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  • mercoledì 15 Aprile 2015

La nazionale italiana di rugby contro il presidente della FIR

Alfredo Gavazzi ha detto che vuole «una squadra di rugbisti, non di pensionati», ottenendo in risposta diversi tweet con l'hashtag #portacirispetto

Nelle ultime ore diversi giocatori della nazionale italiana di rugby hanno pubblicato dei tweet contenenti un hashtag critico nei confronti di Alfredo Gavazzi, il presidente della Federazione Italiana Rugby (FIR). In una conferenza stampa tenuta venerdì 10 aprile, Gavazzi aveva parlato dei possibili miglioramenti della nazionale italiana di rugby. Tra le altre cose ha detto: «io voglio una squadra di rugbisti, non di pensionati. Non sono io a essere finito al 15esimo posto [del ranking mondiale delle nazionali di rugby], ma loro». Qualche giorno dopo la conferenza stampa, i giocatori della nazionale hanno cominciato a fare diversi tweet con l’hashtag #portacirispetto, associato a una frase simile a quella pronunciata da Gavazzi.

 

 

 

Nella conferenza stampa Gavazzi ha anche suggerito di eliminare il cosiddetto “gettone di presenza” per cui ogni giocatore che partecipa a una partita del torneo dei Sei Nazioni, secondo la Gazzetta dello Sport, ottiene automaticamente 6500 euro. Gavazzi ha proposto di sostituire il “gettone” con dei «premi partita» per motivare meglio i giocatori, senza però specificare meglio la sua proposta.

La nazionale di rugby è stata molto criticata in seguito all’ultimo torneo del Sei Nazioni, uno dei più importanti al mondo per le nazionali di rugby, in cui l’Italia ha fatto una figura modesta (ha vinto una sola partita contro la Scozia, e fra le altre cose ha perso 29-0 contro la Francia, che è arrivata quarta). Nei giorni successivi al Sei Nazioni sono circolate diverse critiche anche alla gestione della stessa federazione, accusata di avere finanziato eccessivamente la nazionale e aver lasciato da parte le piccole società. È già noto inoltre che l’attuale allenatore della squadra, il 61enne francese Jacques Brunel, lascerà la squadra dopo il Sei Nazioni del 2016, ma non è ancora chiaro chi lo sostituirà. L’Italia partecipa al Sei Nazioni dal 2000, e da allora non è mai riuscita ad arrivare fra le prime tre classificate (al contrario della squadra femminile, che nell’edizione del 2015 è arrivata terza). Oggi l’Italia è 15esima nel ranking mondiale, mentre le altre cinque partecipanti fanno parte delle prime dieci classificate.

foto: Laurence Griffiths/Getty Images