Ronda Rousey dopo la sconfitta contro Amanda Nunes (Christian Petersen/Getty Images)
  • Sport
  • mercoledì 4 gennaio 2017

Ronda Rousey non è più Ronda Rousey

La lottatrice statunitense considerata a lungo imbattibile ha perso in 48 secondi l'incontro del suo grande ritorno, e potrebbe ritirarsi

Ronda Rousey dopo la sconfitta contro Amanda Nunes (Christian Petersen/Getty Images)

Lo scorso 30 dicembre Ronda Rousey, considerata fino a pochi mesi fa la più forte lottatrice di arti marziali miste al mondo, ha perso il suo secondo incontro di fila, combattuto contro la brasiliana Amanda Nunes a più di un anno dalla precedente sconfitta con la statunitense Holly Holm. Grazie alla sua impressionante sequenza di vittorie, Rousey era diventata nota in tutto il mondo e il suo dominio nelle arti marziali miste era stato paragonato a quello di Mike Tyson nella boxe tra gli anni Ottanta e Novanta: Nunes però l’ha battuta in soli 48 secondi, senza che Rousey riuscisse a rispondere ai suoi attacchi. L’arbitro ha interrotto l’incontro e assegnato la vittoria a Nunes dopo che Rousey aveva subìto una rapida serie di pugni al volto: lei ha protestato brevemente per non aver avuto tempo di combattere, ma poi è stata portata via dalla madre.

Nei giorni scorsi Rousey, commentando l’incontro, ha detto: «Ritornare non solo a combattere, ma alla vittoria, è stato il mio unico obiettivo durante l’anno. A volte però, anche quando ti prepari, dai tutto e vuoi qualcosa con tutto te stesso, non va tutto come avevi pianificato. Sono orgogliosa nel vedere quanto distante sia andata la divisione femminile dell’UFC e mi complimento con tutte le altre donne che hanno reso possibile tutto questo, inclusa Amanda. Ora ho bisogno di prendermi del tempo per riflettere e pensare al futuro».

Rousey ha 29 anni, un’età in cui nella lotta si è considerati nel momento migliore: iniziò a combattere nelle arti marziali miste nel 2010, dopo una carriera nel judo, e fino a poco prima lavorava ancora come barista. Verso la fine del 2010 iniziò una serie di dodici vittorie consecutive in incontri di MMA, molte delle quali ottenute in meno di un minuto. Grazie a quei successi, che contribuirono in maniera decisiva al successo dell’UFC, fra il 2014 e il 2015 divenne molto popolare: pubblicò un’autobiografia, comparve nel settimo film della saga di Fast & Furious, nello Swimsuit Issue di Sports Illustrated, e venne intervistata da importanti quotidiani come il New York Times e il Wall Street Journal. Nel 2015 inoltre vinse il premio ESPY – che si assegna ai migliori atleti americani dell’anno – come miglior atleta donna e miglior “lottatore” del 2015.

La sua striscia di vittorie si interruppe rovinosamente il 14 novembre del 2015 a Melbourne, in Australia, quando durante l’incontro con la statunitense Holly Holm venne messa al tappeto con un potente calcio alla testa dopo meno di un minuto dall’inizio del secondo round dell’incontro. Nonostante un inizio molto aggressivo, Rousey subì troppo la superiorità dell’avversaria e riuscì ad evitare solamente qualche pugno. Nel corso della seconda ripresa venne colpita in faccia con un violento pugno, che la fece inginocchiare dando le spalle a Holm, che la colpì con un calcio sulla mascella in un momento in cui era visibilmente stordita, facendola cadere al tappeto.

Gli effetti della sconfitta furono molto pesanti per Rousey, perché oltre ad aver mostrato una netta inferiorità – soprattutto tecnica – la costrinsero a interventi chirurgici di ricostruzione facciale e a più di un anno di lontananza dagli incontri. Alcuni mesi dopo, nel corso del programma televisivo statunitense The Ellen DeGeneres Show, disse anche di aver pensato al suicidio.

Rousey, pur annunciando più volte che quello contro Nunes sarebbe stato uno dei suoi ultimi combattimenti, nella sconfitta ha evidenziato dei limiti contro avversarie che padroneggiano meglio di lei le tecniche del pugilato. Negli ultimi giorni alcuni noti sportivi statunitensi, come LeBron James e Kobe Bryant, hanno sostenuto Rousey cercando di difenderla dalle critiche, giudicate troppo affrettate. Rousey nel frattempo ha ribadito di volere prendersi del tempo per capire meglio quale decisione sia giusta prendere in questo momento. Ma diversi giornalisti sportivi sostengono che l’ultima sconfitta, oltre ad aver ridimensionato la sua attuale condizione, potrebbe averle creato anche ulteriori difficoltà dal punto di vista psicologico. Pochi istanti dopo l’incontro contro Nunes, AnnMaria De Mars, la madre di Rousey, aveva detto che le piacerebbe che la figlia si ritirasse, e che gliene aveva parlato anche dopo la sua prima sconfitta, più di un anno fa. De Mars aveva poi aggiunto di averle detto: «Sei intelligente e bella, lascia che siano gli stupidi a venire presi a pugni in faccia».

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.