L'immagine vista dagli scanner per bagagli di Ceuta, diffusa dalla Guardia Civil spagnola (AP Photo/Spanish Interior Ministry, via AP)
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  • mercoledì 20 Maggio 2015

La difesa del padre del bambino trovato in una valigia

Da quel giorno è in stato di fermo: ha detto che voleva far passare la frontiera a suo figlio ma non sapeva niente della valigia

L'immagine vista dagli scanner per bagagli di Ceuta, diffusa dalla Guardia Civil spagnola (AP Photo/Spanish Interior Ministry, via AP)

Aggiornamento del 10 giugno: Lucie Ouattara, la madre del bambino, è andata a Ceuta, dove ha potuto ricongiungersi al figlio, a cui il governo spagnolo ha concesso un permesso di soggiorno temporaneo. Il padre del bambino, Ali Ouattara, è stato rilasciato su cauzione e potrà quindi a sua volta raggiungere moglie e figlio a Fuerteventura, in Spagna.

Venerdì 8 maggio la polizia di frontiera tra il Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta ha trovato in una valigia un bambino di 8 anni. La storia è circolata rapidamente in tutto il mondo: la valigia era di una ragazza di 19 anni che, secondo quanto si è detto quel giorno, era stata pagata dal padre del bambino, che si chiama Abou, per portarlo illegalmente in Spagna. Da quel giorno il padre di Abou, Ali Ouattara, è tenuto in custodia dalla polizia spagnola.

Il 19 maggio il padre di Abou ha fornito la sua versione della storia. Ali Ouattara ha spiegato – insieme al suo avvocato – che non era a conoscenza del fatto che suo figlio si trovava in quella valigia e si è detto vittima insieme a suo figlio – anziché responsabile – di quanto accaduto. Ouattara vive e lavora da sette anni sull’isola spagnola di Fuerteventura e ha detto che aveva in precedenza cercato di ottenere la custodia del figlio e farlo arrivare in Spagna.

L’avvocato di Ouattara, Juan Isidro Fernandez Diaz, ha spiegato che le richieste del padre furono però rifiutate perché il suo stipendio era di poco al di sotto di 1.331 euro, il minimo richiesto dalla legge spagnola per ottenere l’affido di un figlio. Il padre ha allora deciso – secondo la sua versione – di andare in Marocco e da lì di cercare un altro modo per far passare la frontiera ad Abou. Ali Ouattara avrebbe quindi pagato 5mila euro a delle persone per far passare la frontiera al figlio, senza sapere che quelle persone avrebbero però provato a farlo chiudendolo in una valigia: «Pensate davvero che un padre farebbe viaggiare suo figlio in una valigia?», ha detto l’avvocato di Ali Ouattara. L’avvocato ha poi aggiunto che è convinto che Ali Ouattara sarà rilasciato nei prossimi giorni e che spera di poter tornare a vivere col figlio, che al momento sta bene e si trova a Ceuta, in un centro per migranti minorenni.