Il ministro dello Sport russo Vitaly Mutko (VASILY MAXIMOV/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 20 luglio 2016

La Russia andrà alle Olimpiadi?

Dopo la pubblicazione del rapporto della WADA sullo scandalo del doping a Sochi, il CIO potrebbe decidere di escludere l'intera delegazione dalle Olimpiadi, ma per ora ha preso tempo

Il ministro dello Sport russo Vitaly Mutko (VASILY MAXIMOV/AFP/Getty Images)

Dopo la pubblicazione dell’indagine commissionata dall’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) in cui è stato confermato che la Russia promosse un programma per dopare i propri atleti in occasione delle Olimpiadi invernali di Sochi del 2014, la WADA stessa ha raccomandato al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) di impedire la partecipazione dell’intera rappresentanza russa dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro, che inizieranno fra poco più di due settimane. Il CIO però ha dichiarato di non voler prendere decisioni troppo affrettate e in questi giorni deciderà il da farsi, tenendo conto di tutte le opzioni legali a sua disposizione e basandosi anche su altri elementi.

La prima inchiesta sugli imbrogli della Russia nei controlli antidoping fu commissionata dalla WADA nel dicembre del 2014, dopo la trasmissione di un documentario del canale tedesco ADR, che raccontò – attraverso la storia di Vitaliy Stepanov e Yulia Stepanova, un ex dipendente dell’agenzia antidoping russa e un’ex atleta – il vasto e regolare uso di doping fra gli atleti russi e i sistemi usati per coprire le loro azioni. Dopo l’inchiesta, la WADA propose la squalifica della nazionale russa di atletica leggera dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro, che fu approvata nel novembre del 2015 dall’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera (IAAF), e riconfermata lo scorso giugno. L’ultima indagine era stata ordinata dalla WADA lo scorso maggio dopo le rivelazioni di Grigory Rodchenkov, l’ex direttore dei laboratori antidoping russi, che supervisionò gli esami agli atleti alle Olimpiadi di Sochi. Rodchenkov rivelò al New York Times il programma statale russo per imbrogliare alle Olimpiadi, che consisteva nello scambio dei campioni di urina degli atleti dopati e nella somministrazione di sostanze dopanti difficilmente rintracciabili nei test ed elaborate nel corso degli anni.

A seguito delle due importanti inchieste, la Russia è diventato il primo paese nella storia a essere escluso per doping da tutte le competizioni internazionali di atletica leggera, Olimpiadi comprese. A Rio de Janeiro infatti non ci sarà la squadra russa di atletica leggera e la presenza degli atleti delle altre discipline è stata e sarà giudicata caso per caso dalle varie federazioni internazionali. Tuttavia, gli atleti russi (anche quelli della squadra di atletica leggera) potrebbero partecipare ai giochi sotto bandiera del CIO se dimostrassero di essersi fatti testare per un certo periodo da dei laboratori antidoping internazionali conformi alle regole della WADA, o se venisse loro riconosciuto “un contributo straordinario all’antidoping”: è il caso dei whistleblower, come Yuliya Stepanova, che è stata ammessa alle Olimpiadi per “l’eccezionale contributo alla protezione e alla promozione degli atleti non dopati, del fair play e dell’integrità e l’autenticità dello sport”.

Dopo la pubblicazione dell’ultima indagine della WADA, il CIO ha avviato delle azioni disciplinari nei confronti delle persone citate specificatamente nell’indagine, e una commissione avrà il compito di accertare le accuse e stabilire le eventuali sanzioni. Questa commissione sarà presieduta da Guy Canivet, vicepresidente della commissione etica del CIO ed ex membro della corte costituzionale francese. Per la decisione più importante tuttavia, quella di far partecipare o meno l’intera delegazione russa alle Olimpiadi di Rio, il CIO terrà conto del diritto alla giustizia individuale, e cioè verificherà quanti atleti risultati negativi nei test antidoping verrebbero danneggiati dall’esclusione dell’intera delegazione russa. Un altro elemento fondamentale per il CIO è la decisione presa giovedì dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna (TAS) di respingere il ricorso presentato dal Comitato olimpico russo e da 68 atleti contro il divieto di partecipare alle Olimpiadi. Visto l’esito del ricorso, sono aumentate le probabilità che il CIO escluda la Russia dai giochi. In ogni caso, prenderà la sua decisione definitiva nei prossimi giorni.

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