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  • venerdì 21 Agosto 2015

Gli scontri in Macedonia

Circa tremila persone sono accampate al confine con la Grecia: la Macedonia non le fa passare e la polizia ha usato granate stordenti e gas lacrimogeno

Aggiornamento sabato 22 agosto – Migliaia di migranti sono riusciti a rompere il blocco della polizia macedone al confine con la Grecia e sono riusciti ad entrare nel paese. Negli ultimi giorni migliaia di persone, in gran parte profughi siriani, si erano accampate lungo il confine dopo che la Macedonia aveva deciso di chiudere le frontiere.

Venerdì la polizia aveva usato lacrimogeni e manganelli per respingere un tentativo di forza il posto di frontiera. Per alleggerire la situazione, la polizia macedone aveva deciso di consentire il passaggio a un piccolo gruppo con donne e bambini nella giornata di sabato. Durante il tentativo di far passare questo gruppo, migliaia di persone hanno caricato la polizia, rompendone le linee e riuscendo così a entrare nel paese. L’obbiettivo dei profughi è raggiungere la Serbia e da lì l’Ungheria e l’Unione Europea e di farlo prima che il governo ungherese termini la costruzione di una recinzione che ne chiuderà i confini meridionali.

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Venerdì mattina circa tremila migranti si sono scontrati con la polizia della Macedonia nei pressi del confine con la Grecia e del piccolo paese greco di Idomeni. I migranti, in maggioranza siriani, hanno cercato di entrare in Macedonia dalla Grecia, nonostante da ieri sera il governo macedone abbia di fatto chiuso il confine. La polizia macedone ha usato sui migranti granate stordenti e gas lacrimogeni: per ora ci sono dieci feriti, almeno quattro dei quali sono stati portati in un ospedale della zona.

Secondo il New York Times, negli ultimi due mesi circa 42mila migranti sono passati dalla Macedonia durante il tragitto per raggiungere paesi dell’Europa occidentale come Austria, Germania e Regno Unito. Il tragitto più comune dei migranti prevede la partenza dalla Turchia, il paese che più facile raggiungere dalla Siria, l’arrivo in barca in Grecia o a piedi in Bulgaria, e da lì poi il tentativo di spostarsi in Serbia e Ungheria, per poi continuare verso ovest. Da settimane la Macedonia – come anche la Grecia – sta gestendo con difficoltà il transito dei migranti, e giovedì 20 agosto ha dichiarato lo stato di emergenza.

Il Guardian ha scritto che molti dei migranti hanno bambini piccoli e che hanno passato la scorsa notte accampati nei campi di Idomeni senza cibo e con poca acqua. Alcuni si sono ridotti a mangiare il granturco che hanno trovato nei campi vicini. Il ministro dell’Interno macedone ha comunque detto di avere ammesso nel proprio territorio 181 migranti fra quelli «delle categorie più vulnerabili», anche se non è chiaro quali e quanti migranti verranno fatti passare nelle prossime ore. Nelle scorse settimane c’erano stati diversi disagi a Gevgelija, in Macedonia, in una stazione dove molte persone si affollano per prendere i treni in direzione della Serbia.