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  • mercoledì 22 giugno 2016

Alex Schwazer si è dopato ancora?

Secondo la Gazzetta dello Sport il marciatore italiano già squalificato è stato trovato positivo a un controllo effettuato il primo gennaio, il suo avvocato ha negato tutto

(ANSA)

Alex Schwazer, 31enne famoso marciatore italiano squalificato per doping dal 2013 fino a gennaio del 2016, è stato trovato positivo a un controllo antidoping effettuato l’1 gennaio. La notizia è stata data per prima dalla Gazzetta dello Sport, che sull’edizione del 22 giugno ha due articoli sulla vicenda, e non è ancora stata confermata ufficialmente: ma le fonti della Gazzetta sembrano solide. I dettagli intorno della notizia sono ancora un po’ confusi: per esempio non è chiaro se Schwazer sarà nuovamente squalificato o sospeso dalla federazione italiana di atletica leggera. Schwazer ha contestato i risultati dei nuovi controlli: il suo avvocato Gerhard Brandstatter ha definito le accuse «false e mostruose» e durante la conferenza stampa delle 18 a Bolzano ha detto: «Alex in questa vicenda non ha niente a che fare». Il presidente della federazione italiana di atletica leggera Aldo Giomi ha detto: «Al momento sono sconvolto, stiamo cercando di capire».

Schwazer era tornato a gareggiare l’8 maggio 2016 in una tappa di Coppa del mondo di marcia tenuta a Roma: in quell’occasione, un po’ a sorpresa, vinse la gara dei 50 chilometri con un tempo di 3 ore e 39 minuti, superiore di soli due minuti al tempo con cui vinse l’oro alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Grazie a questo tempo Schwazer è riuscito a qualificarsi per le Olimpiadi di Rio, anche se al momento non è chiaro se potrà davvero parteciparvi.

La Gazzetta dello Sport scrive che il controllo a cui Schwazer è stato trovato positivo risale all’1 gennaio ed è stato effettuato dalla IAAF (l’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera), che da mesi assieme alla WADA – l’Agenzia mondiale antidoping – compie su Schwazer controlli a sorpresa. Il campione prelevato a Schwazer l’1 gennaio era composto di sangue e urina, e a un primo controllo era risultato negativo. Dopo la qualificazione di Schwazer alle Olimpiadi, scrive la Gazzetta, la IAAF ha voluto effettuare nuovi controlli sul campione dell’1 gennaio mirati alla presenza di steroidi, durante i quali ha rilevato – scrive la Gazzetta – «una quantità enorme di anabolizzanti steroidi» (sono quelli che in pratica favoriscono l’aumento della massa muscolare dell’atleta).

Per i giornalisti che seguono l’atletica leggera, la notizia della positività di Schwazer è abbastanza sorprendente: dall’inizio del 2015 Schwazer si allena assieme a Sandro Donati, uno degli allenatori italiani di atletica più intransigenti sulle questioni di doping, e oltre ai controlli di IAAF e WADA in questi mesi si è sottoposto a diversi esami volontari all’ospedale San Giovanni di Roma. Il Corriere della Sera ha scritto però che l’esame dell’1 gennaio «era uno dei primissimi effettuati prima del suo ritorno alle competizioni, quando Schwazer era monitorato con controlli “privati”».

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