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  • sabato 25 febbraio 2017

Ieri a Mosul è stata uccisa una giornalista

Si chiamava Shifa Gardi, lavorava per la tv curda Rudaw ed era una delle poche donne a seguire la battaglia per liberare la città controllata dall'ISIS

Oggi a Mosul, la città irachena da mesi al centro di una battaglia fra lo Stato Islamico e la coalizione che lo sta combattendo in Iraq, è stata uccisa la giornalista Shifa Gardi, che stava seguendo la battaglia per conto della tv curda Rudaw. Shifa Gardi aveva 30 anni, era nata in Iran ed era una delle poche giornaliste donne a seguire sul campo la battaglia di Mosul: secondo quanto scritto da Rudaw e da altri giornali internazionali che si sono occupati della notizia – fra cui al Jazeera – Gardi è stata uccisa a causa dell’esplosione di una bomba piazzata sulla strada – quindi una mina, probabilmente – dove stava viaggiando con la sua troupe. Nell’esplosione è rimasto ferito anche un cameramen di Rudaw, Younis Mustafa.

Gardi era un volto piuttosto noto per chi seguiva Rudaw: oltre a lavorare come giornalista era anche una presentatrice televisiva, e lavorava per la tv da molti anni dopo essersi laureata alla Salahaddin University di Erbil, nel Kurdistan iracheno. L’ultimo servizio di Gardi era andato in onda nel primo pomeriggio, poco prima della sua morte. Rukmini Callimachi, brava giornalista del New York Times esperta di terrorismo che in questi giorni si trova a Mosul per seguire la battaglia, ha definito Gardi «una giovane donna che stava lavorando come giornalista in una zona del mondo dove ancora oggi è raro vedere giornaliste donne».

Lavorare su un fronte attivo di guerra è uno dei mestieri più pericolosi per un giornalista, e lo stesso vale per Mosul in questi giorni: i giornalisti che stanno seguendo sul campo la battaglia raccontano spesso di aver visitato luoghi che sarebbero stati distrutti o attaccati di lì a poco, o di aver evitato per un pelo un bombardamento o una sparatoria.

“Nell’ultima ora: una mina, un drone dell’ISIS e ora i colpi dei cecchini dell’ISIS che sibilano sopra le nostre teste. Siamo molto vicini alla città”

“Fuori da Mosul ovest, cercando di abbattere un drone prima che lasci una bomba. I droni arrivano in continuazione”

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