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  • mercoledì 23 Novembre 2016

Com’è “3 Generations – Una famiglia quasi perfetta”

Ci sono Naomi Watts, Susan Sarandon ed Elle Fanning, che interpreta un ragazzo transgender di nome Ray

3 Generations – Una famiglia quasi perfetta (il titolo originale è About Ray) è un film diretto dalla regista britannica Gaby Dellal, con protagonista Elle Fanning, la ragazzina bionda di Maleficient e Somewhere, e protagonista di The Neon Demon. Fanning interpreta Ray, un ragazzo transgender che prima si chiamava Ramona. Il film parla di Ray, sua madre e sua nonna prima e dopo la sua decisione di cambiare sesso, e della ricerca del padre di Ray, che ha abbandonato la famiglia ma di cui c’è bisogno per il consenso legale alla transizione di Ray. Il film arriva in Italia giovedì 24 novembre, ma se ne parla da un anno, quando fu presentato al Festival del cinema di Toronto e quando Dellal fu criticata perché si riferì a Ray parlandone al femminile. La cosa migliore di 3 Generations è il cast: Fanning è molto brava, sua madre è interpretata da Naomi Watts, sua nonna da Susan Sarandon (due che è raro non siano molto brave).

Il trailer italiano di 3 generations

Le recensioni

Su Rotten Tomates, 3 Generations ha un voto medio di 2,9 su 5; su IMDb il suo voto medio è 5,2. Quello che più si nota è però il numero di voti: molto pochi, perché negli Stati Uniti il film è girato pochissimo, per poco tempo. E anche in Italia sarà difficile trovarlo, perché lo proietteranno pochi cinema. La migliore delle recensioni al film è quella di Variety, che alla fine dice che è un film così-così: «È un dramma/commedia piacevole e leggero, a tratti artificioso». Una recensione più in linea con la maggior parte delle altre è quella scritta sul Guardian da Benjamin Lee:

Nel film ci sono buone intenzioni e purezza, cosa che rende difficile volergli male. La sceneggiatura è fatta a modo e non c’è dubbio che raccontare storie come questa sia utile. Ma se questo è un film che non si riesce a odiare, è anche vero che è persino più difficile farselo piacere. La storia inizia bene, potenzialmente affascinante, concentrandosi sulla confusione tra l’uso del maschile e del femminile, i problemi nei bagni pubblici e cose di questo tipo. Ma, purtroppo, finisce tutto con il diventare una piatta routine da soap opera, con la sensazione che si tratti di una di quelle serie tv che si possono guardare senza troppa attenzione mentre si fa qualcos’altro.

Una scena del film

Che spiega bene perché non si riesce a dire se il film è drammatico o se invece è una commedia.