Fidel Castro nel 1965 in una delle fotografie di Lee Lockwood, sulla copertina di Castro's Cuba (Taschen)

Fidel Castro, fotografato

Tra il 1959 e il 1969 dal fotoreporter americano Lee Lockwood, in un libro pubblicato ora da Taschen

Fidel Castro nel 1965 in una delle fotografie di Lee Lockwood, sulla copertina di Castro's Cuba (Taschen)

Il 31 dicembre 1958 il fotoreporter statunitense Lee Lockwood (1932-2010) arrivò a Cuba per fotografare l’isola negli ultimi giorni del regime di Fulgencio Batista: il giorno successivo iniziò il governo comunista di Fidel Castro. Lockwood impiegò una settimana per riuscire a entrare in contatto con Castro per intervistarlo, ma quando accadde Castro lo prese in simpatia: nei dieci anni che seguirono lo invitò più volte a Cuba, permettendogli di visitare l’isola senza le restrizioni normalmente imposte ai giornalisti americani. Nel 1965 Castro accettò di farsi intervistare da Lockwood, che dopo tre mesi di attesa passò sette giorni con lui per fotografarlo, parlarci e discuterci di moltissimi argomenti, dalle questioni razziali negli Stati Uniti alla crisi dei missili di Cuba.

La casa editrice Taschen ha pubblicato un libro che raccoglie le fotografie di Castro e di Cuba fatte da Lockwood tra il 1959 e il 1969: si intitola Castro’s Cuba, e in Italia è disponibile nella versione con i testi in inglese. Contiene anche la lunga intervista a Castro, che fu pubblicata per la prima volta dalla casa editrice Macmillan nel 1967 nel libro Castro’s Cuba, Cuba’s Fidel: An American Journalist’s Inside Look at Today’s Cuba in Text and Picture,.

Nel corso degli anni Lockwood documentò la vita quotidiana di altri regimi comunisti e, tra le altre cose, nel 1967 passò un mese nel Vietnam del Nord durante la Guerra del Vietnam (1955-1975).

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.