(AP photo/Sakchai Lalit)
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  • venerdì 3 marzo 2017

Si riparla del nome del latte di soia

In Europa è proibito chiamarlo così da dieci anni, grazie alle pressioni dei produttori di latte di mucca: ora il problema si pone anche negli Stati Uniti

(AP photo/Sakchai Lalit)

Potete fare un giro in un qualsiasi supermercato, da Milano a Londra, da Lisbona a Vilnius, e non troverete nemmeno una singola confezione di “latte di soia”. Dal 2007, infatti, in tutta l’Unione Europea, l’utilizzo del termine “latte di soia” è vietato e al suo posto bisogna utilizzare “bevanda alla soia”: è stato il risultato di una battaglia vinta dieci anni fa dai produttori di latte di mucca in Europa. In questi giorni ne sta iniziando una simile anche negli Stati Uniti.

Nelle ultime settimane, i produttori americani di latte hanno iniziato uno scontro per ottenere da parte della Food and Drug Administration, il regolatore che negli Stati Uniti si occupa di cibo e medicinali, il divieto da parte dei produttori di latte di soia di usare la parola “latte”. «Sono prodotti che fanno finta di essere latte», ha detto al Wall Street Journal Jim Mulhern, segretario della principale associazione di produttori di latte americani.

La lobby dei produttori di soia, rappresentata da gruppi di pressione come il Good Food Institute, ha risposto agli attacchi sostenendo che la legislazione che i produttori di latte propongono «finirebbe col trattare i consumatori come bambini incapaci di distinguere cosa è latte e cosa è latte di soia». La ragione alla base di queste proteste è abbastanza ovvia: il latte di soia, come quasi tutti i consumatori sanno, non è vero latte. La soia è un legume, non un mammifero: ma l’utilizzo del termine “latte” per molti è giustificato dal fatto che per proprietà nutritive, colore, sapore e consistenza, il latte di soia può sostituire in molti casi quello di mucca.

Quello che oggi chiamiamo “latte di soia” è una bevanda molto antica, nata probabilmente in Cina, che si ottiene dalla macinazione dei semi di soia in acqua. Il risultato è un liquido biancastro, di colore e consistenza simile a quella del latte. Il latte di soia è più leggero e meno grasso del latte di mucca e ha un sapore meno pronunciato, ragione per cui spesso quello che si trova in commercio è insaporito in vari modi, a volte con un aroma alla vaniglia. Il latte di soia è molto utilizzato come sostituto del latte nelle diete vegetariane e vegane e dalle persone che hanno intolleranze al lattosio.

Il mercato del latte di soia è circa un decimo di quello del latte di mucca, ma è comunque un settore in forte crescita. Secondo una ricerca della società IRI, citata dal Wall Street Journal, negli Stati Uniti le vendite di latte vegetale sono aumentate del 76 per cento negli ultimi cinque anni, mentre quelle di latte di mucca sono calate del 18 per cento. Il calo nel consumo di latte è in corso da decenni in tutto l’occidente: dal 1975 ad oggi, la quantità di latte che viene bevuta in media è calata del 40 per cento.

In Europa, le difficoltà del settore sono ancora più gravi perché oltre al calo dei consumi, molti produttori hanno dovuto far fronte anche alla concorrenza del latte a basso prezzo esportato dai paesi dell’Europa centrale e orientale. La loro azione di pressione è iniziata prima e ha avuto un successo maggiore di quella dei loro colleghi americani: praticamente dieci anni fa, con il regolamento 1234 del 2007, l’Unione Europa ha stabilito che termini come latte, yogurt e formaggio possono applicarsi soltanto ai prodotti che vengono realizzati utilizzando “vero” latte.

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