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  • venerdì 22 agosto 2014

Hamas ha ucciso 18 “informatori” di Israele

Alcuni sono stati uccisi in una piazza di Gaza City, davanti a una moschea, altri in una stazione di polizia; intanto un razzo ha ucciso un bambino israeliano

Hamas, l’organizzazione politica e militare che governa la Striscia di Gaza, ha annunciato di aver ucciso 18 persone sospettate di essere “informatori” di Israele. Sette persone sono state uccise in una piazza di Gaza City, davanti alla folla che usciva da una moschea: avevano le mani legate dietro la schiena e un cappuccio sul volto. Altre undici persone sono state uccise in una stazione di polizia questa mattina, ha dichiarato Hamas; due di loro erano donne. Si tratta del più alto numero di sospetti informatori uccisi in un singolo giorno da quando Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza nel 2007.

 

Hamas ha spiegato che le esecuzioni sono arrivate in risposta ai raid aerei israeliani che nei giorni scorsi hanno ucciso tre importanti leader delle brigate Al Qassam, l’ala militare di Hamas. I media controllati da Hamas hanno annunciato che questo è soltanto l’inizio e che gli altri collaboratori di Israele saranno «strangolati». Hamas ha rivendicato le esecuzioni pubbliche, sostenendo che procederà a uccidere i collaboratori, piuttosto che processarli, per creare un effetto “deterrente”.

Dopo una settimana di tregua la Striscia di Gaza è tornata sotto attacco martedì 19 agosto quando il lancio di alcuni razzi da parte delle milizie palestinesi ha interrotto il cessate il fuoco. In questi giorni gli attacchi palestinesi contro Israele sono stati particolarmente intensi: mercoledì Israele è stata colpita dal più alto numero di razzi dall’inizio dell’operazione Margine di protezione, lo scorso luglio. Venerdì 22 agosto un colpo di mortaio sparato dalla Striscia di Gaza ha ucciso un bambino di 4 anni in un kibbutz nel sud di Israele. Si tratta del quarto morto civili dall’inizio dell’operazione. Negli scontri sono morti anche 64 soldati israeliani e circa 2 mila palestinesi.

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