Un venditore di succhi di frutta a Tel Aviv, in Israele. (Photo by Lior Mizrahi/Getty Images)
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  • mercoledì 11 Novembre 2015

Ci sarà un’etichetta specifica per le merci prodotte nei territori occupati da israele

Lo ha stabilito la Commissione Europea, Israele ha detto che è una misura «antisemita» e ha sospeso diversi negoziati con la Ue

Un venditore di succhi di frutta a Tel Aviv, in Israele. (Photo by Lior Mizrahi/Getty Images)

La Commissione europea ha deciso che d’ora in avanti i prodotti delle colonie israeliane non saranno più etichettati come “prodotti in Israele”, ma verranno indicati come provenienti dagli “insediamenti israeliani”. La Commissione ha deciso di rendere operative delle linee guida del 2013: l’Ue non riconosce come parte del territorio israeliano gli insediamenti sorti dopo il 1967. Israele ha reagito parlando di misura «antisemita» e ha annunciato la sospensione di diversi “negoziati diplomatici” con i paesi dell’Unione europea, senza ancora specificare altri dettagli.

«La Commissione europea ha approvato la cosiddetta “nota interpretativa” alle linee guida pubblicate ad aprile 2013 per l’etichettatura dei prodotti nei territori occupati da Israele. La nota era stata sollecitata ad aprile da 16 governi Ue, compresa l’Italia. È prevista l’indicazione di provenienza da «insediamenti». Il ministero degli Esteri di Israele «condanna la decisione dell’Ue» e sottolinea che nessuna etichettatura «farà avanzare il processo di pace, al contrario potrebbero rafforzare il rifiuto dei palestinesi a tenere negoziati diretti con Israele».

L’etichettatura con l’indicazione d’origine è obbligatoria, secondo le regole generali del commercio nell’Unione europea, per i prodotti agricoli e per i cosmetici. È però consentito che venga indicato come “made in Israel” il vino imbottigliato entro i confini del 1967 e anche se prodotto con uve coltivate nei territori, per il principio secondo il quale prevale la provenienza in cui viene realizzata la maggior parte del valore aggiunto.

In base all’accordo di associazione tra Israele e Unione europea, i prodotti nei territori occupati dal 1967 in Cisgiordania e nel Golan sono esclusi dai benefici doganali. La norma interpretativa varata oggi sarà pubblicata già oggi sulla versione elettronica della Gazzetta Ufficiale della Ue ed immediatamente operativa. «Non si tratta quindi di nuovi obblighi, ma del chiarimento necessario per uniformare l’applicazione nei 28 paesi Ue» viene sottolineato nella Commissione, ricordando che ad esempio Gran Bretagna, Belgio e Danimarca avevano già anticipato l’obbligo di etichettatura.

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