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  • giovedì 21 agosto 2014

Israele ha ucciso tre leader di Hamas

Intanto dalla Striscia di Gaza sono stati sparati più di 200 razzi da quando martedì è finita la tregua; Israele ha risposto colpendo 150 obiettivi palestinesi

Mercoledì 20 agosto un attacco aereo israeliano a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, ha ucciso tre leader delle brigate Al-Qassam, l’ala militare di Hamas (avevamo spiegato qui le divisioni all’interno dell’organizzazione). Si tratta di Mohammed Abu Shamala, Mohammed Barhoum e Raed al-Attar, il più anziano dei tre. Secondo i servizi segreti israeliani, Shamala, uno dei tre leader uccisi, era tra gli organizzatori del rapimento del soldato israeliano Gilad Shalit, tenuto prigioniero da Hamas per cinque anni.

Secondo le autorità sanitarie palestinesi altre tre persone sono rimaste uccise nello stesso attacco. Da martedì, quando il cessate il fuoco è stato interrotto, dalla Striscia di Gaza sono stati sparati più di 200 razzi o colpi di mortaio contro Israele, si tratta del numero più alto di razzi lanciati dall’inizio dall’inizio di luglio, quando è cominciata l’operazione Margine di protezione. L’aviazione israeliana ha risposto colpendo circa 150 obbiettivi nella Striscia di Gaza e, nel pomeriggio di giovedì, richiamando in servizio 10 mila riservisti. Almeno un razzo è caduto vicino all’aeroporto internazionale di Tel Aviv. Dalla fine della tregua 22 palestinesi sono stati uccisi e altri cento sono stati feriti. Almeno un israeliano è stato ferito nella mattina di giovedì 21, non è ancora chiaro se in maniera grave. Al momento è in corso un massiccio attacco con razzi su tutta la parte meridionale e centrale di Israele e gli allarmi suonano circa una volta al minuto.

Mercoledì, nel corso di un altro attacco aereo, sono stati uccisi il figlio e la moglie di Mohammed Deif, dal 2002 leader delle brigate Al-Qassam. Dalle informazioni disponibili finora sembra che Deif sia sopravvissuto. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, l’uccisione dei leader militari palestinesi può mettere sotto pressione la leadership di Hamas, cambiando l’esito del conflitto. Dall’inizio di luglio l’esercito israeliano ha continuamente cercato di colpire i leader delle milizie palestinesi senza ottenere successi, almeno fino a mercoledì.

Gli attacchi tra Israele e milizie della Striscia di Gaza sono ricominciati martedì, quando il lancio di tre razzi dalla Striscia ha interrotto una tregua che era in vigore da una settimana. Subito dopo il lancio, l’aviazione israeliana ha ricominciato a colpire obiettivi nella Striscia, mentre il governo ha ritirato la sua delegazione che si trovava al Cairo, in Egitto, per discutere con le fazioni palestinesi un cessate il fuoco di durata più lunga.

I combattimenti erano cominciati lo scorso 8 luglio, quando Israele ha iniziato una serie di bombardamenti della Striscia in risposta al lancio di razzi. Dopo alcune settimane di bombardamenti, l’esercito israeliano è entrato nella Striscia con lo scopo ufficiale di distruggere i tunnel che raggiungono Israele e servono a portare avanti attacchi e incursioni. I combattimenti di terra sono durati fino ai primi giorni di agosto, quando l’esercito ha dichiarato di aver distrutto tutti i tunnel e si è ritirato sulle sue posizioni di partenza. Circa 2.000 palestinesi sono morti in un mese di combattimenti, mentre nello stesso periodo sono stati uccisi 66 israeliani, di cui due civili.

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