(Da "Legion")
  • Cultura
  • domenica 19 febbraio 2017

“Legion” promette bene

È una nuova serie tv di supereroi in onda su Fox, così originale che potrebbe piacere parecchio anche a chi detesta i supereroi

(Da "Legion")

Legion è una serie televisiva creata da Noah Hawley – famoso soprattutto per aver creato la serie tv Fargo  – e co-prodotta dalla Marvel: ha per protagonista un uomo che scopre di essere un mutante, un X-Men. Potreste però volerla vedere anche senza essere appassionati di X-Men: primo perché è una serie autosufficiente (che si può capire e apprezzare cioè anche senza sapere nulla sugli X-Men); secondo perché se ne parla bene, come qualcosa di originale, per certi versi innovativo e soprattutto adatto anche a chi non ama il genere supereroi-fumetti-mutanti. Il protagonista è Dan Stevens, famoso soprattutto per Downton Abbey. Stevens interpreta un mutante che soffre di schizofrenia e il primo episodio racconta dei suoi sforzi per capire se è pazzo o se invece ha davvero dei poteri (o magari entrambe le cose), e della sua relazione con una ragazza: Syd Barrett (sì, come quel Syd Barrett), interpretata da Rachel Keller, che potreste aver già visto in Fargo.

Legion – che è anche il soprannome del protagonista David Haller – va in onda da poco. La prima stagione è composta da otto episodi: FX ne trasmette uno a settimana negli Stati Uniti (dall’8 febbraio), Fox fa la stessa cosa in Italia (dove il primo è andato in onda il 13 febbraio). Le recensioni (qualcuna parla solo del primo episodio; poche, fatte da chi l’ha già visto tutto in anteprima) sono spesso molto buone: il 94 per cento delle 66 messe insieme da Rotten Tomatoes ne parla in modo positivo. La sintesi fatta da Rotten Tomatoes è: «Legion è una serie forte, intelligente e che, visivamente, lascia a bocca aperta. È una sapiente, surreale e audace alternativa al tradizionale concetto di “storia sui supereroi”».

Il primo episodio, un po’ più nel dettaglio

Si intitola “Realtà o illusione?” ed è scritto e diretto da Hawley. Inizia mostrando in pochi minuti la crescita di Haller, fino ad arrivare a quello che sembra proprio essere un suo tentato suicidio. Poi lo si vede in un ospedale psichiatrico: il Clockworks Psychiatric Hospital, il posto in cui incontra Sydney “Syd” Barrett, una donna che, per gli standard di un ospedale psichiatrico, sembra essere piuttosto normale. Solo che non vuole essere toccata: in nessun modo, da nessuno. Poi – più o meno a metà episodio – a Syd è concesso di lasciare l’ospedale, e da lì in poi le cose si complicano: si iniziano a capire un po’ di cose su entrambi, e su dove potrebbe andare a parare la serie. In “Realtà o illusione?” si notano già alcuni degli elementi più apprezzati della serie: un’atmosfera bizzarra, una colonna sonora vivace e tante scelte di regia, montaggio e uso di effetti speciali non banali, che si fanno notare.

Tra le canzoni del primo episodio ci sono “She’s a Rainbow” dei Rolling Stone, “Up the Beach” dei Jane’s Addiction e “Pauvre Lola” di Serge Gainsbourg e “Happy Jack” degli Who.

Cosa se ne scrive

James Poniewozik del New York Times ha scritto che la serie è «scritta in modo brillante, ma che la vera sorpresa è la sua ricchezza visiva», che secondo lui ha «un aspetto retro-futuristico anni Sessanta-Settanta». Emily Zemler del Guardian ha scritto che la serie è volutamente un po’ disconnessa e che è anche il motivo per cui non è proprio facile da vedere, perché ci sono un po’ di cose spaesanti e alcune domande senza risposte chiare o immediate (specie per chi non dovesse sapere nulla degli X-Men). Se guardandolo vi doveste sentire confusi, quindi, è normale: un po’ di risposte poi arrivano. Maureen Ryan di Variety ha scritto che le stranezze (e i difetti) di Legion finiscono per diventare tratti positivi soprattutto grazie all’interpretazione di Stevens. Ci sono state anche critiche: Sam Adams di Slate ha scritto che la serie ha troppe personalità (un po’ come il protagonista) ma che «non sa sceglierne una»; Davi Sims dell’Atlantic ha scritto che la serie «è così impegnata a stupire visivamente che si dimentica di raccontare bene la sua storia». Hanno opinioni diverse anche il critico Dan Jolin e sua moglie. Jolin ha scritto su Twitter: «Abbiamo visto il primo di Legion. L’ho adorato per la sua artistica e spezzettata psichedelia. Mia moglie l’ha odiato. Ha detto che sembra la versione di Rain Man diretta da Wes Anderson».

Curiosità

  • A leggere le dichiarazioni fatte da Hawley negli ultimi mesi, tra le cose a cui si è ispirato ci sono: Se mi lasci ti cancello, i film di Terrence Malick, David Lynch e Alice nel Paese delle Meraviglie
  • Hawley ha anche detto che la cosa che lo affascina di più è che il principale conflitto del protagonista sia con se stesso, non con qualche esterna entità malvagia. Parlando dello stile della serie, ha detto: «Il mio obiettivo è fare qualcosa di estroso, creativo e inaspettato. Non solo perché voglio fare qualcosa di diverso, ma perché mi sembra il modo migliore di narrare questa storia».
  • Per aiutare Stevens a immedesimarsi nel personaggio, Hawley gli ha preparato una playlist con 160 canzoni.
  • Dana Gonzales, che si è occupata della fotografia del film, ha citato Paolo Sorrentino tra le influenze della serie.
  • Qui ci sono un po’ di cose per fare ordine sui film sugli X-Men e qui una classifica, fatta in base al loro voto su IMDb, di tutti quei film.
  • Gli episodi dal secondo al quinto si intitoleranno “Summerland”, “Nelle pieghe della mente”, “The Eye” e “Il parassita”.
  • Lux Alpatraum di Vulture ha fatto un’analisi sull’“intoccabilità” di alcune donne nel cinema e nella tv, partendo da Syd Barrett di Legion.

Ma Legion, chi è?

Questo vale come grosso spoiler e se non lo sapete e volete scoprirlo dalla serie è meglio non leggere oltre.

 

 

Il nome completo di Legion (Legione, nei fumetti italiani) è David Charles Haller: è quindi figlio di Charles Xavier (cioè Professor X, interpretato nei film da Patrick Stewart e James McAvoy,) e della superstite dell’Olocausto Gabrielle Haller. Gran parte dei suoi problemi derivano dal suo difficile rapporto col padre. Legione deriva dal fatto che Legion abbia personalità multiple (ognuna con un suo potere) e, come dice lui, «siamo in molti».

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