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  • venerdì 25 luglio 2014

A che punto è la crisi in Ucraina

Gli Stati Uniti dicono che la Russia ha attaccato postazioni ucraine, ci sono accuse di violazioni del diritto umanitario: il governo ucraino ha annunciato le dimissioni

Giovedì sera alcuni funzionari dell’amministrazione statunitense hanno detto che nell’ultima settimana la Russia ha sparato colpi di artiglieria contro diverse postazioni militari ucraine oltre il confine. Gli statunitensi hanno detto che le prime testimonianze di colpi di artiglieria sono arrivate dai social network, ma sono state poi confermate con un “alto livello di sicurezza” dalle agenzie di intelligence nazionali. Le accuse americane arrivano alla fine di una settimana in cui i rapporti tra Russia e Ucraina, quest’ultima appoggiata dagli altri paesi occidentali, sono peggiorati per le reciproche accuse sull’abbattimento del volo MH17. Secondo il Wall Street Journal, il livello dello scontro è tale che ci si avvicina sempre più a definire il conflitto “una guerra tra due paesi”.

Secondo l’amministrazione americana, che solo due giorni fa aveva diffuso nuove prove per dimostrare le responsabilità dei ribelli filo-russi nell’abbattimento del volo MH17, gli attacchi russi dimostrano la volontà del governo russo di fornire un più ampio sostegno ai separatisti che operano nell’Ucraina orientale. In generale, comunque, anche i rapporti tra Stati Uniti e Russia sono peggiorati notevolmente nell’ultima settimana: l’amministrazione americana ha imposto nuove sanzioni colpendo le attività finanziarie di alcune delle più grandi società russe, tra cui la petrolifera Rosneft.

Intanto l’organizzazione non governativa Human Rights Watch (HRW) ha diffuso due rapporti molti discussi riguardanti la crisi in Ucraina. Nel primo ha definito il lancio di missili Grad in zone controllate dai ribelli nella regione di Donetsk “una violazione del diritto internazionale umanitario e del diritto di guerra”. HRW si riferisce agli attacchi compiuti “apparentemente” dal governo ucraino e dalle milizie filo-governative tra il 12 e il 21 luglio, in cui sono rimasti uccisi anche 16 civili.

Le immagini contenute nel video sono molto esplicite, occhio

Nel suo secondo rapporto, HRW ha parlato del ritrovamenti di una fossa comune a Sloviansk, città della regione di Donetsk che per mesi è stata considerata il centro del separatismo filo-russo, ma che recentemente è stata riconquistata dall’esercito ucraino. Per ora i corpi recuperati dalla fossa sono otto, ma le ricerche stanno proseguendo e alla fine il numero potrebbe essere molto più alto.

Intanto prosegue anche la crisi politica nel governo ucraino, dove ieri il primo ministro Arseny Yatseniuk ha annunciato le sue dimissioni, che sono state poi estese a tutto il suo governo. Il motivo principale è stata l’uscita dalla coalizione di governo di due partiti, Udar, il partito di destra dell’ex pugile Vitaly Klitchko, e Svoboda, partito nazionalista di estrema destra. Venerdì è stato nominato primo ministro ad interim Volodymyr Groysman, attuale vice-primo ministro e ministro dello Sviluppo regionale e delle abitazioni. Non è ancora chiaro quando ci saranno nuove elezioni parlamentari.

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