Due di noi

Il progetto di un fotografo cinese nato negli anni Ottanta affronta la solitudine dei ragazzi della sua generazione, una delle prime a essere regolata dalla politica del figlio unico

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Fan Shi San è un fotografo cinese che vive e lavora a Shangai, ha trent’anni ed è nato nella provincia del Sichuan, nel sud ovest della Cina. Appartiene a una delle prime generazioni fortemente regolate dalla politica demografica del figlio unico, avviata in Cina dal leader supremo Deng Xiaoping a partire dal 1979, e che permetteva alle coppie di avere un solo figlio (era una misura istituita per controllare l’aumento della popolazione). Uno dei progetti fotografici più recenti di Fan Shi San si chiama “Two Of Us” (“Due di noi”) e mostra alcuni ragazzi soli insieme a dei loro “doppioni”: ciascuno dei modelli usati nelle fotografie è stato sdoppiato utilizzando un’altra fotografia scatta nello stesso ambiente, e il risultato finale è una fotografia unica che mostra una sorta di coppia di gemelli indistinguibili l’uno dall’altro. Spiegando le fonti di ispirazione di questo progetto, Fan Shi San ha descritto la sua generazione come la più solitaria nella storia del paese.

Nel dicembre del 2013 la Cina ha parzialmente modificato la politica del figlio unico, all’interno di un piano più ampio di riforme introdotte dal presidente Xi Jinping. In base a questa riforma – che non annulla ma di fatto allenta molto la politica del figlio unico – le coppie possono attualmente avere due figli se uno dei due genitori o entrambi i genitori sono figli unici. La legge sul figlio unico permetteva alle coppie dei centri urbani di avere un solo figlio e alle coppie delle campagne di avere due figli, se il primo figlio era femmina: di fatto, circa un terzo dell’attuale popolazione cinese (1,3 miliardi di persone) non poteva avere un secondo figlio senza incorrere in una multa. Secondo diversi commentatori, la politica del figlio unico aveva non soltanto provocato un progressivo invecchiamento della popolazione, ma anche aumentato significativamente i casi di aborto “forzato”, di infanticidio femminile e di occultamento delle nascite di figlie femmine.

Per cercare di far comprendere lo stato d’animo con cui molti ragazzi della sua generazione sono cresciuti in Cina, una volta Fan Shi San ha raccontato un episodio della sua infanzia. Durante le scuole elementari, il suo insegnante di matematica – un tipo molto severo, che dava sempre compiti difficilissimi – diede un compito per casa molto complicato, che nessuno riuscì a svolgere. Il giorno dopo Fan Shi San e tutti i suoi compagni di classe furono colpiti con una bacchettata sul palmo delle mani, uno per uno, come forma di punizione per la loro incapacità di fare il compito che era stato loro assegnato. «All’epoca eravamo convinti di essere nel torto noi, perché non eravamo riusciti a capire il compito e quindi meritavamo la punizione, e soltanto in seguito capii che non era colpa nostra se non avevamo capito», ha detto Fan Shi San. «Essere figlio unico è la stessa cosa. È una cosa innaturale ma eri portato a pensare che fosse corretto così».

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