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  • domenica 25 Gennaio 2015

Il calcio di Cantona a un tifoso, 20 anni fa

Storia del gesto che ha contribuito a creare il mito di uno dei calciatori più talentuosi e controversi della storia (e di tutti i guai che arrivarono dopo)

Il 25 gennaio del 1995, esattamente vent’anni fa, il leggendario attaccante francese Éric Cantona attaccò violentemente un tifoso del Crystal Palace durante una partita di Premier League, tirandogli un calcio e un pugno nel giro di pochi secondi. L’episodio è uno dei più famosi nella storia del calcio europeo e probabilmente il più noto fra quelli che riguardano Cantona, uno dei calciatori più controversi di sempre. Cantona era un giocatore speciale, con un pessimo carattere: a 25 anni, nel 1991, stava per ritirarsi dal calcio agonistico a causa dell’ennesima squalifica rimediata per avere lanciato la sua maglietta contro l’arbitro. Invece si trasferì in Inghilterra, dove nel Manchester United vinse poi quattro campionati in cinque anni diventando una “bandiera” della squadra.

Il video del calcio di Cantona circolò moltissimo, e ancora oggi è ricordato come uno dei peggiori episodi di violenza di un calciatore nei confronti di un tifoso: Cantona, a causa di quel gesto, fu squalificato per nove mesi e condannato per aggressione dalla giustizia civile a 120 ore di lavoro socialmente utile. Anche il tifoso del Crystal Palace fu condannato a una settimana di prigione per avere provocato Cantona con parole e gesti offensivi (poco prima della fine del processo prese anche per il collo il magistrato dell’accusa). La cosa contribuì a ridimensionare l’incidente. Nelle due stagioni successive alla squalifica, Cantona fu uno dei giocatori più importanti del leggendario Manchester United di quegli anni, che fra il 1995 e il 1997 vinse due Premier League, una Coppa d’Inghilterra e un Charity Shield. Cantona si ritirò nel 1997, a circa due anni e mezzo dalla squalifica, a poco più di 31 anni.

Chi è Cantona
Cantona non era un giocatore facile. Sin dai primi anni, in Francia, era considerato un attaccante di gran talento ma dal pessimo carattere. Dopo aver segnato 27 gol in due anni con l’Auxerre, fra il 1986 e il 1988, fu comprato nel 1988 dal Marsiglia, di cui era tifoso. Non si trovò bene: pochi mesi dopo, nel gennaio del 1989, strappò la maglietta della squadra e la gettò via durante un’amichevole con la Torpedo Mosca. Passò il successivo anno e mezzo in prestito al Bordeaux e al Montpellier, dove le sue ottime prestazioni convinsero il Marsiglia a riprenderselo. La stagione successiva, a causa però di alcuni contrasti con l’allenatore Raymond Goethals, Cantona fu venduto al Nîmes, con il quale durante una partita nel dicembre del 1991 lanciò la palla verso il pubblico e tirò la propria maglietta all’arbitro. Dopo aver ricevuto una squalifica di un mese per quell’episodio, insultò i giudici sportivi, che gli prolungarono la sospensione dall’attività agonistica per altri due mesi. Cantona annunciò quindi il suo ritiro dal calcio giocato, a 25 anni.

Si dice che fu l’allora allenatore della Francia Michel Platini, fra gli altri, a convincerlo a tornare a giocare. Cantona fu acquistato dal Leeds, una delle squadre inglesi più forti di allora, con cui alla prima stagione in Inghilterra riuscì a vincere il campionato, nel 1992. Alla fine della stagione, ha scritto ESPN, il Leeds lo «scaricò» al Manchester United:  Howard Wilkinson, l’allenatore del Leeds, disse che Cantona «non era pronto a tollerare le regole e i limiti validi per tutti gli altri». Al Manchester United, Cantona diventò il giocatore forte che oggi tutti ricordano: dotato di eccezionali capacità tecniche, divenne anche estremamente efficace nella zona del campo vicino alla porta. Nelle prime due stagioni al Manchester United segnò 34 gol, aiutando la squadra a vincere per due volte di seguito la Premier League. Da ex promessa non mantenuta, Cantona divenne rapidamente uno dei giocatori più forti in Europa: nel corso della stagione 1993-1994 segnò 25 gol e arrivò terzo nella classifica del Pallone d’Oro, dietro al vincitore Roberto Baggio e a Dennis Bergkamp.

Quel giorno
A metà della stagione 1994-1995, il Manchester United campione in carica si stava giocando la Premier League con il Blackburn, la sorpresa del campionato. Il 25 gennaio, il Manchester andò a giocare in casa del Crystal Palace, una delle squadre minori di Londra. In tribuna, allo stadio, c’era anche il presidente dell’Inter Massimo Moratti, molto interessato a Cantona.

Il compito di marcare Cantona fu dato al 27enne difensore inglese Richard Shaw, noto per la sua irruenza e la sua marcatura aggressiva. John Salako, un ex calciatore del Crystal Palace, ricorda che durante quella partita Shaw «non diede tregua» a Cantona. Iain Dowie, un altro ex giocatore del Crystal Palace, ricorda che Shaw era «il tipico difensore che ti prende per la maglietta. Poiché non era grossissimo, ti stava addosso, scalciava, si appendeva, spingeva, tirava, spintonava». Alla fine del primo tempo, Cantona si lamentò con l’arbitro Alan Wilkie del fatto che Shaw non fosse ancora stato ammonito. Anche il leggendario allenatore del Manchester United, Alex Ferguson, si rivolse a Wilkie chiedendosi perché non stesse facendo «il suo fottuto lavoro».

A tre minuti dall’inizio del secondo tempo, dopo un rinvio del portiere del Manchester United, Cantona si liberò dalla marcatura di Shaw tirandogli un calcio. Wilkie si avvicinò a lui e lo espulse. Cantona si avviò pigramente fuori dal campo, fermandosi nei pressi della panchina del Manchester United ma venendo ignorato da Ferguson. Mentre rientrava negli spogliatoi, improvvisamente, prese la rincorsa e colpì con un calcio a mezz’aria un tifoso del Crystal Palace, successivamente identificato come il 20enne Matthew Simmons. Dopo avergli dato un calcio, Cantona si rialzò piuttosto goffamente e gli tirò un pugno, sebbene dalle immagini non sia chiaro se lo abbia davvero colpito. Cantona fu poi portato fuori dai suoi stessi compagni.

(una versione più estesa dell’azione precedente al calcio)

Ancora oggi non è chiaro cosa Simmons abbia urlato a Cantona. All’epoca, Simmons raccontò di aver preso in giro Cantona dicendogli che avrebbe fatto la doccia prima del previsto. Secondo altre testimonianze riportate dal Guardian, Simmons avrebbe urlato «tornatene affanculo in Francia, bastardo di un francese». In un’intervista successiva, Cantona ha spiegato: «la gente ti dice cose del genere un milione di volte, e un giorno, improvvisamente, tu non le accetti più. Perché? Non si tratta di quelle parole in particolare. Si tratta di una sensazione che provi in quel momento. Reagisci in un giorno preciso, ma le parole sono le stesse che hai sentito milioni di volte: e quindi è impossibile prevedere quando uno possa reagire». Ferguson ha raccontato che una volta tornato a casa, dopo la partita, suo figlio gli chiese se volesse riguardare la scena del calcio, dato che aveva registrato la gara alla televisione. Ferguson rifiutò e andò a letto. In seguito, però, ha raccontato: «non riuscivo a dormire. Mi alzai alle tre di mattina e vidi il video. Rimasi scioccato».

Cantona fu immediatamente sospeso dal Manchester United e multato con 20mila sterline. La Federazione inglese prolungò la sospensione dai campi fino ad ottobre e aggiunse altre diecimila sterline di multa. Per quanto riguarda la giustizia civile, Cantona vinse un appello per ridurre la pena da due settimane di detenzione a 120 ore di servizi socialmente utili. Durante una conferenza stampa tenuta dopo la sentenza, pronunciò una delle frasi più famose nella storia del calcio, probabilmente riferita all’eccessivo interesse dei media nei suoi confronti (e giustificato in parte dai suoi comportamenti): «quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine».

Il Blackburn, quell’anno, vinse il campionato per la terza volta nella propria storia, la prima dopo ottantuno anni (oggi gioca in Championship, l’equivalente della Serie B inglese). Moratti, in un’intervista recente al Corriere della Sera, ricorda che non acquistò Cantona perché con quel calcio durante la partita «l’aveva combinata grossa», e perché Cantona aveva deciso di rimanere a Manchester nonostante la sospensione.

Cantona oggi fa il direttore sportivo dei New York Cosmos – una squadra di calcio di New York. Nel 2009 ha recitato in un film di Ken Loach incentrato su di lui e nel 2010 ha provato ad avviare una specie di rivoluzione contro le banche. Simmons, in un’intervista del 2009, ha detto che quell’incidente gli ha «rovinato la vita» e che in seguito ha avuto diverse difficoltà a trovare lavoro e a mantenersi economicamente.

foto: PA Wire