(Cafaro Gerardo/LaPresse)
  • Sport
  • giovedì 16 Luglio 2015

Tutti i problemi della Lega Pro

Le squadre del terzo campionato italiano di calcio spendono più di quanto guadagnano e alcune non sono riuscite a iscriversi per la prossima stagione

(Cafaro Gerardo/LaPresse)

La Lega Pro è la terza più importante divisione del calcio italiano, dopo Serie A e Serie B. La Lega Pro è anche l’ultima divisione del calcio professionistico italiano: chi retrocede va in Serie D, il più importante campionato organizzato dalla Lega Nazionale Dilettanti. La Lega Pro è un campionato nuovo, che nel 2014 è stato modificato dopo che negli ultimi anni aveva avuto molti problemi economici e sportivi. Nonostante gli ultimi cambiamenti, la Lega Pro continua ad avere molte difficoltà: alcune sono emerse nel maggio del 2015 e riguardano le inchieste “calcioscommesse“. Altri sono più recenti e riguardano i fallimenti e i problemi economici di alcune delle squadre che dovrebbero partecipare al campionato 2015/16.

Il campionato di Lega Pro è diviso in tre gironi e dovrebbe essere composto da 60 squadre, ma al momento quelle iscritte sono 52. Tra le squadre che non sono riuscite a iscriversi al campionato di Lega Pro ci sono l’Unione Venezia, che è al suo terzo fallimento negli ultimi dieci anni, il Varese – che nel 2012 ha perso la finale playoff che poteva farla arrivare in Serie A – e la Reggina, che ha giocato in Serie A dal ’99 al 2002 e dal 2003 al 2009.

Fino al 2014 quella che oggi è la Lega Pro era divisa in due diverse categorie: la Prima Divisione e la Seconda Divisione, che fino a qualche anno fa erano chiamate anche Serie C1 e Serie C2. Dalla stagione 2014/15 si è deciso di abolire la Seconda Divisione, riducendo così il numero di squadre professionistiche con l’obiettivo di aumentare il livello del gioco e garantire maggiori guadagni alle squadre iscritte. Scrive Repubblica: «Tagliati i rami secchi, la nuova Lega Pro doveva essere una B2, un campionato sostenibile, riservato alle società che potessero garantire economicamente gli impegni». Il campionato di Lega Pro si sta invece dimostrando tutt’altro che sostenibile: le squadre continuano a spendere molto più di quello che guadagnano. In un anno il guadagno medio delle squadre di Lega Pro è di 1,1 milioni di euro, la loro spesa media è di 3,3 milioni di euro.

Già il 30 giugno quattro squadre – Grosseto, Monza, Barletta e Castiglione – avevano deciso di non iscriversi al campionato di Lega Pro. Altre squadre si erano iscritte, ma avevano tempo fino al 14 luglio per presentare documentazioni e pagamenti relativi: Venezia, Varese, Reggina e Real Vicenza non l’hanno fatto. Queste otto squadre non prenderanno quindi parte al prossimo campionato di Lega Pro e partiranno dalla Serie D o da un livello più sotto, il campionato di Eccellenza. C’è poi un altro problema: il fallimento del Parma – che avrebbe dovuto giocare in Serie B – ha liberato un posto in quella categoria. Un posto che sarà occupato da una squadra di Lega Pro, probabilmente il Brescia. Quindi, per riassumere: delle 60 squadre che avrebbero dovuto partecipare alla prossima Lega Pro, otto non si sono iscritte e una andrà in serie B. La Stampa spiega però che nel caso del Real Vicenza la mancata iscrizione non è dovuta a problemi economici: «Il presidente Lino Diquigiovanni aveva i mezzi per andare avanti, ma non voleva farlo in una città dove la concorrenza dei “cugini” biancorossi [il Vicenza Calcio] che sono in B era troppo pesante. Nessun acquirente si è fatto avanti e così ecco la rinuncia».

Per riempire i nove posti liberi, il campionato di Lega Pro potrebbe ripescare le squadre che l’anno scorso sono retrocesse dalla Lega Pro, o promuovere quelle che nella scorsa stagione non sono state promosse per poco, venendo per esempio eliminate ai playoff. Le squadre chiamate a riempire questi nove posti dovrebbero però soddisfare dei requisiti strutturali (per esempio il tipo di stadio), che non tutte riescono a garantire. Dovrebbero poi pagare 500mila euro di iscrizione al campionato: è molto probabile che solo alcune o nessuna di queste squadre riesca a spendere quei soldi e a rispettare i parametri strutturali.

Venerdì 13 luglio ci sarà un consiglio dei vertici Lega Pro che formalizzerà le mancate iscrizioni. Le squadre ripescate avranno tempo fino ai primi giorni di agosto per presentare una loro eventuale richiesta. Se così non fosse i calendari dei tre gironi che compongono il campionato di Lega Pro saranno fatti con alcune squadre in meno.