Ronda Rousey, a destra, combatte contro Bethe Correia durante un incontro della UFC, 2 agosto 2015 (Alexandre Loureiro/Inovafoto via AP)
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  • lunedì 3 agosto 2015

L’inarrestabile Ronda Rousey

È la più forte lottatrice di arti marziali miste al mondo, sabato ha vinto un altro combattimento in pochi secondi: e poi è femminista, scrive libri, recita a Hollywood

Ronda Rousey, a destra, combatte contro Bethe Correia durante un incontro della UFC, 2 agosto 2015 (Alexandre Loureiro/Inovafoto via AP)

Sabato 2 agosto a Rio de Janeiro, in Brasile, si è tenuto un combattimento valido per il titolo femminile dei pesi gallo della Ultimate Fighting Championship (UFC), la più importante lega al mondo di arti marziali miste (uno sport che mischia boxe, lotta e arti marziali). La campionessa in carica si chiama Ronda Rousey, è statunitense e ha 28 anni: difendeva il titolo contro la 32enne brasiliana Bethe Correia. Rousey e Correia sono considerate fra le lottatrici più forti al mondo: prima di questo incontro – molto atteso dagli appassionati delle arti marziali miste – nessuna delle due era mai stata sconfitta in un combattimento della UFC. Eppure l’incontro è finito dopo appena 34 secondi.

Correia, che da mesi chiedeva un combattimento per giocarsi il titolo, è stata distrutta da Rousey senza riuscire neppure a mettere a segno un colpo “pulito”: è andata K.O. dopo alcuni pugni e calci, senza praticamente avere auto il tempo di entrare in gara.

And still the baddest woman on the planet!!!Ronda Rousey vs Bethe Correia#UFC190 #Brazil

Posted by DJ Reminise on Domenica 2 agosto 2015

Rousey ha vinto così il suo dodicesimo incontro di fila, e ha stupito moltissimi commentatori per l’apparente facilità con cui l’ha fatto. Per Rousey, che ha iniziato a combattere nelle arti marziali miste nel 2010 dopo una carriera nel Judo, l’incontro contro Correia è stata la consacrazione definitiva: oggi ha lo stesso agente dell’ex wrestler e attore The Rock, ha pubblicato un’autobiografia di successo ed è apparsa nel settimo film della saga di Fast & Furious. Il suo dominio nelle arti marziali miste è stato paragonato a quello di Mike Tyson nella boxe, alla fine degli anni Ottanta (lo stesso Tyson ha detto che guardando gli incontri di Rousey pensa a se stesso): prima dell’incontro con Correia aveva vinto i due incontri precedenti rispettivamente in 14 e 16 secondi. Fino a cinque anni fa, però, Rousey lavorava ancora come barista.

Da capo 
Rousey è nata l’1 febbraio 1987 a Riverside, in California. Sua mamma ha origini venezuelane ed è stata la prima campionessa mondiale statunitense di judo: dietro sue indicazioni Rousey ha cominciato a praticare lo judo sebbene molto tardi, verso gli 11 anni. Sei anni dopo, nel 2004, diventò la judoka più giovane a partecipare alle Olimpiadi di Atene ma non riuscì a raggiungere le fasi finali. Nel 2007 vinse la medaglia d’argento ai Mondiali di judo di Rio de Janeiro nella categoria dei pesi medi (cioè sotto i 70 chili). L’anno dopo ottenne la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino nella categoria dei pesi medi: è stata la prima donna statunitense a vincere una medaglia nel judo nella storia delle Olimpiadi.

Nel 2008, dopo le Olimpiadi, Rousey mollò lo judo e iniziò a lavorare come barista in tre locali di Los Angeles. Un giorno, mentre la televisione di un bar dove stava lavorando trasmetteva un incontro di UFC, Rousey ha indicato lo schermo e spiegato che sarebbe riuscita a fare le stesse cose dei lottatori maschi. Ai tempi non esisteva ancora una lega femminile di UFC. Come ricorda Rousey nella sua autobiografia My Fight/Your Fight, «tutti nel bar mi presero più o meno in giro. Era ovvio che nessuno mi credesse. Il fatto che non stessi facendo nulla della mia vita era palese a chiunque mi guardasse».

Nel 2009 Rousey ha avuto un’opportunità per proseguire la sua carriera nello judo: il suo ex allenatore Jimmy Pedro – ex campione del mondo – ha detto che aveva ricevuto un’offerta da una palestra giapponese per allenarsi lì per un anno, con uno stipendio complessivo di circa 40mila dollari e la possibilità di tornare negli Stati Uniti per visitare la sua famiglia. Rousey accettò l’offerta ma Pedro ha raccontato che lasciò la palestra giapponese quattro giorni dopo essere arrivata, spiegando di non sentirsi a proprio agio. Pedro sostiene che durante i suoi anni da judoka Rousey fosse la più forte al mondo – esclusa la sua compagna di allenamenti Kyla Harrison, vincitrice della medaglia d’oro nella categoria sotto ai 78 chili alle Olimpiadi di Londra.

Rousey iniziò allora ad allenarsi per gareggiare nelle arti marziali miste: disputò il suo primo incontro contro la brasiliana Ediane Gomes a Tarzana, in California. Rousey dominò l’incontro e vinse in meno di trenta secondi grazie a quella che sarebbe diventata la sua mossa distintiva: una tecnica di sottomissione ispirata a una mossa dello judo chiamata Ude Hishigi Juji Gatame (“leva di sottomissione al gomito col corpo a croce”). In un’intervista del 2012, Rousey ha ammesso di essere piuttosto legata alla tecnica perché da bambina sua madre la svegliava dal sonno ordinandole di eseguirla immediatamente: «se tua mamma la mattina ti sveglia saltandoti sopra e dicendo “stai sempre in guardia! mossa di sottomissione, ora!”, diciamo che eseguirla ti diventa automatico». Fino a oggi Rousey ha vinto nove dei suoi dodici incontri nelle arti marziali miste grazie all’applicazione della sua variante di Ude Hishigi Juji Gatame. In generale Rousey ha preso diversi spunti dal judo per costruire il suo modo di combattere, anche se nel tempo ha integrato mosse “tipiche” delle arti marziali miste come calci e pugni.

La UFC
Nel 2011 il presidente della UFC Dana White venne intervistato brevemente fuori da un ristorante di Hollywood. Alla domanda di un giornalista che gli chiedeva quando le donne sarebbero state ammesse nella UFC, Dana aveva risposto «mai», ridendo. Qualche mese dopo Rousey incontrò White e gli disse che un giorno avrebbe combattuto per la UFC e che sarebbe stata la prima campionessa femminile della lega. Accadde già nei primi mesi del 2013: la UFC decise di aprire la competizione alle donne e “comprò” da un’altra lega minore il titolo di campionessa mondiale dei pesi gallo, che già apparteneva a Rousey. Il primo incontro femminile della UFC si è tenuto ad Anaheim, in California, il 23 febbraio 2013: Rousey ha difeso facilmente il titolo battendo la statunitense Liz Carmouche grazie alla sua solita tecnica di sottomissione. Da allora Rousey ha vinto tutti gli 11 incontri disputati in UFC.

Oggi Rousey è diventata un personaggio che ha passato i confini degli appassionati di arti marziali miste: è apparsa nello Swimsuit Issue di Sports Ilustrated, è stata intervistata da importanti quotidiani come il New York Times e il Wall Street Journal e nel 2015 ha vinto il premio ESPY – che si assegna ai migliori atleti americani dell’anno – come miglior atleta donna e miglior “lottatore” del 2015. Rousey è anche popolare per le sue posizioni molto femministe: dopo aver vinto il premio ESPY come miglior atleta nelle discipline di lotta – battendo fra gli altri il pugile Floyd Mayweather, quello che ha vinto l'”incontro del secolo” contro Manny Pacquiao – si è chiesta durante un’intervista «cosa prova Floyd a essere battuto da una donna, per una volta». Il riferimento era alle diverse incriminazioni per violenza domestica ricevute da Mayweather negli anni.

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