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  • domenica 8 maggio 2016

Il ritorno di Alex Schwazer

Il forte marciatore italiano ha fatto la sua prima marcia dopo quasi quattro anni di squalifica per doping, e ha vinto con un gran tempo

(Tullio M. Puglia/Getty Images for IAAF)

Il marciatore italiano Alex Schwazer, 31 anni, ha fatto oggi la sua prima gara dopo una squalifica per doping che durava da tre anni e nove mesi. Schwazer ha corso e vinto una 50 chilometri di marcia che si è tenuta a Roma, facendo registrare un tempo di soli due minuti superiore a quello con cui nel 2008 vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino. È arrivato al traguardo in 3 ore e 39 minuti, ottenendo anche la qualificazione per le Olimpiadi di Rio de Janeiro, che si terranno dal 5 al 21 agosto di quest’anno.

Schwazer è arrivato davanti all’australiano Jared Tallent, con circa tre minuti di vantaggio. Tallent – l’attuale detentore del record olimpico, fatto registrare ai Giochi di Londra del 2012 – è tra i favoriti per la gara di marcia delle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Quello di Schwazer è il secondo miglior tempo dell’anno in una 50 chilometri di marcia, dietro solo al francese Yohann Diniz, campione europeo in carica. La gara vinta da Schwazer faceva parte della Coppa del mondo a squadre, nella quale vengono sommati i tempi dei migliori atleti di ciascun paese. L’Italia ha marciatori molto forti e ha vinto nella classifica a squadre.

Schwazer fu squalificato perché trovato positivo all’EPO: certe persone lo usano come farmaco, alcuni sportivi lo usano come sostanza dopante. EPO è un’abbreviazione di eritropoietina, un ormone che controlla la produzione di globuli rossi nel sangue. Chi ne fa uso riesce a far sì che i propri globuli rossi trasportino più ossigeno ai tessuti corporei, una cosa che torna molto utile negli sport che richiedono una grande resistenza. L’EPO è fatto per essere usato da persone anemiche, con insufficienza renale cronica. Per uno sportivo è invece molto pericoloso: aumenta la densità di globuli rossi nel sangue, facendolo diventare più viscoso e aumentando le possibilità di infarti e embolie polmonari. Nel 2012 Schwazer ammise di aver fatto uso di EPO e disse «ho sbagliato io, la mia carriera è finita». Spiegò anche di essersi procurato l’EPO da solo in un viaggio ad Antalya, in Turchia.

Dopo la vittoria di Schwazer, Giovanni Malagò – presidente del CONI (il comitato olimpico italiano) – ha detto: «Questa è una grande storia. Complimenti a tutta la squadra italiana. Ci sono le premesse per fare a Rio cose importanti. Alex Schwazer ha sbagliato, ha pagato fino all’ultimo e ora bisogna chiudere con le polemiche».

Dopo la gara, Tallent ha detto: «Tornare e vincere in questo modo, solo dieci giorni dopo aver scontato la qualifica per doping come puoi giudicarla? La percezione che si ha da fuori, è che abbia vinto ancora una volta uno che bara». Il 28 aprile Tuttosport aveva pubblicato un articolo in cui Tallent diceva di non essere d’accordo sul rientro alle gare di Schwazer: l’articolo era stato condiviso da un gruppo Facebook chiamato “No, non ho mai pensato di doparmi” e commentato anche da Gianmarco Tamberi, saltatore in alto italiano e uno dei migliori al mondo. Tamberi aveva scritto: «VERGOGNA D ITALIA, SQUALIFICATELO A VITA, LA NOSTRA FORZA È ESSERE PULITI! NOI NON LO VOGLIAMO IN NAZIONALE!».

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