• Italia
  • domenica 13 settembre 2015

I dati sugli insegnanti precari e la riforma della scuola

Il 97 per cento degli insegnanti a cui è stata proposta una cattedra ha accettato, anche in una città diversa da quella di residenza

Il 97 per cento degli insegnanti a cui è stata proposta una cattedra sulla base del piano di assunzioni contenuto nella riforma della scuola recentemente approvata ha accettato il nuovo posto di lavoro. In tutto saranno assunti 8.532, mentre 244 precari hanno rinunciato al posto, esplicitamente oppure non rispondendo all’offerta. Circa settemila tra i nuovi assunti dovranno cambiare città, muovendosi da sud verso nord e in particolare dalla Sicilia verso la Lombardia, e dalla Campania verso il nord e il Lazio.

Su questo punto c’erano state diverse polemiche nelle scorse settimane da parte di alcuni sindacati degli insegnanti che avevano accusato il governo di “deportazione”. Alcuni aveva ipotizzato che il piano di assunzioni potesse fallire, poiché molti insegnanti avrebbero rifiutato cattedre troppo lontane.

Nel 2015 sono stati assunti in tutto 38 mila nuovi insegnanti: 29 mila ad agosto – entrati di ruolo secondo il precedente metodo dello scorrimento delle graduatorie, e che hanno quindi preso il posto di 29 mila docenti andati in pensione – e poco più di ottomila nell’ambito del piano straordinario di assunzioni (quello che gli insegnanti hanno comunicato di aver accettato o meno questa settimana). A settembre verranno assunti altri 55 mila insegnanti, che faranno parte del cosiddetto “organico potenziato”: un gruppo di professori che migliorerà la didattica, terrà corsi di recupero e coprirà supplenze per brevi periodi. I nuovi insegnanti assunti quest’anno saranno 93 mila; entro il settembre 2016 saranno in tutto 160 mila.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.