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  • lunedì 24 agosto 2015

Le foto dei 548 migranti arrivati a Palermo

Sono sbarcati dopo aver rischiato di affondare ed essere stati soccorsi: ci sono molti minorenni senza genitori e diversi malati

Lunedì 24 agosto sono arrivati a Palermo 548 persone salvate sabato 22 agosto dalla Guardia Costiera italiana mentre cercavano di raggiungere la Sicilia via mare. Secondo un calcolo della stessa Guardia Costiera, nella giornata di sabato sono stati soccorsi 4.400 migranti, arrivati su 22 navi o barconi. Dei 548 migranti arrivati a Palermo, in particolare, 430 si trovavano a bordo di una nave che imbarcava acqua nella stiva e che secondo il comandante della nave della Guardia Costiera che l’ha soccorsa «rischiava di affondare, se non fossimo intervenuti in tempo». Altre 116 persone sono state recuperate da un gommone che secondo lo stesso comandante della Guardia Costiera «era già sgonfio e poteva affondare da un momento all’altro».

Scrive Repubblica che su 548 migranti, «circa 400 provengono dall’Eritrea, gli altri dal Ghana, Burkina Faso, Gambia, Sierra Leone. Qualcuno tra i profughi è affetto da scabbia, altri da varicella. Diversi hanno subito anche traumi fisici durante la traversata». In un primo momento era circolata la notizia che fra loro ci fossero 130 minori non accompagnati: l’assessore alle Attività sociali di Palermo Agnese Ciulla ha detto che dopo le procedure di identificazione da parte della Questura di Palermo il numero è sceso a 45. Il possibile motivo della notevole differenza fra le due cifre l’ha spiegato Livesicilia: «Secondo alcuni operatori, capita spesso che molti ragazzi di 16 o 17 anni al momento di fornire le proprie generalità agli agenti di polizia dicano di essere maggiorenni per proseguire il viaggio verso il nord Europa ed evitare di restare per mesi nei centri di accoglienza». Il prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, ha detto che entro oggi tutti i minori arrivati in città saranno accolti in una struttura.

Con i migranti salvati sabato, si stima che il numero dei migranti soccorsi dalla Guardia Costiera italiana nel 2015 sia salito a 110mila. L’Italia, però, non è il paese più coinvolto nelle tratte dei migranti. Secondo l’ultimo rapporto dell’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati (UNHCR), in Grecia, nel 2015, ne sono arrivati 160mila: cioè uno ogni 73 abitanti (in Italia, ne sono arrivati l’equivalente di uno ogni 600). È la Grecia, quindi, ad aver sopportato il peso più grande degli sbarchi e con un gran distacco rispetto all’Italia, il paese secondo nella lista.

Gestire gli sbarchi e l’accoglienza è solo una parte del problema dell’immigrazione. La gran parte dei migranti non vuole fermarsi in Grecia o in Italia, e prosegue il suo viaggio spesso con la complicità delle autorità locali. Per i regolamenti europei un migrante può fare richiesta d’asilo soltanto nel primo paese dell’Unione in cui mette piede (come previsto dai famosi accordi di Dublino). Per questo motivo italiani e greci, ma anche francesi e austriaci, spesso lasciano passare i migranti, senza registrarli, in modo che non ci siano prove su qual è stato il primo paese europeo in cui sono entrati.

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