Tre figli di Muammar Gheddafi, da sinistra a destra: Saif al-Islam, Mohammed e Saadi.(-/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 5 Agosto 2015

Che fine hanno fatto i figli di Gheddafi?

I due rimasti in Libia sono agli arresti, due sono stati uccisi nel 2011, tre sono rifugiati in Oman e del più giovane non si hanno notizie da anni

Tre figli di Muammar Gheddafi, da sinistra a destra: Saif al-Islam, Mohammed e Saadi.(-/AFP/Getty Images)

Martedì 4 agosto è stato diffuso online un video che mostra Saadi Gheddafi, uno dei figli dell’ex dittatore libico Muammar Gheddafi, mentre viene tenuto prigioniero e picchiato da alcune guardie in una stanza di una prigione libica. Alla fine del video Gheddafi viene colpito da uno degli uomini mentre ha i piedi immobilizzati e una benda nera sugli occhi. Una settimana fa Saif al-Islam Gheddafi, un altro figlio di Gheddafi, era stato condannato a morte in contumacia da un tribunale nazionale per i crimini commessi durante la rivoluzione del 2011 che portò alla destituzione e uccisione di suo padre. Le ultime vicende che hanno riguardato due dei figli dell’ex presidente libico mostrano come la situazione in Libia continui a essere molto caotica e come nessuna delle forze politiche e militari presenti nel paese sia in grado di controllare il territorio nazionale.

Degli otto figli di Gheddafi, Saadi e Saif al-Islam sono gli unici due rimasti in Libia. Muhammad Gheddafi (primogenito, a lungo considerato il possibile successore di Muammar), Hannibal Gheddafi (quartogenito e conosciuto in Europa per alcuni guai e infrazioni all’ordine pubblico) e Aisha Gheddafi (l’unica figlia femmina, avvocatessa ed ex ambasciatrice di buona volontà dell’ONU per la Libia) hanno ottenuto asilo politico in Oman. Mutassin, ex ufficiale dell’esercito libico, fu catturato e ucciso dai ribelli durante la battaglia di Sirte nell’ottobre del 2011. Saif al-Arab, uno dei figli di Gheddafi che durante la sua presidenza aveva mantenuto un basso profilo, fu ucciso da un raid della NATO nell’aprile del 2011. Di Khamis, il più giovane dei figli di Gheddafi, non si hanno notizie certe: in passato si era detto che era stato ucciso dai ribelli, ma finora non c’è mai stata una conferma ufficiale della sua morte.

Il video di Saadi Gheddafi
Il video è stato diffuso dal sito arabo Clear News: sembra essere stato girato da una delle guardie di al-Habda, la prigione di massima sicurezza di Tripoli dove Gheddafi è detenuto da diversi mesi. Gheddafi, 42 anni, è stato estradato dal Niger lo scorso anno: è accusato di avere ucciso un calciatore libico mentre era capo della Federazione libica di calcio e di avere commessi vari crimini durante la rivoluzione del 2011. La prigione di al-Habda, come la città di Tripoli e la parte occidentale della Libia, è controllata dalla coalizione di milizie islamiste “Alba della Libia”. Il governo di “Alba della Libia” si contrappone a quello riconosciuto internazionalmente che ha sede a Tobruk, nell’est del paese. Non è chiaro cosa succederà ora a Saadi Gheddafi: le autorità libiche hanno comunque detto che stanno indagando sull’accaduto e che stanno cercando di individuare gli uomini nel video.

GHEDDAFI

Saadi è piuttosto conosciuto in Italia non tanto per essere il figlio di Muammar Gheddafi, quanto piuttosto per avere “giocato” per un periodo nella Serie A del campionato di calcio italiano: fu tesserato dal Perugia di Luciano Gaucci nel 2003, dove giocò una sola partita (contro la Juventus, squadra di cui era anche socio) prima di essere squalificato tre mesi per essere risultato positivo a un controllo antidoping. Poi andò all’Udinese – e anche qui giocò solo una partita – e poi alla Sampdoria, dove non entrò in campo nemmeno una volta.

La condanna a morte per Saif al-Islam Gheddafi
La scorsa settimana Saif al-Islam Gheddafi, altro figlio dell’ex presidente libico Muammar, era stato condannato a morte da un tribunale di Tripoli insieme ad altri otto uomini accusati di vari crimini di guerra durante la rivoluzione del 2011. Saif al-Islam non era presente al processo perché dal 2011 è prigioniero di una milizia libica che operava nella città di Zintan e che si rifiuta di consegnarlo al governo. La condanna a morte è stata criticata da diverse organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani e dalle Nazioni Unite, che da tempo avevano messo in dubbio il corretto funzionamento del sistema giudiziario libico riguardo al processo contro Saif al-Islam.

Saif al-Islam era conosciuto in Libia per avere tentato di introdurre alcune riforme economiche e politiche durante la presidenza di suo padre. Nel periodo della rivoluzione era rimasto schierato dalla parte del regime, e alla fine della guerra era stato arrestato – o fatto prigioniero, a seconda di come la si vede – da alcuni miliziani libici. Saif al-Islam è anche accusato di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale, il tribunale per crimini internazionali che ha sede all’Aia, nei Paesi Bassi.