(AP Photo/Andrew Harnik)

Il giorno dopo

Le reazioni del mondo dopo l'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti: hanno parlato sia Hillary Clinton sia Barack Obama, assicurando la propria collaborazione

(AP Photo/Andrew Harnik)

Donald Trump ha vinto a sorpresa le elezioni americane e a partire dal prossimo gennaio sarà per quattro anni il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Trump ha battuto la candidata del Partito Democratico, Hillary Clinton: non è ancora chiaro con quale margine – in alcuni stati la conta dei voti è ancora in corso – e Trump potrebbe anche aver preso complessivamente meno voti di Clinton su base nazionale, ma da qualche ora è sicuro di arrivare ai 270 “grandi elettori” richiesti dalla legge elettorale americana per diventare presidente. Trump, che ha 70 anni, diventerà la persona più anziana e la prima senza nessuna esperienza politica o militare a essere eletta alla presidenza degli Stati Uniti. Clinton ha tenuto il suo primo discorso in pubblico della sconfitta al New Yorker Hotel di Manhattan alle 17.30, ora italiana, dopo di lei ha parlato il presidente Barack Obama. Entrambi hanno parlato dell’importanza di continuare le proprie battaglie politiche senza però far mancare l’appoggio al nuovo presidente. Ha parlato anche lo speaker dei Repubblicani Paul Ryan, uno dei dirigenti che ha sostenuto meno convintamente Trump in tutto il partito: lui ha promesso che lavorerà con Trump per assicurare un sereno passaggio di consegne con l’amministrazione Obama e spiegato che Trump ha sentito una «voce nel nostro paese che nessun altro ha sentito». Il Post ha seguito la giornata con un liveblog: trovate gli aggiornamenti qui sotto in ordine cronologico.

18:29 9 Nov 2016

Obama ha concluso il discorso tornando su uno dei concetti con cui lo ha aperto: alla fine delle elezioni “facciamo tutti parte della stessa squadra”.

18:27 9 Nov 2016

Obama, rivolto ai giovani delusi dal risultato delle elezioni: “Non siate cinici: non pensate di non poter fare la differenza”.

18:24 9 Nov 2016

“Prima di ogni cosa non siamo Democratici o Repubblicani, ma americani”

18:22 9 Nov 2016

Obama ha detto di aver chiamato Trump per fargli i complimenti, e che spera di poter offrire una transizione pacifica come fece nel 2008 l’amministrazione Bush.

18:19 9 Nov 2016
18:13 9 Nov 2016

Jason Miller, uno dei portavoce di Trump, ha definito “molto elegante” il discorso di Clinton.

18:11 9 Nov 2016

Fra qualche minuto, alle 18.15, Barack Obama commenterà il risultato delle elezioni in una conferenza stampa alla Casa Bianca.

17:58 9 Nov 2016

Hillary e Bill Clinton poco prima del discorso conclusivo.

(Photo by Justin Sullivan/Getty Images)

17:55 9 Nov 2016

Clinton ha concluso il discorso come ci si aspettava, spiegando che il lavoro fatto fin qui non è stato inutile e che la battaglia politica non è finita. In più occasioni è sembrata sul punto di commuoversi.

17:50 9 Nov 2016

“Niente mi ha reso più fiera di essere la paladina delle donne”. 

17:48 9 Nov 2016

È il momento dei ringraziamenti: ai finanziatori, a Barack e Michelle Obama, ai volontari, ai membri del comitato elettorale, e così via.

17:44 9 Nov 2016

“Trump sarà il nostro presidente: gli dobbiamo una mente aperta e la possibilità di governare”

17:42 9 Nov 2016

“Fa male, e farà male per molto tempo”, dice Clinton.

17:42 9 Nov 2016

Clinton dice che si è congratulata con Trump e gli augura di essere un presidente di successo: poi è passata a ringraziare i suoi sostenitori e i membri del suo comitato.

17:39 9 Nov 2016

Clinton è salita sul palco.

17:38 9 Nov 2016

Kaine ha anche fatto notare che Clinton e lui hanno ottenuto più voti di Donald Trump e di Mike Pence, nonostante abbiano perso (negli Stati Uniti non conta quanti voti si ottengono in totale, ma in quali e quanti stati si riesce a battere l’avversario, sintentizzando).

17:36 9 Nov 2016

Kaine spiega che Clinton ha fatto la storia, nonostante tutto. 

17:34 9 Nov 2016

Qui ci sono le istruzioni per seguire in diretta il discorso di Clinton.

17:34 9 Nov 2016

Tim Kaine, il candidato vicepresidente Democratico, è salito sul palco dove sta per parlare Clinton.

17:30 9 Nov 2016

Anche John McCain, un altro dei dirigenti Repubblicani che meno hanno sostenuto Trump, ha twittato i suoi complimenti per la vittoria. 

17:25 9 Nov 2016

Qualcuno sta ancora cercando di farsene una ragione.

“Hillary Clinton era la più forte candidata alla presidenza della storia fra quelli che non erano già in carica. E ha perso”

17:23 9 Nov 2016

Sembra passato un secolo.

17:22 9 Nov 2016

Ryan ha detto di aver parlato due volte con Trump nelle ultime 18 ore, e che lavoreranno assieme per assicurare una transizione pacifica fra l’amministrazione di Obama a quella di Trump.

17:20 9 Nov 2016

Ryan: “In questo paese Donald Trump ha sentito una voce che nessun altro aveva sentito”

17:17 9 Nov 2016

Sta parlando lo speaker dei Repubblicani Paul Ryan, uno dei dirigenti Repubblicani che ha sostenuto meno convintamente Trump in tutto il partito.

17:16 9 Nov 2016

Si inizia a sbaraccare: Ash Carter, il segretario della Difesa dell’amministrazione Obama, ha ringraziato tutti e parlato di una transizione pacifica.

17:12 9 Nov 2016

Tra quelli che si chiedono come mai Clinton stia ritardando c’è anche CNN: con riferimento all’ambiente che si dice ci sia nelle stanze in cui Clinton ha trascorso le ultime ore si parla di «disbelief, sadness and tears» (incredulità, tristezza e lacrime).

17:09 9 Nov 2016

A partire da oggi, Donald Trump inizierà a ricevere le stesse informazioni riservate che riceve il presidente in carica: riguardano perlopiù questioni di sicurezza interna, informazioni riservate sulla situazione di altri paesi e dati sensibili sull’economia americana.

17:06 9 Nov 2016

Politico ha ripercorso in un articolo i momenti principali della campagna elettorale di Clinton, spiegando che lei e la sua squadra erano in parte preparati all’ipotesi della sconfitta, di certo più di quanto ci saremmo potuti immaginare “da fuori” e più di quanto suggerivano i principali sondaggi degli ultimi giorni. Nell’articolo di Politico – intitolato “Dentro la sconfitta che Clinton ha visto arrivare” – c’è scritto che parlando con i membri del comitato di Clinton negli ultimi giorni di campagna elettorale si percepiva «la devastante sensazione che non sarebbero mai riusciti a convincere gli americani a votare per lei». L’articolo – piuttosto lungo – si chiude parlando della snervante pressione che Clinton sentiva nel dover fermare Trump, soprattutto prima dei dibattiti (in cui è comunque sempre andata meglio di lui).

16:55 9 Nov 2016

Hillary Clinton ha lasciato la sua stanza d’albergo a New York per dirigersi verso la sala dove si terrà il discorso, che a questo punto dovrebbe iniziare fra qualche minuto.

16:47 9 Nov 2016

Intanto non ci sono informazioni chiare su quando Clinton inizierà il suo discorso, che sarebbe dovuto iniziare qualche minuto fa. Più tardi inizierà questo discorso, più tardi inizierà quello di Paul Ryan e soprattutto di Barack Obama (che è previsto per le 18.15 ora italiana).

16:44 9 Nov 2016

Anche il 41esimo presidente degli Stati Uniti George H. W. Bush e sua moglie Barbara si sono congratulati con Trump.

16:43 9 Nov 2016

Politico racconta che nella prossima amministrazione Trump potrebbero trovare posto i pochi dirigenti Repubblicani che lo hanno appoggiato convintamente. Uno dei candidati a Segretario di Stato – il ministro degli Esteri, in pratica – è Newt Gingrich, il Repubblicano molto di destra che in passato è stato speaker della Camera. Il candidato principale al ruolo di Procuratore generale è invece l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani. Le possibilità che Chris Christie entri nell’amministrazione non sono moltissime, dato che è tuttora coinvolto nel cosiddetto “Bridgegate”

16:35 9 Nov 2016
La donna che è quasi diventata presidente degli Stati Uniti

A breve Hillary Clinton – ex segretario di Stato, ex senatrice dello stato di New York, ex first lady e fino a poche ore fa probabile futura presidente degli Stati Uniti – farà il suo concession speech, il discorso della sconfitta. Abbiamo raccontato la lunga storia – politica e non – in questo articolo. Qui sotto c’è invece un altro tipo di sintesi della sua carriera, tutta in un’immagine:

16:29 9 Nov 2016

Dal 1923 a oggi i presidenti prima di Trump sono stati loro:

16:20 9 Nov 2016
Chi deve parlare, e quando

Quando a New York saranno le 10.30 di mattina (le 16.30 in Italia) dovrebbe parlare Hillary Clinton, per la prima volta dopo la sconfitta. Quarantacinque minuti dopo dovrebbe parlare il Repubblicano Paul Ryan, lo speaker della Camera. Barack Obama dovrebbe invece parlare alle 18.15 (ora italiana).

16:11 9 Nov 2016

Oltre a Vladimir Putin, uno dei leader politici più soddisfatti dell’elezione di Trump è probabilmente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che poco dopo la vittoria ha definito Trump “un vero amico di Israele”. 

Negli ultimi anni Netanyahu ha avuto un pessimo rapporto con Obama e la sua amministrazione, che hanno spesso criticato il governo di Israele per il suo appoggio alle colonie. A giudicare da quanto detto da Trump in campagna elettorale, la sua amministrazione sarà molto più vicina ad Israele di quella di Obama: in uno dei commenti più controversi sul conflitto israelo-palestinese diffusi negli ultimi mesi, il suo comitato elettorale ha detto che da presidente Trump riconoscerà Gerusalemme – probabilmente la città più contesa al mondo – come capitale di Israele. Sarebbe una decisione davvero divisiva, e che allontanerebbe di molto la cosiddetta “soluzione a due stati”.

Naftali Bennett, ministro dell’Educazione di Israele e uno dei più visibili fra i politici israeliani radicali, ha detto che con l’elezione di Trump “si è chiusa la questione di uno stato palestinese”.

16:10 9 Nov 2016
Per provare a non pensarci

Il Guardian non l’ha presa bene, questa cosa di Trump. E per provare a non pensarci, almeno per un po’, ha aperto un liveblog distensivo e leggero, fatto di cose allegre, buffe o pucciose. Nel caso dovesse servirvi. Noi ci siamo appena guardati questo video, per dire.

15:57 9 Nov 2016
E Putin?

Uno dei primi a congratularsi con Trump è stato il presidente russo Vladimir Putin, che è accusato da molti governi e osservatori internazionali di governare la Russia in maniera autoritaria e illiberale e di perseguire una politica estera molto aggressiva. Putin ha detto di essere consapevole del fatto che le relazioni tra i due stati sono tutt’altro che ottime, aggiungendo che non è però per colpa della Russia, «che è disposta a riprendere un pieno rapporto con gli Stati Uniti».

L’eccessiva vicinanza a Putin e alla Russia è una delle cose per cui Trump è stato più accusato durante la campagna elettorale. Il 20 ottobre, durante l’ultimo dibattito televisivo fatto con Clinton, Trump cercò di smarcarsi da questa accusa dicendo di non conoscere il presidente russo Vladimir Putin, e che però con lui avrebbe di certo dei rapporti migliori di quelli che riuscirebbe a ottenere Clinton. «Beh, perché [Putin] come presidente [degli Stati Uniti] preferirebbe un fantoccio», gli rispose Clinton.

15:54 9 Nov 2016

Durante il discorso di ieri di John Podesta, il capo della campagna elettorale di Clinton, si è intravista una delle decorazioni che avrebbero dovuto fare da cornice al discorso della vittoria di Clinton: una fila di luci che disegnano i confini degli Stati Uniti, viste dall’alto.

(JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)

15:47 9 Nov 2016

Una mappa molto efficace del New York Times per capire cos’è andato storto, per Clinton: le sono mancati moltissimi voti soprattutto nel cosiddetto Midwest, dove i sondaggi la davano in vantaggio. Hanno invece votato per Trump molte contee in Michigan, Ohio e Wisconsin che nel 2012 avevano votato per Obama.

15:41 9 Nov 2016

Politico ha scritto che a fine mese (prima di diventare presidente, a gennaio) Donald Trump dovrà testimoniare a un processo sulla presunta frode legata alla Trump University. Non era mai successo prima che un presidente eletto (la condizione in cui si trova ora Trump) dovesse difendersi in un processo.

Già a settembre il procuratore generale dello stato di New York Eric Schneiderman aprì un’inchiesta sulla Trump Foundation, la principale organizzazione filantropica di Trump. Schneiderman disse: «Temiamo che la Trump Foundation sia stata coinvolta in qualche attività sconveniente».

15:38 9 Nov 2016

Uno dei dati che più saltano all’occhio in queste ore è quello dei voti totali ottenuti da Clinton rispetto a Obama, quattro anni fa. Nel 2012 Obama aveva ottenuto quasi 66 milioni di voti: Clinton ha superato a malapena i 59 milioni. Anche Trump ne ha ottenuti complessivamente meno di Romney, perdendone comunque molti meno: circa due milioni (da 60,9 a 59 milioni). Va detto che nel 2012 non c’erano candidati minori così forti come Gary Johnson del Partito Libertario e Jill Stein dei Verdi, che complessivamente sono stati votati da quasi 5 milioni di elettori.

15:33 9 Nov 2016

In una conferenza stampa, la cancelliera della Germania Angela Merkel si è congratulata con Trump, mettendo però qualche paletto.

«La Germania e gli Stati Uniti sono legati dai valori della democrazia, della libertà, del rispetto per la legge e la dignità umana, indipendentemente dalla loro origine, dal colore della pelle, dalla credenza religiosa, dal genere, dall’orientamento sessuale e dalle posizioni politiche. Offro la mia collaborazione al prossimo presidente degli Stati Uniti su queste basi.»

15:21 9 Nov 2016

Abbiamo raccolto le prime pagine dei principali giornali americani sulla vittoria di Trump: le trovate qui, il tenore è più o meno questo.

15:15 9 Nov 2016

Ieri sera non si è votato solamente per il nuovo presidente: in molti stati si votava anche su una serie di proposte di iniziativa popolare che avevano a che fare con marijuana, armi, suicidio assistito, pena di morte, salario minimo e altro ancora. Trovate l’elenco completo dei risultati qui.

Marijuana

In nove stati c’è stato un referendum sulla legalizzazione della cannabis. In CaliforniaMaineNevadaArizona e Massachusetts il quesito aveva a che fare con la legalizzazione e la regolamentazione della cannabis a scopo ricreativo: si trattava di un’estensione della legislazione vigente, dato che in quegli stati l’uso per scopi medici è già consentito. In altri quattro stati (ArkansasFloridaMontana e North Dakota) il voto riguardava invece la produzione e la compravendita di marijuana a scopo terapeutico. In ogni stato c’erano piccole differenze su quello che si votava, a seconda delle leggi dei rispettivi stati: ne avevamo parlato qui.

I risultati negli gli stati in cui si votava la legalizzazione a scopo ricreativo: nel Massachusetts ha vinto il Sì, con  oltre il 53 per cento dei voti; il Sì ha vinto anche in Nevada e in California. 

Salario minimo

In ArizonaMaine e Colorado si è votato per aumentare il salario minimoorario e portarlo a 12 dollari entro il 2020: i Sì hanno vinto in tutti e tre i casi, con percentuali comprese tra il 54 e il 59 per cento.

15:08 9 Nov 2016

Come stanno facendo notare in molti, l’enormità della vittoria di Trump non sta solo nell’aver ribaltato tutti i pronostici, ma anche nella situazione in cui si troverà a governare. Sintetizzando:

• Trump avrà entrambe le camere del Parlamento a proprio favore, dato che i Repubblicani sono riusciti a mantenere il controllo di Camera e Senato.

• Potrà nominare da subito un giudice della Corte Suprema – che da febbraio ha un membro in meno dato che i Repubblicani si sono rifiutati di accettare il giudice scelto da Obama per sostituire Antonin Scalia – e data l’età avanzata degli altri giudici, è probabile che questa non sarà la sua unica nomina. La nomina di Trump avrà comunque effetti immediati: se sceglierà un giudice conservatore, come è praticamente certo, la Corte tornerà ad essere sbilanciata verso i conservatori (5 membri, contro i 4 di nomina Democratica).

• Molti dei provvedimenti della presidenza Obama sono stati approvati con ordine esecutivo, data l’opposizione senza precedenti di Camera e Senato quasi ad ogni proposta dell’amministrazione. Gli ordini esecutivi hanno un’efficacia immediata ma limitata nel tempo: possono aggirare il Congresso su alcune materie ma possono decadere in seguito a un nuovo ordine esecutivo di segno opposto. In uno dei suoi discorsi di fine campagna elettorale, Trump aveva promesso di abolire “ogni atto esecutivo o provvedimento incostituzionale approvato dal presidente Obama”.

14:54 9 Nov 2016

Rieccoci. Per chi ha dormito qualche ora o ha passato la mattinata in ufficio, ripartiamo da qui, il discorso della vittoria di Trump. È stato un discorso molto irrituale e diverso da quelli a cui ci ha abituati: è riuscito a non alzare la voce nemmeno una volta e non ha offeso i suoi avversari con attacchi personali, limitandosi perlopiù a ringraziare la sua famiglia e il suo staff per il lavoro di questi mesi. La traduzione integrale in italiano del discorso la trovate qui. 

Grazie. Grazie mille, a tutti. Scusate l’attesa. È stata un cosa complicata. Grazie mille. Ho appena ricevuto una telefonata dal segretario Clinton. Si è congratulata con noi per la nostra vittoria – perché è noi che riguarda – e io ho fatto le mie congratulazioni a lei e alla sua famiglia per la campagna elettorale combattuta molto duramente: ha combattuto davvero duramente. Hillary ha lavorato per molto tempo e davvero sodo, e noi abbiamo un grande debito di gratitudine nei suoi confronti per il servizio che ha prestato al nostro paese. Sono davvero sincero. Ora per l’America è arrivato il momento di fasciare le ferite della divisione, dobbiamo riunirci.

(Continua)