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  • domenica 18 settembre 2016

Alle Paralimpiadi è morto un ciclista iraniano

Si chiamava Bahman Golbarnezhad, ha battuto la testa nella prova di ciclismo su strada e poi ha avuto un arresto cardiaco: aveva 48 anni

Bahman Golbarnezhad durante la gara di ieri (AP)

Bahman Golbarnezhad, ciclista iraniano di 48 anni, è morto ieri sera in seguito a una caduta avvenuta nel primo giro della prova in linea di ciclismo su strada della categoria C4-5 alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro. A causa della caduta in un tratto in discesa, Golbarnezhad ha battuto violentemente la testa sull’asfalto: ha ricevuto le prime cure sul luogo della caduta ma durante il trasporto in ambulanza ha avuto un arresto cardiaco. È stato portato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Barra d’Or di Rio, ma è morto poche ore dopo. È il primo atleta a morire a causa di un incidente in gara da Roma 1960 (tenendo conto sia di Olimpiadi sia di Paralimpiadi).

Golbarnezhad stava partecipando alla sua seconda gara alle Paralimpiadi di Rio, che si concluderanno oggi, e gareggiava nella categoria riservata agli atleti con amputazioni agli arti inferiori e con una gamba protesizzata. Golbarnezhad aveva partecipato anche alle Paralimpiadi di Londra 2012: Masoud Ashrafi, il segretario generale del comitato paralimpico iraniano, l’ha definito il miglior ciclista paralimpico iraniano, e ha spiegato che aveva una moglie e un figlio.

Le bandiere del villaggio olimpico sono state issate a mezz’asta e durante la cerimonia di chiusura di oggi ci sarà un minuto di silenzio per ricordare la sua morte. Carlos Nuzman, presidente del Comitato olimpico brasiliano, ha detto: «È una terribile notizia per lo sport e per il movimento paralimpico. I nostri cuori e le nostre preghiere sono con la famiglia di Bahman, con i suoi compagni di squadra e con tutti gli iraniani».

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