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  • lunedì 20 aprile 2015

Le ricerche dei dispersi nel Canale di Sicilia

Ci sono 28 sopravvissuti e 24 corpi recuperati, un testimone dice che a bordo della barca ribaltata c'erano 950 migranti, il capitano della barca è stato arrestato

Dalla notte tra sabato e domenica, squadre di soccorso della marina italiana e di quella maltese sono al lavoro nel Canale di Sicilia per cercare centinaia di migranti dispersi in seguito al naufragio del loro barcone. I soccorritori sono riusciti a salvare 28 persone e hanno recuperato i corpi di altri 24 migranti che sono stati portati a Malta, al porto di La Valletta sulla nave Bruno Gregoretti della guardia costiera italiana. A bordo della nave è salito anche il personale medico per valutare le condizioni dei 27 superstiti che, ha detto Carlotta Sami, dell’Unhcr, «dovrebbero stare tutti bene». Non appena saranno terminate queste operazioni la nave Gregoretti dovrebbe ripartire per il porto di Catania, dove ieri è stato trasferito in elicottero uno dei sopravvissuti per una polmonite.

Secondo le testimonianze raccolte finora sul barcone c’erano tra le 500 e le 900 persone: se il dato fosse confermato si tratterebbe del più grave incidente nella storia recente del trasporto marittimo.

• Sono stati arrestati il capitano e un membro dell’equipaggio della barca ribaltata, che erano tra i 27 sopravvissuti arrivati in Sicilia lunedì sera. Sono accusati di traffico di esseri umani: sono stati individuati grazie alle testimonianze degli altri sopravvissuti, secondo cui il capitano è tunisino e il membro dell’equipaggio è siriano.

• Nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha parlato del naufragio di migranti di ieri, annunciando che in queste ore la marina italiana e quella maltese sono al lavoro per soccorrere altri due barconi nel Mediterraneo, che si stima trasportino circa 450 persone. Parlando del naufragio di domenica, Renzi ha parlato degli scafisti dicendo che “siamo in presenza di nuovi schiavisti, non è accettabile che se ne facciano carico solo Italia e Malta” e che “servono azioni mirate per distruggere un racket criminale che al momento è fuori ogni controllo”.

• Come richiesto da diversi leader europei, oltre a Renzi, un Consiglio europeo straordinario è stato convocato per giovedì 23 aprile per discutere di immigrazione. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha detto che “la situazione nel Mediterraneo è drammatica: non si può continuare così, non possiamo accettare che centinaia di persone muoiano quando attraversano il mare verso l’Europa e per questo ho deciso di convocare il vertice straordinario”. Nella sera di lunedì il Consiglio Affari esteri e il Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Unione Europea – composti dai ministri degli Esteri, degli Interni e della Giustizia degli stati membri della UE – ha approvato un piano in dieci punti per far fronte al problema dell’immigrazione nel Mediterraneo, e che verrà presentato giovedì al Consiglio europeo straordinario.

• Il naufragio di domenica è avvenuto a circa 100 chilometri a nord della costa libica e a 200 a sud dell’isola italiana di Lampedusa. La nave con i migranti ha inviato una richiesta di aiuto intorno alla mezzanotte di domenica e il Comando generale delle Capitanerie di porto ha chiesto a un mercantile portoghese che si trovava nella zona di raggiungere il barcone, in modo da prestare i primi soccorsi.

Le prime operazioni di soccorso (il video non ha audio)

• Secondo le testimonianze la nave era lunga una ventina di metri, era partita dall’Egitto e aveva poi caricato i migranti in un porto della Libia nei presi di Zuara. Negli spazi ristretti del barcone c’erano centinaia di persone: quando hanno visto arrivare il mercantile si sono agitate e spostate su un lato della nave causandone il ribaltamento, ha spiegato il comandante del mercantile portoghese. Le prime operazioni di recupero sono state complicate dal buio e dal freddo, molti migranti si sono fatti prendere dal panico, altri non sapevano nuotare.

• I responsabili del mercantile portoghese non hanno saputo fornire una stima precisa di quante persone potessero essere a bordo del barcone. Le stime parlano di almeno 500-700 persone, ma un migrante originario del Bangladesh trasportato in elicottero in un ospedale di Catania ha detto che sulla nave c’erano circa 950 persone, tra cui una cinquantina di bambini e circa 200 donne. Molti erano stati chiusi nella stiva, ha detto il testimone, e questo potrebbe avere complicato l’evacuazione della barca dopo il suo rovesciamento, ma queste informazioni non sono state ancora confermate dalle autorità italiane che stanno indagando sul naufragio.

• Nelle operazioni di ricerca e di soccorso sono state impegnate 17 navi della marina italiana e di quella maltese, mercantili di passaggio, pescherecci e alcune imbarcazioni dell’operazione Triton, organizzata dall’agenzia europea per il controllo dei confini (Frontex).

• Nel pomeriggio di domenica il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha partecipato a una riunione con i ministri degli Esteri, dell’Interno, della Difesa e delle Infrastrutture insieme a rappresentanti dell’Esercito per fare il punto sulla situazione. In seguito ha tenuto una conferenza stampa dove ha spiegato che l’incidente si sarebbe verificato anche se fosse stata ancora attiva l’operazione italiana Mare Nostrum, che prevedeva risorse e un impegno maggiore per le attività di soccorso in mare a carico dell’Italia prima di essere sostituita con Triton (quali sono le differenze tra Mare Nostrum e Triton?).

• Nella riunione di oggi del consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione in Lussemburgo uno degli argomenti in discussione sono le prime misure da assumere per affrontare il tema dei migranti nel Canale di Sicilia. Le leggi europee sono piuttosto rigide su questo tema, hanno spiegato diversi osservatori, quindi non sarà semplice trovare soluzioni in tempi rapidi. Nel pomeriggio, sempre in Lussemburgo, arriveranno anche i ministri degli Interni dei ventotto paesi dell’Unione europea per un incontro di emergenza con i ministri degli Esteri sul tema dell’immigrazione.

 

• Nella notte tra domenica e lunedì sono state arrestate 24 persone tra le province di Palermo, Agrigento e Catania. I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno individuato un’organizzazione transnazionale composta da eritrei, etiopi, ivoriani, guineani e ghanesi che gestisce la tratta degli immigrati garantendo le coperture necessarie per arrivare in Sicilia e da qui transitare verso il nord Italia oppure in Svezia, Norvegia e Germania. Il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, parlando durante una conferenza stampa, ha spiegato di non avere elementi sufficienti per dire che la banda scoperta è coinvolta anche nell’ultimo viaggio e naufragio avvenuto tra sabato e domenica.

• Si stima che nei primi 4 mesi del 2015 siano morti circa 900 migranti, a confronto dei 96 morti nello stesso periodo del 2014. La differenza è in parte dovuta al fatto che la stagione invernale quest’anno è stata meno rigida, cosa che ha anticipato i primi viaggi dei migranti. Se dovessero essere confermati i 700-900 morti della notte tra sabato e domenica, i migranti morti finora quest’anno passerebbero a 1.600-1.800, la cifra più alta di sempre. Nel naufragio a pochi chilometri da Lampedusa dell’ottobre 2013 erano morte 366 persone.

• L’Alto commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha detto che il naufragio potrebbe essere il più grave nella storia degli attraversamenti del Mediterraneo da parte dei migranti. Un portavoce del segretario generale dell’ONU, Ban Ki-Moon, ha detto che “queste morti ci ricordano con urgenza la necessità di aumentare in modo significativo le capacità di soccorso nel Mediterraneo”.

• Il presidente francese François Hollande ha chiesto che siano impegnate più navi e più risorse per contrastare il “traffico di vite umane” nel Mediterraneo. Secondo il primo ministro di Malta, Joseph Muscat, l’Unione Europea e il resto della comunità internazionale saranno giudicati dalla storia se continueranno a “chiudere gli occhi” sul problema dei migranti. Il primo ministro britannico, David Cameron, ha detto di sostenere la richiesta di Renzi di organizzare una riunione di emergenza dei leader europei per parlare di immigrazione.

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