Madre Teresa in una foto del 1993 (AP Photo, file)
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  • domenica 20 dicembre 2015

Le critiche a Madre Teresa di Calcutta

La canonizzazione della missionaria cattolica ha rinnovato un vecchio dibattito sulle sue opere, criticate in passato anche da Christopher Hitchens

di Adam Taylor – Washington Post
Madre Teresa in una foto del 1993 (AP Photo, file)

Durante un evento per festeggiare i suoi 79 anni, Papa Francesco ha attribuito un secondo miracolo a Madre Teresa di Calcutta, la missionaria cattolica albanese che alla fine del Novecento è diventata un’icona internazionale per le sue opere benefiche in India. È stato un fatto notevole, dato che con il riconoscimento di un secondo miracolo a Madre Teresa sono stati attribuiti i requisiti formali per diventare santa, il più alto riconoscimento possibile che la Chiesa Cattolica possa dare a un essere umano. Fra i devoti di Madre Teresa, molti dei quali ritengono la sua canonizzazione come inevitabile e persino necessaria da tempo, l’annuncio del Papa è stato accolto con gioia. Ha però anche rinnovato il dibattito sulle opere e sulla figura di Madre Teresa, giudicata da alcuni molto controversa.

In India, dove Madre Teresa svolse la maggior parte del suo lavoro, le sue opere sono state criticate dal gruppo nazionalista indù Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS). Parlando all’apertura di un orfanotrofio nello stato indiano del Rajastan, il capo dell’RSS Mohan Bhagwat ha detto: «È giusto lavorare per una certa causa se non si hanno intessi egoistici. Ma Madre Teresa aveva un secondo fine, che era quello di convertire al Cristianesimo le persone che curava. Con la scusa di erogare un servizio, sono state compiute delle conversioni religiose. Questa stessa pratica è stata seguita anche da altri istituti».

Le dichiarazioni di Bhagwat hanno fatto molto discutere: i suoi avversari politici se la sono presa molto per l’insinuazione che un premio Nobel per la pace abbia agito con dei secondi fini. Un parlamentare del Congresso Nazionale Indiano, il partito di cui è presidente Sonia Gandhi, ha chiesto a Bhagwat delle scuse formali, mentre il nuovo governatore di New Delhi Arvind Kjriwal ha detto che Madre Teresa era «un’anima nobile» e ha chiesto all’RSS di lasciarla fuori dal dibattito politico.

Le polemiche attorno alla figura di Madre Teresa, che è morta nel 1997, non sono affatto nuove. Negli scorsi decenni, Madre Teresa si era costruita una reputazione molto positiva stando fra le persone più povere di Calcutta, in India: eppure negli anni quella stessa reputazione era stata messa a rischio da accuse di gestione fraudolenta, proselitismo e trattamenti medici scadenti. Nelle sue accuse contro Madre Teresa, Bhagwat si è trovato d’accordo con un altro famoso critico: il giornalista britannico Christopher Hitchens, noto per le sue posizioni da ateo. La differenza è che Hitchens attaccò Madre Teresa quando ancora lei era viva: nel 1994, assieme al giornalista Tariq Ali, Hitchens produsse un documentario molto critico su Madre Teresa intitolato Hell’s Angel.

Il documentario contiene diverse accuse e deve molto alla testimonianza dello scrittore britannico Group Chatterjee, che lavorò brevemente in una delle case di accoglienza gestite da Madre Teresa. Hell’s Angel si sofferma in particolare sulle condizioni fatiscenti di alcune strutture appartenenti alle Missionarie della Carità, l’istituto di suore a cui apparteneva la stessa Madre Teresa. Nel documentario una di queste strutture viene paragonata da una giornalista al campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen, in Germania. A un certo punto, Hitchens se la prende anche con quello che chiama «il culto della morte e della sofferenza».

Hell’s Angel sostiene anche che Madre Teresa era un “alleato dello status quo” mondiale, e la accusa di essere vicina a personaggi ambigui come il dittatore di Haiti Jean-Claude Duvalier e il controverso milionario americano Charles Keating. Diceva Hitchens: «Madre Teresa può o non può avere aiutato i bisognosi, ma non è mai stata famosa per aver disturbato i potenti». Hell’s Angel provocò un dibattito in tutto il mondo, e Hitchens fece seguire al documentario un saggio intitolato poco felicemente «la posizione del missionario», che riprendeva e ampliava alcune critiche già contenute in Hell’s Angel. Come sintetizzò il New York Times all’epoca, Hitchens concludeva che «Madre Teresa era meno interessata ad aiutare i poveri di quanto lo era nello sfruttare quella situazione di immenso squallore per diffondere il suo credo da fondamentalista cattolica».

La posizione di Hitchens può sembrare pretestuosa, ma non è l’unica critica che Madre Teresa si è attirata. Ne 1994 la famosa rivista scientifica britannica The Lancet pubblicò un articolo contro le terapie che venivano erogate nelle strutture legate a Madre Teresa, mentre uno studio scientifico canadese del 2013 sottolineava «il suo metodo opinabile nella gestione dei malati, la controversa gestione dell’enorme quantità di soldi che ha ricevuto, i suoi strani agganci politici e la sua visione molto dogmatica su certi temi, fra cui l’aborto, la contraccezione e il divorzio». Diverse testimonianze dicono che aveva anche una certa tendenza al proselitismo.

Naturalmente molte persone che apprezzavano Madre Teresa hanno contestato queste critiche: ma nessuno può negare che esistano, e che siano frequentemente oggetto di dibattito. Eppure, sembra che tutto ciò non sia stato sufficiente a far cambiare idea alla Chiesa Cattolica.

©Washington Post 2015

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