Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, e il primo ministro turco Ahmet Davutoglu (AP Photo/Virginia Mayo)
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  • lunedì 30 novembre 2015

L’accordo fra Turchia e UE sui migranti

Prevede 3 miliardi di finanziamenti e la riconsiderazione della domanda di ammissione della Turchia, che in cambio si è impegnata a migliorare le condizioni dei rifugiati

Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, e il primo ministro turco Ahmet Davutoglu (AP Photo/Virginia Mayo)

L’Unione Europea e la Turchia hanno trovato un accordo per moderare il flusso delle persone richiedenti asilo che dal Medio Oriente cercano di arrivare in Europa occidentale partendo dalla Turchia e percorrendo la cosiddetta “rotta balcanica”. Le trattative andavano avanti ormai da più di un mese. L’Unione Europea si è impegnata a versare alla Turchia 3 miliardi di euro di fondi «iniziali» da utilizzare sostanzialmente per il miglioramento delle condizioni di vita dei rifugiati – perlopiù siriani – che vivono nel suo territorio. L’accordo prevede anche diverse concessioni politiche nei confronti della Turchia, per esempio la possibilità che i cittadini turchi viaggino senza limitazioni nei confini dell’area Schengen e la riconsiderazione della richiesta di ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Il primo ministro turco Ahmet Davutoğlu ha definito quella di ieri «una giornata storica per la nostra procedura di ingresso nell’Unione».

Non è ancora chiarissimo in che modo il governo turco voglia utilizzare i soldi che arriveranno dall’Unione Europea. La stessa Unione Europea, nel comunicato diffuso per rendere noto l’accordo, scrive che «le necessità e la natura di questi fondi saranno decisi a seconda della piega che prenderà la situazione». Ryan Heath, un informato giornalista dell’edizione europea di Politico, ha ipotizzato che – semplificando molto – «i soldi non saranno versati direttamente al governo turco, ma “passeranno” per loro: successivamente, saranno impiegati per la costruzione di scuole e per i servizi sanitari».

È invece più chiaro cosa sarà concesso alla Turchia: verranno «riprese con forza» le procedure per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea – anche se nel comunicato ufficiale non si parla di specifici “capitoli” della domanda di ammissione – e ci sarà una collaborazione diplomatica più stretta su questioni come la lotta al terrorismo e l’immigrazione. Una conseguenza pratica dei rapporti diplomatici più amichevoli fra Turchia e Unione Europea sarà l’eventuale abbandono dei controlli per i cittadini turchi all’interno dell’area Schengen: l’Unione Europea ha però detto che concessioni del genere saranno date alla Turchia nel caso siano rispettate le “tappe” dell’accordo. Anche il presidente francese François Hollande ha precisato che il versamento dei 3 miliardi di euro non avverrà in un’unica tranche ma andrà di pari passo col raggiungimento di alcuni obiettivi.

Non è ancora chiaro chi metterà fisicamente i soldi dell’accordo pattuito da Unione Europea e Turchia: negli scorsi giorni Politico aveva scritto che la Commissione Europea aveva chiesto agli stati di finanziare l’accordo per 2,5 miliardi di euro con quote diverse da paese a paese, e che diversi governi nazionali si erano detti contrari.

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