Alexis Tsipras a un seggio elettorale di Atene. (AP Photo/Spyros Tsakiris)
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  • domenica 5 Luglio 2015

Sono chiusi i seggi in Grecia

I primi risultati ufficiali sono attesi dopo le 20 ora italiana, l'affluenza dovrebbe avere superato il 40 per cento richiesto dal quorum

Alexis Tsipras a un seggio elettorale di Atene. (AP Photo/Spyros Tsakiris)

Oggi in Grecia si è votato per il referendum sulla proposta fatta dai creditori della Grecia per concedere al paese un nuovo prestito. I seggi sono stati chiusi alle 19 ora locale (le 18 in Italia) e i primi risultati ufficiali dovrebbero arrivare dopo le 21 (le 20 ora italiana). Stando a quanto hanno scritto diversi siti di news internazionali, l’affluenza dovrebbe avere superato ampiamente il 40 per cento richiesto dal quorum. Le conseguenze del referendum, in particolare di una vittoria del “no”, sono imprevedibili e in molti temono che porteranno all’uscita della Grecia dall’Euro. Il governo di Alexis Tsipras ha fatto campagna per il “no”, mentre gran parte dell’opposizione ha chiesto di votare “sì”. A causa della grave situazione di incertezza, il governo greco questa settimana ha bloccato i trasferimenti di capitali all’estero e ha chiuso le banche. Da lunedì i greci possono prelevare dai bancomat soltanto 60 euro al giorno. Nonostante questi limiti le banche greche hanno quasi esaurito la liquidità. Quale che sia il risultato del referendum, quindi, ci sarà bisogno di un intervento molto rapido per evitare il collasso del sistema bancario della Grecia.

18:10 5 Lug 2015

Molti giornalisti che si occupano di Grecia stanno suggerendo cautela: l’unica cosa che si può intuire, a naso, è che probabilmente non ci sarà una vittoria schiacciante di nessuna delle due opzioni.

18:08 5 Lug 2015

18:08 5 Lug 2015

Un sondaggio della tv Alpha, una delle più importanti in Grecia, dice che il “No” potrebbe ottenere fra il 49 e il 54 per cento dei voti. Attenzione, non si tratta di exit poll – che vengono condotti ai seggi – ma di semplici sondaggi.

18:06 5 Lug 2015
Riassunto della giornata

• I seggi hanno chiuso alle 18, non ci sono stati exit poll, ma le TV greche hanno pubblicato dei nuovi sondaggi che danno quasi tutti il “no” in vantaggio. I risultati preliminari sono attesi per le 20-20 e 30 ora italiana. Gli ultimi sondaggi davano “sì” e “no” praticamente alla pari.

• Comunque vada il referendum, la situazione da tenere d’occhio è quella delle banche greche che hanno praticamente terminato la liquidità e avranno bisogno della BCE o di qualche drastico intervento del governo greco per continuare ad operare la prossima settimana.

• Non è detto che una vittoria del “no” significhi automaticamente un’uscita della Grecia dall’Euro. In queste ore si moltiplicano le dichiarazioni di leader politici europei che sostengono che le trattative potranno continuare anche se i “no” dovessero ottenere la maggioranza.

• Qualunque sia il risultato del referendum, è probabile che il governo greco dovrà affrontare un qualche genere di rimpasto. Se dovesse vincere il “sì” Tsipras potrebbe essere costretto a dimettersi, ma anche in caso di vittoria del “no” per continuare i negoziati potrebbe essere necessario sostituire alcuni ministri.

18:05 5 Lug 2015

Stanno circolando diversi sondaggi che danno leggermente avanti il “No”: vanno presi con molta molta cautela, dato che le prime proiezioni sui voti reali dovrebbero arrivare fra circa due ore.

18:02 5 Lug 2015

Secondo i giornali internazionali i seggi hanno chiuso un minuto fa

17:56 5 Lug 2015

Alex Andreou, giornalista e attore greco, ha scritto sul magazine Byline che a prescindere dal risultato di oggi «il Sì ha già vinto». Andreou ha paragonato la situazione greca a quella della Scozia, spiegando che nonostante le istanze separatiste siano state di recente formalmente “sconfitte” in un referendum, il dibattito abbia fatto bene al paese.

Proprio come in Scozia, il risultato formale è allo stesso tempo importantissimo ma completamente irrilevante: è accaduto infatti qualcosa di più profondo. Le persone hanno inziato a guardarsi intorno. Tutti i greci, a prescindere da cosa hanno deciso di votare, si stanno occupando dei problemi del proprio paese e ne stanno parlando. Pensate a quanto siamo lontano dall’apatia e dall’impazzimento di dieci anni fa.

17:50 5 Lug 2015

Come dicevamo, il futuro della Grecia resta molto incerto qualsiasi sia l’esito del referendum. Questo schemino aiuta a farsi un’idea su quanti sono gli scenari possibili:

17:50 5 Lug 2015

Alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle a piazza Syntagma, ad Atene. 

17:46 5 Lug 2015

Come in ogni elezione o voto popolare, ci sono anche le temutissime persone che scelgono-sul-momento.

17:43 5 Lug 2015

A piazza Syntagma, ad Atene, si aspetta Beppe Grillo.

17:43 5 Lug 2015

Nelle prossime ore, è probabile che circoleranno molti paragoni con l’Islanda, l’unica altra nazione europea ad avere affrontato una crisi economica paragonabile a quella greca. Qui abbiamo messo insieme un breve ripasso per capire in che termini va posto il paragone:

L’Islanda è stata tirata in ballo da entrambi gli schieramenti del referendum greco: sia da chi sostiene che i greci dovrebbero votare “No”, uscire dall’euro e stampare una propria moneta – dato che in Islanda è in corso da alcuni anni una certa ripresa economica – sia da chi sostiene che i greci dovrebbero votare “Sì” e accettare il compromesso offerto, poiché nonostante la ripresa l’Islanda ha tuttora una situazione finanziaria molto incerta.

(Continua a leggere sul Post)

17:38 5 Lug 2015

Secondo Kathimerini, uno fra i principali quotidiani greci, l’affluenza al referendum di oggi dovrebbe avvicinarsi a quella delle ultime elezioni politiche, quando fu del 63,8 per cento

17:23 5 Lug 2015

Tra esperti e giornalisti nelle ultime ore molti cominciano a dare per molto probabile una vittoria del “no”, anche se non ci sono ancora elementi concreti per dire quale sarà l’esito del referendum. Sembra comunque che il governo greco sia pronto, in caso di vittoria del “no”, a inviare immediatamente i negoziatori per ricominciare a trattare con la Commissione Europea. 

17:16 5 Lug 2015

Ieri avevamo scritto come alcuni dei principali siti di scommesse dessero favorito il “sì”, che pagava poco più della metà rispetto al no. Oggi la situazione si è invertita ed il “sì” paga più di tre volte il “no”.

17:08 5 Lug 2015

Ci siamo quasi.

16:57 5 Lug 2015

16:54 5 Lug 2015

E a questo proposito ricordiamo un altro po’ di cose:

• I seggi chiudono alle 18 ora italiana, a meno che il voto non venga prolungato per l’alta affluenza (ma non è stato annunciato ancora nulla del genere).

• Molto probabilmente non ci saranno exit poll, quindi bisognerà aspettare i risultati preliminari.

• I primi risultati non definitivi sono attesi qualche ora dopo la chiusura dello spoglio, si parla delle 20-20 e 30 ora italiana. In ogni caso a tarda serata dovremmo sapere con certezza i risultati.

16:48 5 Lug 2015

Qui, sul sito del ministero dell’Interno, è dove verranno pubblicati i risultati ufficiali del referendum tra poche ore.

16:37 5 Lug 2015

Intanto, Ekathimerini, il principale giornale greco in inglese, racconta come la crisi di questi giorni stia colpendo duramente il turismo, uno dei settori più importanti per l’economia greca. L’associazione degli operatori turistici greci dice che le prenotazioni sono in netto calo e che moltissimi viaggi sono stati annullati. Le prenotazioni effettuate da cittadini greci si sono praticamente azzerate.

16:32 5 Lug 2015

A piazza Syntagma ad Atene ci sono anche Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio del M5S.

16:28 5 Lug 2015

Il caporedattore economico di BBC scrive che questa notte, dopo la proclamazione dei risultati del referendum, i rappresentanti delle principali istituzioni finanziarie greche si riuniranno con il ministro delle finanze Yanis Varoufakis e con i funzionari della banca centrale greca. La situazione delle banche greche è quella che desta le maggiori preoccupazioni per i prossimi giorni.

16:20 5 Lug 2015

Uno dei punti su cui giornalisti ed esperti insistono di più in questi giorni: il futuro della Grecia sarà incerto anche il giorno dopo il referendum, indipendentemente dal risultato (qui sotto ne parla il Wall Street Journal).

16:14 5 Lug 2015

Un giornale svizzero riporta che negli ultimi giorni il governo greco ha proposto alla Svizzera un accordo fiscale per favorire il rientro dei capitali esportati illegalmente. L’accordo, simile a quelli che hanno già fatto numerosi altri paesi tra cui l’Italia, prevede una tassa del 21 per cento sul capitale illegalmente esportato in cambio della regolarizzazione della propria posizione. 

Le autorità svizzere hanno detto che il piano è ancora in discussione.  Le stime sui capitali greci esportati in Svizzera variano tra i due e i duecento miliardi di euro. Questa proposta comunque sembra arrivare tardi per influenzare gli avvenimenti dei prossimi giorni a causa del tempo necessario ad implementare l’accordo e a raccogliere le nuove entrate fiscali.

16:08 5 Lug 2015

Gérard Araud, ambasciatore francese negli Stati Uniti, ha scritto che il governo francese farà di tutto per far sì che la Grecia rimanga membro dell’UE e dell’Eurozona.

16:05 5 Lug 2015

15:57 5 Lug 2015

Breve ripasso con due articoli fondamentali per capire cosa sta succedendo: tutta la situazione spiegata per punti e il racconto di come la Grecia è finita in crisi.

15:52 5 Lug 2015

Un disegno su un muro di Atene.

15:50 5 Lug 2015

Alcuni poster che il giornalista americano Joseph Wiesenthal ha trovato appesi in un ufficio di Syriza.

Some posters inside a small SYRIZA branch office.

A photo posted by Joe Weisenthal (@thestalwart) on

15:44 5 Lug 2015

Questa mattina una radio tedesca ha diffuso un’intervista in cui il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz sosteneva che in caso di vittoria del “no” la Grecia sarebbe dovuta uscire dall’euro. Il sito Politico fa notare che l’intervista in realtà è stata registrata giovedì e mandata in onda soltanto oggi. 

In Grecia l’intervista ha suscitato forti reazioni e Schulz ha modificato il suo messaggio, dichiarando nel primo pomeriggio che l’Europa «non abbandonerà la Grecia». Come raccontavamo poco fa, sono in continuo aumento i leader politici europei che dicono, chiaramente o per vie traverse, che le trattative con la Grecia potrebbero continuare anche in caso di vittoria del “no”.

15:38 5 Lug 2015

Alcuni media locali greci riferiscono che l’affluenza è buona e ha già oltrepassato il 40 per cento necessario a rendere il referendum valido (non che ci fossero molti dubbi).

15:33 5 Lug 2015

Gianni Barlassina, il giornalista del Post che si trova ad Atene, racconta che molti greci pensano che con il loro voto non stanno affatto rispondendo alla complicata domanda contenuta nella scheda referendaria:

La cosa strana è che oggi a seconda dell’orientamento i greci votano in risposta a domande diverse. Nessuno sta votando per rispondere alla domanda presente sulla scheda elettorale. Dopo aver parlato con un po’ di persone ho l’impressione che chi voterà o ha votato “sì” ha votato per restare nell’euro e, più in generale, per restare politicamente vicino all’Unione Europea. Lucas, 50 anni, mi dice che «le richieste dei creditori sono assurde e il governo ha trattato con loro in modo scellerato negli ultimi mesi, ma vogliamo restare in Europa». Per chi ha votato “no”,invece, il valore simbolico del voto è legato alla volontà di avere o no altri anni di politiche di austerità come gli ultimi cinque. Ma votare “no” per molti non significa essere a favore dell’uscita dall’euro, anzi. Come mi ha detto Dimos, 60 anni: «Voterò no per la dignità del mio paese, ma la Grecia non deve assolutamente uscire dall’euro».

15:26 5 Lug 2015

A questo punto viene il sospetto che Varoufakis sappia qualcosa che il resto del mondo ignora. La giornalista di CNBC Katie Slaman ha chiesto al ministro delle Finanze greco quanto tempo pensa che sarebbe necessario per concludere le trattative con i creditori in caso di vittoria del “no”. Varoufakis ha risposto: «Ventiquattro ore».

15:21 5 Lug 2015

A proposito di graffiti e disegni sui muri di Atene: tra febbraio e marzo 2014 Dimitri Messinis, fotografo greco dell’agenzia Associated Press, ha girato alcuni quartieri del centro della capitale greca e ha fotografato diversi murales realizzati da artisti di tutto il mondo e che rappresentano soprattutto la crisi greca. Le fotografie di Messinis si possono vedere qui.

15:21 5 Lug 2015

Supermario è un account parodia molto popolare tra i giornalisti economici.

15:17 5 Lug 2015

Intanto anche in Cina ci sono dei problemi. Il governo ha vietato la quotazione in borsa di nuove società per cercare di limitare le fortissime vendite che hanno colpito la borsa di Shanghai in questi giorni.

15:10 5 Lug 2015

Lo street artist Wild Drawing disegna un murale che si chiama “Non è un paese per poveri” nel centro di Atene.

15:02 5 Lug 2015

Gianni Barlassina, giornalista del Post che si trova ad Atene, racconta che le banche sono oramai quasi completamente prive di banconote da 10 e da 20 euro quindi spesso le persone che prelevano ai bancomat riescono a ritirare soltanto 50 euro, invece dei 60 decisi dal governo. Non è chiaro se sia una casualità o frutto di una scelta, ma di sicuro questo nuovo limite “di fatto” ai prelievi ha in qualche misura alleviato la situazione delle banche greche che hanno quasi terminato la liquidità.

14:59 5 Lug 2015

Anche a Madrid, come a Parigi, si sta tenendo una manifestazione di solidarietà con il popolo greco.

13:30 5 Lug 2015
Riepilogo

Si sta votando per il referendum sull’accordo con i creditori della Grecia per ottenere nuovi aiuti. I seggi dovrebbero chiudere alle 18 ora italiana, ma è possibile che l’orario di voto venga prolungato per via dell’alta affluenza.

• Gli ultimi sondaggi danno il “sì” e il “no” praticamente alla pari. Parecchie analisi dicono che il voto sarà determinato dall’affluenza dei giovani che sono per la stragrande maggioranza favorevoli al “no”.

• Comunque vada il referendum, la situazione da tenere d’occhio è quella delle banche greche che hanno praticamente terminato la liquidità e avranno bisogno della BCE o di qualche drastico intervento del governo greco per continuare ad operare la prossima settimana.

• Non è detto che una vittoria del “no” significhi automaticamente un’uscita della Grecia dall’Euro. In queste ore si moltiplicano le dichiarazioni di leader politici europei che sostengono che le trattative potranno continuare anche se i “no” dovessero ottenere la maggioranza.

• Qualunque sia il risultato del referendum, è probabile che il governo greco dovrà affrontare un qualche genere di rimpasto. Se dovesse vincere il “sì” Tsipras potrebbe essere costretto a dimettersi. In caso di vittoria del “no” sembra che il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis sarà sostituito (potrebbero c’entrare le gaffe che ha fatto oggi e le durissime dichiarazioni di ieri).

13:12 5 Lug 2015

Molti giornali inglesi si lamentano della complessità del referendum greco, ma probabilmente non hanno mai visto come li facciamo in Italia.

13:10 5 Lug 2015

Ancora sulla situazione delle banche greche: il caporedattore economico del quotidiano britannico Telegraph scrive che fonti del ministero delle Finanze greco dicono che una delle quattro banche principali del paese finirà i soldi entro poche ore. Le altre tre dovrebbero riuscire a consentire i prelievi di 60 euro al giorno fino a lunedì notte. Cosa succederà dal giorno successivo è il principale interrogativo di questi giorni.

13:06 5 Lug 2015

12:59 5 Lug 2015

Gianni Barlassina, il giornalista del Post che si trova ad Atene, ha parlato con alcuni greci che sul referendum la pensano come la grande stampa anglosassone:

12:53 5 Lug 2015

È importante ricordare che è difficilissimo prevedere cosa accadrà dopo il referendum. Anche in caso di vittoria del “no” esiste la possibilità che la Grecia continui a trattare con i creditori senza necessariamente uscire subito dall’Euro. Il ministro dell’Economia francese, ad esempio, ha appena detto che se dovesse vincere il “no”, l’Europa non dovrà fare come con il trattato di Versailles, l’accordo di pace punitivo raggiunto con la Germania dopo la fine della Prima guerra mondiale.

12:50 5 Lug 2015

L’unico sì che dirà oggi sarà quello al suo futuro marito, ha raccontato Irene ad alcuni turisti fuori dal Parlamento greco.

12:49 5 Lug 2015

Cominciano a circolare le prime voci di un imminente rimpasto di governo, da prendere con le consuete cautele. Indipendentemente dal risultato sembra probabile che il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis sarà sostituito. Anche in caso di vittoria del “no”, infatti, per continuare a discutere con i creditori è probabile il governo greco sarà costretto a dare un segnale di discontinuità rispetto agli ultimi cinque mesi di trattative.

12:41 5 Lug 2015

Sempre a proposito del voto dei giovani, la corrispondente del Guardian Helena Smith scrive che sarà determinante per l’esito del referendum:

I giovani sono stati colpiti più di ogni altra categoria dalla crisi greca. La disoccupazione tra i giovani sotto i 25 anni è superiore al 55 per cento. Nella mattinata ho parlato con Kosmas che ha compiuto 18 anni a marzo: «Voterò no perché dobbiamo opporci a questo sistema marcio», mi ha raccontato il ragazzo: «Non ho mai conosciuto altro che questo, ma deve esserci qualcosa di meglio là fuori».

Syriza ha apertamente ammesso che conta molto sul coinvolgimento de giovani per far vincere il “no” sostenendo che questa volta i giovani greci avranno finalmente la possibilità di esprimersi. Alle elezioni politiche di gennaio, infatti, il governo conservatore in carica annunciò che per ragioni burocratiche non sarebbe stato possibile iscrivere coloro che avrebbero dovuto votare per la prima volta nel registro nazionale degli elettori.

Per queste ragioni in molti oggi dicono che vincerà il “no”. «A questo punto tutti sono convinti che il “no” otterrà la maggioranza dei voti», spiega Aristides Hatzis, professore di legge ed economia all’università di Atene: «Anche se spero davvero di sbagliarmi».

12:32 5 Lug 2015

Una bella infografica di Jacopo Ottaviani che mostra come i greci voteranno al referendum in base alla loro età (curiosamente: i pensionati, che in caso di accordo con i creditori ci rimetteranno parecchio, sono i più favorevoli al “sì”)

12:32 5 Lug 2015

Alcuni politici italiani oggi ad Atene, tra cui il presidente di SEL Nichi Vendola e l’ex membro del PD Stefano Fassina.

12:21 5 Lug 2015

Una donna arriva a un seggio elettorale a Salonicco.

12:14 5 Lug 2015

I sostenitori di Syriza, il partito del primo ministro Alexis Tsipras, accusano la televisione ANT1 di aver intrapreso una campagna per spaventare i greci e spingerli a votare “sì”. In questa immagine il sottopancia di un programma in onda sulla rete mostra un’originale interpretazione del referendum: «Europa o Zimbabwe» (che è lo stato-simbolo di quei paesi che si mettono a stampare enormi quantità di moneta per cercare di far quadrare i conti pubblici).

12:10 5 Lug 2015

Il quorum perché il referendum sia valido è fissato al 40 per cento degli aventi diritto al voto che sono in totale circa 10 milioni di persone.

12:03 5 Lug 2015

Pochi giorni fa l’economista e premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz ha scritto un articolo tradotto da Internazionale molto critico nei confronti della cosiddetta Troika, a cui Stiglitz attribuisce molte responsabilità della crisi greca. Stiglitz scrive per esempio: “È sorprendente che la troika non se ne sia assunta la responsabilità né abbia riconosciuto quanto fossero sbagliate le sue previsioni e i suoi modelli”.

Visti dall’esterno, i contrasti tra i paesi europei possono sembrare l’inevitabile epilogo della tragica partita tra la Grecia e i suoi creditori. In realtà i leader politici del continente stanno finalmente cominciando a far trapelare la vera natura di questa crisi del debito, e la verità è piuttosto spiacevole: è tutta una questione di potere e di democrazia, più che di denaro e di economia. Naturalmente l’aspetto economico del programma che la troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) ha imposto alla Grecia cinque anni fa è stato il più importante, dato che ha fatto crollare del 25 per cento il pil del paese.

Non mi viene in mente nessuna depressione economica così deliberatamente forzata e con conseguenze così catastrofiche: il tasso di disoccupazione giovanile greco è arrivato al 60 per cento. È sorprendente che la troika non se ne sia assunta la responsabilità né abbia riconosciuto quanto fossero sbagliate le sue previsioni e i suoi modelli. Ma è ancora più sorprendente che i leader europei non abbiano imparato niente da quello che è successo, e chiedano alla Grecia di accumulare un avanzo primario (il saldo tra entrate e uscite, escluso il pagamento degli interessi sul debito pubblico) pari al 3,5 per cento del pil entro il 2018.

(Continua a leggere su Internazionale)

11:59 5 Lug 2015

La giornalista di Sky News Katie Stallard riporta uno scambio con il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis (si legge dal basso verso l’alto).

La questione delle banche greche è probabilmente la più importante di questi giorni. Secondo quasi tutti gli esperti è praticamente impossibile che il governo greco riesca a farle riaprire entro martedì come aveva promesso.

11:52 5 Lug 2015

Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo (ce lo ricordiamo per la storia di Berlusconi e del kapò), ha detto che se dovessero vincere i “no” la Grecia sarà fuori dall’Euro. In realtà non è un punto così scontato e, come ha scritto il Financial Times, negli ultimi giorni ci sono state diverse aperture inaspettate. Secondo numerosi retroscena pubblicati dalla stampa in Germania, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble avrebbe detto che le trattative possono continuare anche in caso di vittoria dei “no”.

11:45 5 Lug 2015

Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis al suo seggio elettorale ad Atene.

11:45 5 Lug 2015

Abbiamo già scritto delle ironie e delle critiche fatte da BBC alla complessità del quesito referendario e al poco tempo che i greci hanno avuto per decidere cosa fare, ma è un po’ tutta la grande stampa anglosassone a prendersela con questi due aspetti. L’Economist, ad esempio, ha scritto che il referendum «viola la regola numero uno di qualsiasi consultazione» e cioè: «Non contiene una domanda chiaramente formulata». Inoltre, ai greci è stato concesso un tempo «assurdamente breve» per informarsi su una decisione che «cambierà le loro vite».

11:40 5 Lug 2015

11:39 5 Lug 2015

A Villejuif, nel sud di Parigi, si sta tenendo una manifestazione di solidarietà con il popolo greco. La manifestazione si chiama “La soluzione è il popolo!” e tra i partecipanti ci sono diversi leader politici francesi di sinistra. Uno degli slogan usati è: “Se la Grecia fosse una banca sarebbe già stata salvata”.

11:32 5 Lug 2015

Secondo BBC la chiusura dei seggi potrebbe essere posticipata a dopo le 19 (le 18 ora italiana) se ci fosse un’alta affluenza e quindi una scarsità di materiale elettorale (schede e buste soprattutto).

11:21 5 Lug 2015

Gianni Barlassina, giornalista del Post, si trova ad Atene e twitta:

11:14 5 Lug 2015

L’editoriale a favore del “sì” di Andreas A. Papandreou, professore di Economia all’università di Atene ed esponente di una delle più importanti dinastie politiche della Grecia (è nipote, figlio e fratello di tre diversi primi ministri della Grecia). 

11:05 5 Lug 2015

Ecco la paginona in cui il Corriere della Sera ha chiesto ad un po’ di personaggi diciamo non proprio esperti di economia cosa voterebbero se fossero greci. Tra i sì: Renzo Arbore, Federico Moccia e Palo Crepet (qui avevamo messo chi voterebbe “no”). Diego Abatantuono e Antonello Venditti invece sono indecisi.

11:02 5 Lug 2015

10:58 5 Lug 2015

Un video, in inglese, realizzato dal sito Vox che spiega molto bene come sono nati i problemi della Grecia e che relazione hanno con l’esistenza stessa dell’Euro.

10:54 5 Lug 2015

Non c’è solo la Grecia, l’agenzia di stampa Reuters scrive di un “quartetto di crisi” che minacciano l’Europa in questi mesi: oltre alla crisi greca ci sono anche il ruolo della Russia in Ucraina, la minaccia di uscita dall’Unione Europea del Regno Unito e la migrazione nel Mediterraneo.

10:50 5 Lug 2015

Una cabina elettorale diversa, ad Atene.

10:44 5 Lug 2015

Il Financial Times ha provato a mettere insieme i tre principali scenari del dopo voto:
Vince il “sì” all’accordo e Tsipras si dimette
Il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha annunciato che in caso di vittoria del “sì” si dimetterà e anche Tsipras ha lasciato intendere che in questo caso c’è una possibilità che il suo intero governo si dimetta. In questo scenario, l’ipotesi principale è quella di un governo tecnico appoggiato da Syriza e dai principali partiti attualmente all’opposizione. Questo nuovo governo dovrebbe immediatamente ricominciare i negoziati con i creditori e portarli a termine entro il 20 luglio, la data in cui scade il pagamento di una rata da 3,5 miliardi dovuto alla BCE.

Vince il “sì” e Tsipras non si dimette

Nel corso della settimana Tsipras ha lasciato intendere che potrebbe continuare a governare anche in caso di vittoria dei “sì”. Ma i creditori sarebbero disposti a continuare a negoziare con lui? Jeroen Dijsselbloem, ministro delle Finanze dei Paesi Bassi e presidente dell’eurogruppo, ha già detto che Tsipras non può più essere considerato un partner affidabile nelle trattative, ma il fronte dei creditori non è unito su questo punto. Il governo francese, e in particolare Michel Sapin, ministro delle Finanze, ha dichiarato di essere disponibile a continuare le trattative con Tsipras. In questo scenario i tempi per riprendere rapidamente i negoziati si allungano mentre l’ultima scadenza per la Grecia resta ferma al 20 luglio

Vince il “no”

È lo scenario più incerto di tutti sui cui gli stessi leader europei sono molto divisi. Il presidente francese François Hollande, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker hanno detto che considerano una vittoria del “no” l’equivalente di un abbandono dell’Euro. Altri leader europei hanno invece lasciato intendere che anche un “no” lascerebbe la porta aperta ad ulteriori negoziati e secondo i retroscena pubblicati dalla stampa tedesca sarebbe della stessa opinione anche Wolfgang Schäuble, il ministro delle Finanze tedesco considerato un “falco” nelle trattative di questi mesi. Il problema, anche qui, restano sempre i tempi. Ci sono appena due settimane tra il referendum e la scadenza del 20 luglio e sarà molto difficile ottenere in così poco tempo un nuovo accordo che le parti non sono riuscite a raggiungere per cinque mesi.

10:43 5 Lug 2015

La copertina dell’ultimo numero dell’Economist dice: “Il futuro dell’Europa è nelle mani della Grecia”.

10:39 5 Lug 2015

Ancora Alexis Tsipras nel suo seggio elettorale ad Atene, circondato da moltissimi giornalisti e fotografi.

10:34 5 Lug 2015

10:31 5 Lug 2015

Altre osservazioni di Gianni Barlassina sulla situazione ad Atene, sulle fotografie molto circolate in questi ultimi giorni di persone che frugano nell’immondizia e di code agli sportelli dei bancomat.

Dopo i primi giorni di paura e incertezza che hanno seguito l’annuncio del referendum, anche le scene di code ai supermercati, ai benzinai e davanti alle banche sono diventate via via sempre più rare. In effetti i bancomat sembrano tutti aperti e funzionanti, almeno nel centro di Atene. Le scene di persone che frugano nei bidoni dell’immondizia per cercare da mangiare, che sono state fotografate abbondantemente negli ultimi giorni, non sono invece una cosa nuova, ma un fenomeno legato agli ultimi cinque anni di crisi piuttosto che all’ultima settimana.

10:24 5 Lug 2015

Dolcetti con la scritta “no” (“oxi”) e “sì” (“nai”). Secondo la giornalista Omaira Gill contengono un simbolismo importante: nonostante la scritta all’esterno, il ripieno è identico.

10:20 5 Lug 2015

All’uscita dal seggio di Atene dove ha votato, Tsipras ha rivolto ai giornalisti un breve discorso in cui tra le altre cose ha detto:

«Nessuno può ignorare il messaggio che lancia un popolo determinato a prendere il suo destino tra le sue mani.»

10:19 5 Lug 2015

10:19 5 Lug 2015

Oltre ad Alexis Tsipras, ha già votato anche l’ex primo ministro greco Kostas Karamanlis, qui fotografato in un seggio a Salonicco. Karamanlis è stato primo ministro greco dal marzo 2004 all’ottobre 2009 e per 10 anni è stato anche presidente di Nuova Democrazia, il più importante partito conservatore della Grecia. Nei giorni scorsi Karamanlis si era espresso per il Sì. Ekathimerini aveva pubblicato il 2 luglio una sua dichiarazione riguardo al referendum, che terminava così: «Domenica diciamo Sì all’Europa. Con prudenza, unità, senso etico nazionale, rispetto dei sacrifici della popolazione greca».

10:09 5 Lug 2015

Il direttore di IL Christian Rocca ha condiviso su Twitter un estratto dal Corriere di oggi, in cui alcuni personaggi dello spettacolo e della cultura spiegano perché voterebbero “no” al referendum: Gino Strada, Erri De Luca, Nicolas Vaporidis, Fiorella Mannoia e Gianni Vattimo, tra gli altri.

10:08 5 Lug 2015

A proposito delle radici della crisi greca, qualche tempo fa avevamo raccontato la storia delle sue spese militari e in particolare quella dei suoi inutili sottomarini e dei suoi numerosi carri armati (la Grecia ne ha praticamente come Italia e Germania messe assieme).

09:58 5 Lug 2015

A proposito di quesiti referendari complicati:

09:56 5 Lug 2015

La BBC ha ironizzato su alcune delle modalità del referendum greco. In particolare ha scherzato sulla complessità della domanda contenuta nella scheda referendaria scrivendo che non sembra «molto più facile da digerire della scheda stessa». Secondo Katie Ghose, direttrice della Electoral Reform Society, una ONG britannica, la scheda non è stata disegnata in maniera equilibrata: le opzioni “no” e “sì” sono state disposte in colonna, invece che orizzontalmente, con il “no” in posizione più elevata. Un scelta «inusuale» che potrebbe favorire il “no”.

BBC sottolinea come nel Regno Unito ogni quesito referendario debba per legge essere sottoposto a dodici settimane di test per assicurarsi che sia assolutamente chiaro e corretto. Un bozza del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea è stata riscritta perché si è scoperto che molti elettori non sapevano che il paese ne facesse parte.

09:53 5 Lug 2015

Il primo ministro greco Alexis Tsipras, che ha già votato in un seggio ad Atene.

09:45 5 Lug 2015

09:42 5 Lug 2015

Ecco il testo che vi trovereste davanti se foste cittadini greci andati a votare per il referendum:

Il piano di accordo che è stato proposto dalla Commissione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale nel corso dell’Eurogruppo del 25/06/2015 e comprende due parti che costituiscono un’unica proposta, deve essere accettato?

Il primo documento si intitola “Riforme per il completamento dell’attuale programma” e il secondo “Analisi preliminare della sostenibilità del debito”.

Non dev’essere accettato/NO

Deve essere accettato/SÌ

09:40 5 Lug 2015

Giornalisti di praticamente tutto il mondo fotografano il primo ministro Alexis Tsipras mentre vota in una scuola di Atene.

09:29 5 Lug 2015

Ieri è stata una giornata tranquilla in Grecia: non ci sono state grosse manifestazioni o agitazioni di altro tipo. Gianni Barlassina ha raccontato quello che ha visto quando ieri è arrivato ad Atene:

«La cosa che si nota subito arrivando ad Atene è la gran calma. Le strade del centro sono poco trafficate, sui marciapiede si cammina agilmente, si vede gente nei bar e nei caffè. Piazza Syntagma, quella delle grandi manifestazioni, è la solita piazza Syntagma: ci sono i turisti che fanno le foto alle guardie presidenziali di fronte al Parlamento, quelli che si riposano all’ombra tra gli alberi più in basso, quelli che guardano curiosi i giornalisti tutti in fila davanti alle telecamere. Se non fosse per loro del referendum non ci sarebbero segni evidenti. Non c’è tensione, non c’è polizia in giro: solo un piccolo e sonnacchioso banchetto di sostenitori del No, in mezzo alla piazza, ricorda del voto.»



09:27 5 Lug 2015

Il clima di questi giorni secondo l’analista finanziario Mario Seminerio, uno dei principali blogger economici italiani.

09:24 5 Lug 2015

Abbiamo visto che la situazione delle banche greche è quella più problematica. Nonostante le restrizioni ai prelievi e il blocco del trasferimento di capitali all’estero, il sistema bancario greco può continuare ad operare soltanto grazie agli aiuti di emergenza della BCE (il cosiddetto ELA). Il punto è: quanto resterà in vigore questo programma? Secondo molti in caso di vittoria del “no” la BCE potrebbe decidere di bloccarlo subito o quasi. In ogni caso il 20 luglio la Grecia deve restituire alla BCE un prestito da 3,5 miliardi. Questa data è considerata l’ultima scadenza per il paese perché è quasi impossibile che la BCE decida di mantenere in vigore l’ELA se il governo greco salterà il pagamento (e sarà costretto a saltarlo se non raggiungerà un accordo con i creditori perché al momento non ha abbastanza soldi).

Terminata l’ELA le uniche possibilità per il governo greco di mantenere in piedi le sue banche sono l’uscita dall’euro e l’introduzione di una nuova moneta, oppure un durissimo piano per ricapitalizzare le banche con i soldi degli stessi depositanti (il cosiddetto “bail-in”). Secondo il Financial Times il governo greco sta studiando proprio un piano del genere: un prelievo forzoso del 30 per cento da tutti i conti correnti superiori agli ottomila euro, una misura senza precedenti per un paese sviluppato. Il governo greco ha però smentito che un piano del genere sia allo studio.

09:19 5 Lug 2015

09:12 5 Lug 2015

In Grecia si è già cominciato a votare. Lui è un prete ortodosso in un seggio elettorale allestito in una scuola di Atene.

09:11 5 Lug 2015

Un riassunto molto sintetico per capire di cosa parliamo, proprio dall’inizio:

• Da anni la Grecia si trova in una difficilissima situazione economica tanto che il suo governo ha bisogno di aiuti economici e prestiti per continuare a pagare stipendi e pensioni (qui avevamo raccontato come siamo arrivati a questa situazione).

• Da mesi i creditori della Grecia, cioè quei paesi e quelle istituzioni internazionali che fino ad ora le hanno prestato soldi, sono in trattativa per discutere le condizioni alle quali concedere un nuovo prestito.

• Secondo molti le condizioni richieste in precedenza (cioè soprattutto tagli alla spesa pubblica) erano troppe dure e il governo guidato da Alexis Tsipras ha cercato di ottenerne di migliori.

• Le trattative sono andate avanti per mesi ed entrambe le parti hanno ceduto su alcuni punti. Dopo l’ennesimo incontro per discutere le condizioni dei nuovi prestiti, Tsipras ha interrotto le trattative e convocato un referendum per chiedere ai greci se intendono accettare le ultime offerte dei creditori o se vogliono continuare a trattare.

• Il referendum si svolge oggi e Tsipras ha chiesto di votare "no". Qui abbiamo cercato di spiegare con molta prudenza cosa potrebbe succedere a seconda dell’esito del referendum.

• Per evitare la fuga dei capitali e la corsa agli sportelli, da lunedì le banche greche sono chiuse e il governo ha imposto un limite massimo di 60 euro ai prelievi che si possono fare ai bancomat. In risposta i greci hanno affollato i supermercati per raccogliere scorte e si sono create lunghe file davanti alle banche.

09:09 5 Lug 2015

Buongiorno dalla redazione del Post e dal nostro giornalista ad Atene, Gianni Barlassina. Oggi seguiamo anche con lui le notizie che arrivano dalla Grecia.