• Mondo
  • lunedì 20 luglio 2015

L’attentato a Suruc, in Turchia

Almeno 28 persone sono morte a causa di un'esplosione in un centro culturale della città al confine con la Siria: ci sono anche un centinaio di feriti

Alcuni corpi sono coperti da fogli di giornale al centro culturale di Suruc (AP Photo)

Almeno 28 persone sono morte in un’esplosione presso un centro culturale di Suruc, una città nel sud-est della Turchia al confine con la Siria. Il ministro dell’Interno turco ha detto che l’esplosione ha causato anche il ferimento di un centinaio di persone. L’attacco è stato compiuto durante una riunione di un’associazione di volontari che aveva intenzione di contribuire alla ricostruzione della città siriana di Kobane. Le modalità dell’attentato non sono ancora chiare, ma il governatore della provincia di Suruc ha ipotizzato che si sia trattato di un attacco suicida. Una fonte del governo turco contattata da Associated Press, inoltre, ha spiegato che secondo la Turchia nell’attacco sia stato coinvolto l’ISIS.

Dopo l’attacco, sui social network sono state diffuse fotografie molto esplicite che mostrano i corpi delle persone uccise dall’esplosione.

Un video mostra il momento dell’esplosione: fa molta impressione, avvisati.

Intorno a Suruc ci sono diversi campi profughi, che ospitano circa 20mila persone, scappate dalla Siria a causa della guerra e delle incursioni dello Stato Islamico nei loro territori. Suruc si trova a una decina di chilometri da Kobane, posta per lungo tempo sotto assedio da parte dell’ISIS e successivamente liberata dalle forze curde con la collaborazione dell’aviazione statunitense, che ha condotto diversi attacchi sulla città.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.