Una bambina bloccata con la sua famiglia sul treno a Bicske mostra un cartello con scritto "aiutateci". (Matt Cardy/Getty Images)
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  • venerdì 4 Settembre 2015

I migranti ancora bloccati in Ungheria

Centinaia di persone sono ferme da ieri su un treno, altri alla stazione di Budapest, altri ancora nei centri di accoglienza: e il governo non sa come gestire la situazione

Una bambina bloccata con la sua famiglia sul treno a Bicske mostra un cartello con scritto "aiutateci". (Matt Cardy/Getty Images)

Aggiornamento delle 18.00: Dopo aver passato la giornata bloccati sul treno in una situazione di stallo con la polizia, i migranti hanno accettato di lasciare il treno e spostarsi in un centro di accoglienza poco distante dalla città di Bicske. I migranti, scortati da agenti in tenuta anti sommossa, sono stati spostati su alcuni autobus e nel corso delle prossime ore verranno tutti trasferiti nel centro di accoglienza. Nel corso della giornata di venerdì, anche se la situazione di stallo si è conclusa in modo pacifico, ci sono stati dei momenti di tensione tra i migranti che protestavano chiedendo di poter continuare il viaggio in treno e la polizia: un migrante è morto durante un tentativo di fuga dal treno, mentre molti altri sono stati bloccati dalla polizia.

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A Budapest e in tutta l’Ungheria la situazione delle migliaia di migranti bloccati da martedì non è cambiata molto. Giovedì 3 settembre l’Ungheria ha riaperto la stazione di Budapest, sospendendo però tutte le partenze internazionali: gli unici treni che lasciano la stazione di Keleti sono quelli diretti in altre parti dell’Ungheria, e i migranti vengono fatti salire su quelli diretti nelle città dove il governo ha allestito dei centri di accoglienza. La riapertura della stazione, avvenuta senza che venissero date comunicazioni ai migranti bloccati lì da martedì, ha causato momenti di grande disordine, con centinaia di persone che provavano a salire sui treni sperando di arrivare in Austria.

Uno dei treni su cui sono saliti più migranti, diretto verso una città ungherese sul confine con l’Austria, è stato fermato dalla polizia vicino alla città di Bicske: i tentativi di sgombero del treno non sono andati a buon fine e si è creata una situazione di stallo durata tutta la notte e fino a oggi, con il treno che non è stato lasciato andare né avanti né indietro verso Budapest. Centinaia di migranti, tra cui donne e bambini, hanno dormito sul treno rifiutandosi di scendere, e protestando con la polizia mostrando cartelli e chiedendo aiuto per lasciare l’Ungheria. Secondo i giornalisti presenti a Budapest, circa 1.000 persone hanno cominciato a camminare in direzione dell’Austria: il confine è distante circa 200 chilometri.

Non è ancora chiaro cosa vogliano fare le autorità ungheresi del treno bloccato a Bicske e per ora la polizia si sta limitando a sorvegliare la situazione, che nel corso delle ore si è fatta sempre più tesa. Nella mattinata di venerdì la polizia ungherese ha pubblicato su YouTube un video in cui mostra il tentativo di alcuni agenti di consegnare acqua e viveri alle persone bloccate sul treno, e la reazione di alcuni uomini che allontanano gli agenti e lanciano via alcune casse d’acqua ricevute. Il video della polizia serve probabilmente a mostrare che le autorità ungheresi stanno agendo in buona fede e che i migranti stanno rifiutando gli aiuti in modo ingiustificato: è probabile però che la reazione di rifiuto sia dovuta alla frustrazione per essere stati bloccati sul treno e in Ungheria, e che sia quindi un gesto di protesta.

Nel resto dell’Ungheria, intanto, la situazione non è migliorata. Alla stazione di Budapest ci sono ancora centinaia di persone accampate – quelle che ieri non sono riuscite a salire sui treni o che sono state respinte dalla polizia nei momenti di massima agitazione – e la polizia ha fermato altre 25 persone vicino al villaggio di Nagyszentjanos, mentre viaggiavano su un treno diretto in Austria. Anche a Nagyszentjanos si è creata una situazione paradossale, con la polizia che non sapeva bene cosa fare dei 25 migranti fermati e che li ha tenuti per diverse ore, durante la notte, bloccati a bordo di una strada e sorvegliati da circa 20 agenti. Venerdì mattina, infine, circa 300 persone sono riuscite a scappare da uno dei centri allestiti dal governo ungherese per i migranti vicino alla città di Roszke, sul confine con la Serbia, e la polizia ha deciso di chiudere temporaneamente la frontiera.

Intanto questa mattina ha parlato della situazione dei migranti il primo ministro ungherese Viktor Orban. Durante un’intervista alla radio pubblica ha spiegato che in Europa potrebbero arrivare decine di milioni di migranti e che i cittadini europei potrebbero diventare una minoranza nel loro stesso continente. Orban ha anche detto che le autorità ungheresi non possono non rispettare gli accordi di Schengen e che devono identificare i migranti e i richiedenti asilo che entrano nell’Unione Europea passando dall’Ungheria. Orban ha anche aggiunto che entro due settimane verranno approvate nuove misure per rendere più semplice la gestione delle frontiere e dei migranti che arrivano seguendo la rotta attraverso i Balcani.