Gli emoji stanno colonizzando Instagram

La metà dei commenti sull'applicazione per le foto contiene almeno una faccina o un altro disegnino: stanno diventando una lingua parallela

Quasi la metà dei commenti scritti su Instagram contiene almeno un emoji e la quantità di faccine e altri disegnini inseriti per accompagnare i messaggi lasciati sull’applicazione per le foto continua ad aumentare a ritmo sostenuto, hanno spiegato da poco i tecnici di Instagram in un lungo post sul loro blog. Da qualche giorno sull’applicazione è possibile usare gli emoji come hashtag, rendendo quindi ricercabili le fotografie contrassegnate con una specifica serie di disegnini, cosa che dovrebbe incentivare ulteriormente il loro utilizzo già molto diffuso su altri social network e che sta portando di fatto alla nascita di un nuovo linguaggio, o di qualcosa che ci assomiglia molto.

Gli emoji sono simboli grafici utilizzati già da diverso tempo in Giappone: la parola che li definisce deriva proprio dal giapponese e comprende i concetti di “immagine” e di “lettera”. Si sono diffusi negli altri paesi soprattutto a partire dal 2011, quando Apple li ha inseriti all’interno della tastiera virtuale di iOS, il sistema operativo degli iPhone e degli iPad. Nei due anni seguenti gli emoji sono stati via via introdotti su diverse versioni di Android, contribuendo ulteriormente al loro successo. I principali social network come Facebook e Twitter li hanno integrati all’interno dei loro sistemi, dopo essersi resi conto del crescente utilizzo da parte dei loro iscritti per comunicare uno stato d’animo, un pensiero o per dare in modo rapido, efficace (e simpatico) una risposta a qualcuno.

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Ogni mese 300 milioni di persone utilizzano Instagram, pubblicando miliardi di fotografie cui applicano filtri di vario tipo per ottenere effetti artistici. Le immagini sono di solito accompagnate da didascalie, e gli utenti che seguono un profilo possono dire la loro aggiungendo un commento e avviando una conversazione. Considerata la quantità di iscritti, Instagram è un buon punto di osservazione per capire l’impatto degli emoji sul modo in cui le persone comunicano online.

Nel loro post, i tecnici dell’applicazione spiegano che in alcuni paesi gli emoji sono estremamente popolari, tanto da essere usati più delle parole. In Finlandia, per esempio, il 63 per cento dei commenti lasciati su Instagram contiene un emoji, in Francia il 50 per cento e nel Regno Unito il 48 per cento. Gli emoji su Intagram sono usati molto anche in Italia e sono presenti nel 45 per cento dei commenti, stesso dato per la Russia. Negli Stati Uniti l’utilizzo è meno diffuso e si attesta intorno al 38 per cento.

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Capire come gli emoji vengono utilizzati dagli utenti è fondamentale per offrire sistemi di ricerca più accurati su Instagram. Per farlo i responsabili dell’applicazione hanno avviato diversi modelli e simulazioni per capire quale significato viene attribuito a ogni singolo disegno. Il problema è che ogni utente attribuisce a un emoji un significato piuttosto personale, oltre a quello classico che può rappresentare, come ad esempio il simbolo di un cuore. Lo studio per ora si è concentrato sulla lingua inglese e sugli emoji più utilizzati. Nell’immagine qui sotto sono mostrati i significati attribuiti dagli utenti.

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Quelli di Instagram hanno adattato diversi algoritmi per organizzare e valutare meglio l’andamento degli emoji nei commenti, studiando andamenti e pattern. Hanno anche preparato un grafico che mostra gli emoji organizzati a seconda dei loro rapporti e da cui emergono diversi sottoinsiemi, come quelli del cibo (a sinistra) o quelli legati alle attività lavorative (a destra). La rappresentazione è una semplificazione di un modello molto più complesso, di tipo semantico, che tiene in considerazione un centinaio di diversi livelli di interazione dei vari emoji, ma rende comunque l’idea.

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