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  • mercoledì 1 aprile 2015

La prima ministra del Perù si è dimessa

Ana Jara è stata sfiduciata dal Parlamento dopo le accuse della stampa ai servizi segreti, che monitoravano da anni imprenditori, politici all'opposizione e migliaia di cittadini

Ana Jara, prima ministra del Perù, è stata sfiduciata da un voto del Congresso ed è stata costretta a dare le dimissioni. Jara era stata nominata nel luglio del 2014 e fa parte del Partito Nazionalista Peruviano (PNP), lo stesso del presidente Ollanta Humala. Una mozione parlamentare di censura contro di lei era stata chiesta all’inizio di marzo dall’opposizione ed è stata discussa il 30 marzo: ci sono stati 72 voti a favore, 42 contrari e due astensioni. L’ultimo caso di censura nei confronti di un primo ministro era avvenuto in Perù più di cinquant’anni fa.

Ana Jara era stata coinvolta in un caso che riguardava i servizi segreti del paese (Dirección Nacional de Inteligencia, DINI): lo scorso 19 marzo il giornale peruviano Correo Semanal aveva scritto in un articolo che l’agenzia monitorava sistematicamente da tempo imprenditori, politici dell’opposizione, militari, giornalisti e anche le loro famiglie. Il giornale aveva anche pubblicato un elenco che comprendeva migliaia di persone. Il giorno dopo la diffusione della notizia, la prima ministra aveva chiesto e ottenuto le dimissioni del direttore dei servizi segreti e di altri funzionari importanti, ordinando un’indagine approfondita e negando di aver mai ordinato la sorveglianza o di aver utilizzato le informazioni raccolte. L’opposizione ha però chiesto il voto per la rimozione di Ana Jara, accusata di non essere riuscita a controllare l’agenzia. I membri del governo e del partito della prima ministra hanno invece sostenuto che Jara è stata trasformata in un capro espiatorio e hanno denunciato la mossa come un «agguato politico».

Il presidente del Perù, Ollanta Humala, dovrà ora nominare un primo ministro, che dovrà essere a sua volta approvato dal Congresso. Si tratterà del settimo primo ministro nominato nei suoi quattro anni di mandato presidenziale, iniziato nel 2011. Alcuni analisti sostengono che questa instabilità politica sta mettendo in crisi il presidente stesso e dimostra che la sua influenza sta diminuendo. Un recente sondaggio condotto da Ipsos mostra che l’indice di gradimento di Humala è sceso al 25 per cento. Il Perù è una repubblica presidenziale: il presidente, cui spetta il potere esecutivo, è il capo dello Stato e del governo e viene eletto ogni cinque anni.

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