulla squalifica di Muntari, Gerardo Mastrandrea, aveva anche sollevato il Cagliari dalla responsabilità per i cori razzisti, spiegando che erano stati intonati solo da pochi spettatori e che si erano sentiti nello stadio solo perché c’era particolare silenzio a causa dell’assenza del tifo organizzato del Cagliari. Un passaggio delle motivazioni della decisione diceva:

Considerato che i pur deprecabili cori di discriminazione razziale sono stati percepiti nell’impianto in virtù anche della protesta silenziosa in atto dei tifosi (come segnalato dagli stessi rappresentanti della Procura federale) ma, essendo stati intonati da un numero approssimativo di soli dieci sostenitori e dunque meno dell’1% del numero degli occupanti del settore (circa duemila), non integrano dunque il presupposto della dimensione minima che insieme a quello della percezione reale è alla base della punibilità dei comportamenti in questione, peraltro non percepiti dagli Ufficiali di gara (come refertato dall’Arbitro), a norma dell’art. 11, comma 3, CGS.

Secondo Associated Press, Muntari avrebbe presentato il ricorso alla FIGC senza il sostegno del Pescara, ma avvalendosi dell’assistenza dell’Associazione Italiana Calciatori, di cui è presidente Damiano Tommasi, ex calciatore della Roma.

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