ANSA/FABIO MURRU
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  • martedì 2 maggio 2017

Gli insulti razzisti contro Sulley Muntari

Cos'è successo domenica durante la partita Cagliari-Pescara, quando un calciatore ghanese – insultato anche da un bambino, dice – ha lasciato il campo

ANSA/FABIO MURRU

Pochi minuti prima della fine di Cagliari-Pescara, partita di calcio di Serie A giocata domenica 30 aprile allo stadio di Cagliari, il calciatore ghanese del Pescara Sulley Muntari è uscito dal campo dopo aver litigato con l’arbitro e con alcuni tifosi, che lo avevano insultato con cori e frasi razzisti. Muntari – che ha 32 anni ed è piuttosto famoso per aver giocato molti anni sia per l’Inter che per il Milan – ha spiegato cos’era accaduto poco dopo durante un’intervista a Sky Sport di cui si è molto parlato domenica e lunedì.

Muntari ha spiegato che i cori razzisti nei suoi confronti erano iniziati già nel primo tempo e che era coinvolto anche un bambino, a cui lui aveva poi regalato la sua maglietta in segno di amicizia e per provare a spiegargli che quello che stava facendo era sbagliato. I cori razzisti però sono continuati anche nel secondo tempo, da parte di un gruppetto di tifosi del Cagliari che si trovavano dietro una delle due porte del campo di gioco, in una zona normalmente occupata dagli ultras, che però da alcune settimane non si presentano allo stadio per protesta contro alcune decisioni della Prefettura.

Muntari ha spiegato di aver parlato anche con questi tifosi e di essere stato ripreso dall’arbitro Daniele Minelli proprio per questa ragione, visto che i giocatori non dovrebbero interagire con gli spettatori della partita. Da questo episodio è nato il litigio con l’arbitro, che secondo Muntari avrebbe dovuto interrompere la partita (lo prevede il regolamento in caso di insulti razzisti verso i giocatori) e che invece ha sanzionato la persona vittima degli insulti: Muntari infatti è stato ammonito una prima volta per le proteste nei confronti dell’arbitro e una seconda volta quando ha lasciato il campo in anticipo (le due ammonizioni significano quindi che Muntari sarà squalificato per la prossima partita di campionato).

Alcuni video girati durante la partita mostrano quello che è successo, anche se in modo piuttosto confuso.

In uno si vede Muntari parlare con uno degli arbitri aggiuntivi della partita, prima di lasciare il campo e di litigare con alcuni tifosi, che a giudicare dalla reazione di Muntari lo avevano nuovamente insultato in modo razzista.

Nelle discussioni che sono seguite alla partita, qualche giornalista ha messo in dubbio che ci fossero davvero stati dei cori razzisti nei confronti di Muntari – Giancarlo Marocchi su Sky Sport ha per esempio fatto presente che nessuno dei sei arbitri in campo li aveva sentiti (dando per scontato che altrimenti avrebbero sospeso la partita) – e la società del Cagliari ha detto cose simili con un comunicato in cui viene condannata ogni forma di razzismo ma dove si fa presente che dalla zona del campo dove ci sono le panchine non si erano sentiti i cori contro Muntari. I video disponibili su internet sembrano però mostrare che dei cori di tipo razzista si siano effettivamente sentiti. La Nuova Sardegna, giornale locale di Sassari, ha inoltre confermato che durante la partita, soprattutto verso la fine del secondo tempo, ci fossero stati dei comportamenti strani degli spettatori nei confronti di Muntari:

Tutto lo stadio in effetti, negli ultimi minuti della sfida, ha passato il tempo non a guardare la palla ma a seguire le mosse dell’ex giocatore di Inter e Milan. Tutto potrebbe essere nato da un incontro ravvicinato tra giocatore e tifosi durante un’azione dei rossoblù. Muntari sullo slancio è finito dentro la porta a pochi metri da un gruppetto di supporter. Da quel momento in poi il giocatore è una furia.

L’allenatore del Pescara Zdeněk Zeman, dopo la partita di domenica, è sembrato criticare l’arbitro per non essere intervenuto in difesa di Muntari – «facciamo tante chiacchiere sul razzismo e sui comportamenti e poi ci si passa sopra» – e una posizione simile l’ha presa l’ex arbitro Paolo Casarin, che sul Corriere della Sera ha scritto di pensare che la squalifica che subirà Muntari per doppia ammonizione sia ingiusta:

Una conclusione ingiusta da parte dell’arbitro, anche frettolosa quando quello era proprio il momento di mostrare che prima delle sanzioni serviva capire lo stato d’animo di un giocatore offeso gravemente. All’estero, per casi simili, hanno già capito che il primo scalino efficace è la sospensione temporanea del gioco: gli iniziali richiami della procedura in uso nei nostri stadi trasmettono, spesso, solo inefficaci contenuti burocratici.

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