(FETHI BELAID/AFP/Getty Images)
  • Mondo
  • domenica 7 febbraio 2016

Le foto della barriera fra Tunisia e Libia

Era stata annunciata in estate dopo gli attentati al resort di Susa: è composta da un terrapieno e un fossato, ma verrà dotata anche di un sistema di sorveglianza elettronico

(FETHI BELAID/AFP/Getty Images)

Il governo tunisino ha annunciato di avere completato la prima parte di una barriera costruita al suo confine con la Libia, il paese più instabile di tutto il Nord Africa e da qualche mese anche oggetto degli attacchi dello Stato Islamico. La costruzione della barriera era stata annunciata in estate dopo il grave attacco a un resort turistico di Susa, in Tunisia, rivendicato dallo Stato Islamico: sembra infatti che l’attentatore di Susa, prima di compiere l’attacco, avesse trascorso un periodo in uno dei campi di addestramento jihadisti in Libia.

Nei piani della Tunisia la barriera sarà lunga circa 200 chilometri – anche se Agence-France Presse e Reuters dicono che già ora la barriera misura 200 chilometri – cioè la metà della lunghezza totale del confine con la Libia. Per il momento la sezione completata non prevede strutture vere e proprie ma “solamente” un terrapieno e un fossato, utili in sostanza a impedire il passaggio di veicoli dal confine. Il ministro della Difesa tunisino Farhat Horchani – che ha visitato la barriera il 6 febbraio – ha detto che una seconda parte del progetto sarà finanziata da Germania e Stati Uniti e includerà un sistema di sorveglianza elettronico.

A differenza della Libia, la Tunisia è considerato un paese piuttosto stabile: BBC spiega però che più di tremila tunisini si sono uniti allo Stato Islamico e che secondo il governo tunisino molti di loro sono poi andati a combattere in Libia. Secondo AFP in totale circa seimila tunisini sono andati in Iraq, Siria e Libia a combattere in diversi gruppi islamisti.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.