(DELIL SOULEIMAN/AFP/Getty Images)
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  • sabato 13 Agosto 2016

Un’altra sconfitta dell’ISIS in Siria

Con l'aiuto degli americani una milizia curda ha conquistato Manbij, una città nel nord del paese che veniva considerata l'ultima via d'accesso alla Turchia per lo Stato Islamico

(DELIL SOULEIMAN/AFP/Getty Images)

Le milizie curde dell’YPG e le forze arabe alleate della SDF hanno annunciato di aver completato la conquista di Manbij, una città situata nella Siria settentrionale da due anni controllata dall’ISIS (o Stato Islamico). I miliziani turchi ed arabi, con l’appoggio dei bombardamenti della coalizione guidata dagli Stati Uniti, hanno combattuto più di 73 giorni per riconquistare la città. I curdi sostengono anche di aver liberato duemila civili che negli ultimi giorni erano stati usati dallo Stato Islamico come scudi umani. Con la conquista della città è stata tagliata l’ultima strada che dalla capitale del cosiddetto Stato Islamico, Raqqa, portava in Turchia (e quindi potenzialmente in Europa).

Secondo l’Osservatorio per i diritti umani in Siria, una ONG con sede a Londra, le affermazioni dei curdi sono confermate dal fatto che 500 automobili con a bordo combattenti dello Stato Islamico hanno lasciato la città nelle scorse ore diretti verso Jarablus, una città controllata dall’ISIS. Jarablus è l’ultimo importante varco di confine con la Turchia in mano allo Stato Islamico, ma la strada che dalla città portava verso il resto del territorio nelle mani degli estremisti passava da Manbij e ora non può più essere percorsa con facilità dagli uomini dell’ISIS. Dopo la liberazione di Manbij ci sono state celebrazioni in tutte le aree curde della Siria e del sud della Turchia. In città centinaia di donne hanno festeggiato la liberazione togliendosi o bruciando il velo imposto dagli uomini dello Stato Islamico (BuzzFeed ha pubblicato diverse foto dei festeggiamenti).

Per l’ISIS era fondamentale mantenere il controllo sulla strada che porta verso la Turchia, in modo da poter contrabbandare petroli e far entrare nel paese nuovi “foreign fighters”, armi e altri rifornimenti. Nei primi mesi del 2015, quasi tutta la Siria settentrionale era nelle mani dello Stato Islamico, ma nel corso dell’ultimo anno questo territorio ha continuato a ridursi, prima grazie agli sforzi dell’YPG e poi delle SDF (Forze Siriane Democratiche), la coalizione appoggiata dagli Stati Uniti e formata dai curdi dell’YPG e da alcune milizie arabe. Dopo la vittoria di Manbij i curdi e i loro alleati controllano quasi completamente il confine con la Turchia, con l’unica eccezione di una striscia di territorio ancora contesa a nord di Aleppo. L’obbiettivo della prossima offensiva sarà probabilmente la città di Jarablus.