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  • giovedì 24 luglio 2014

Le indagini sull’abbattimento del volo MH17

L'intelligence americana insiste ad accusare i ribelli filo-russi e ha diffuso nuovi dati e informazioni, ma mancano sempre molti pezzi alla storia

Mentre l’attenzione internazionale intorno al disastro del Boeing precipitato in Ucraina si concentrava sul rientro dei corpi dei passeggeri in Olanda, mercoledì 23 luglio l’intelligence statunitense ha diffuso nuove informazioni relative all’abbattimento del volo MH17, che proverebbero che l’aereo della Malaysia Airlines sia stato abbattuto da un missile lanciato “per sbaglio” dai ribelli separatisti ucraini con la complicità della Russia. Alcune fotografie satellitari, per esempio, mostrano una intensa attività in una base militare di Rostov, città meridionale della Russia vicino al confine con l’Ucraina: secondo alcuni funzionari dell’agenzia che coordina l’intelligence americana, le foto dimostrano che diversi separatisti dell’Ucraina orientale avrebbero ricevuto negli ultimi mesi addestramento militare in territorio russo. L’amministrazione statunitense ha detto di avere analizzato altri tipi di prove, come video e foto pubblicate sui social network, oltre che i dati di alcuni sensori che tracciano il percorso dei missili.

Ukrainian aircraft shot down by pro-Russian separatists

Le prove dai social network
L’Ufficio della National Intelligence ha detto di avere basato buona parte delle proprie analisi riguardo all’arma usata per abbattere il volo MH17 sulle fotografie e sui video pubblicati sui social network. Il sito dove è precipitato l’aereo è rimasto infatti inaccessibile per due giorni, perché i ribelli ne bloccavano l’entrata: ancora adesso non è stato messo in sicurezza, e i giornalisti e gli osservatori stranieri che vi si avvicinano sono sorvegliati da uomini armati. Dalle prime ricostruzioni giovedì 17 e dalle successive immagini circolate in internet dei resti dell’aereo, l’amministrazione americana ha concluso che l’arma che ha abbattuto l’aereo fosse un SA-11, un missile terra-aria sviluppato dall’Unione Sovietica a partire dal 1979 e poi dalla Federazione Russia. Questo tipo di missile, hanno sostenuto sia le autorità ucraine che quelle americane, è stato fotografato e filmato prima dell’abbattimento del volo MH17 mentre veniva trasportato in alcune città dell’Ucraina orientale vicino al luogo dove è poi precipitato l’aereo.

L’intelligence statunitense ha detto anche che ci sono delle “prove” che un sistema missilistico avanzato anti-aereo sia stato spostato in Ucraina orientale dalla Russia, e poi rimosso una volta che il volo MH17 è stato accidentalmente abbattuto (a riguardo non sono state però diffuse foto).

La base militare a Rostov
Rostov sul Don è il capoluogo dell’omonima regione russa: ha oltre 1 milione di abitanti, si trova a circa 100 chilometri dal confine con l’Ucraina orientale ed è la città in cui si trova l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych da quando ha lasciato Kiev per le proteste filo-europee dell’autunno e inverno scorsi. A Rostov l’intelligence statunitense ha individuato una base militare russa le cui attività si sono intensificate molto da giugno. Questa base, hanno detto alcuni funzionari americani, si è sviluppata come il principale centro di sostegno russo ai separatisti in Ucraina orientale: qui i ribelli sono stati addestrati ad attività militari non meglio specificate, e hanno ottenuto armi che poi hanno trasportato in territorio ucraino, tra cui carri armati e lanciamissili (i separatisti controllano da mesi praticamente tutta l’Ucraina orientale, per cui il passaggio di armi attraverso il confine tra Ucraina e Russia potrebbe essere stato piuttosto agevole).

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Quello che si sa per certo è che i separatisti filo-russi nel corso degli ultimi mesi hanno accumulato diverse armi piuttosto avanzate, che si ritiene siano state sequestrate all’esercito ucraino – come è successo per certo in passato con alcuni carri armati e armi leggere che si trovavano nelle centrali di polizia delle città conquistate nell’Ucraina orientale – o portate in Ucraina attraverso il confine con la Russia.

Le registrazioni telefoniche
Nei due giorni successivi all’abbattimento del volo MH17, le autorità ucraine avevano diffuso alcune registrazioni di conversazioni telefoniche tra persone che avevano identificato come separatisti filo-russi ed ex funzionari dell’intelligence russa: in queste conversazioni le persone coinvolte si attribuivano la responsabilità dell’abbattimento del volo. Le registrazioni non erano però state considerate troppo affidabili, specialmente perché negli ultimi mesi e in diverse occasioni il governo ucraino aveva fornito informazioni non corrette, con lo scopo di screditare i separatisti. Ora l’intelligence statunitense ha confermato di credere valide alcune di queste registrazioni, inclusa una in cui Igor Strelkov, ministro della Difesa dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, dice di avere abbattuto un aereo militare nella stessa zona e alla stessa ora in cui è precipitato il volo MH17.

Di Strelkov, che è un ex colonnello dei servizi segreti russi e sembra abbia avuto un ruolo anche nell’annessione della Crimea alla Russia, si era parlato molto nelle ore successive all’abbattimento del volo MH17. Verso le 17.50 di giovedì 17 Strelkov aveva scritto su VKontake – il più diffuso social network russo – che il suo gruppo aveva abbattuto un aereo cargo ucraino. Ma nessun aereo cargo era stato abbattuto in quelle ore. Il post su VKontake era stato cancellato poco dopo, ma alcuni giornalisti l’avevano recuperato e avevano ipotizzato quindi che i filo-russi avessero abbattuti il volo MH17 “per sbaglio”.

Altre informazioni
Uno dei comandanti ribelli più importanti, Alexander Khodakovsy, ha confermato mercoledì in un’intervista a Reuters che i separatisti avevano un missile antiaereo SA-11, cioè del tipo che l’amministrazione americana e diversi altri esperti dicono sia stato usato per abbattere il volo MH17. Khodakovsy, che poco dopo la pubblicazione dell’intervista ha detto a una televisione russa che le sue parole erano state male interpretate da Reuters, ha aggiunto che questo missile probabilmente era arrivato dalla Russia. Giovedì Reuters ha pubblicato il video di una parte dell’intervista con i sottotitoli in inglese, che conferma le prime dichiarazioni di Khodakovsy. L’ammissione di Khodakovsy è stata ripresa molto dai giornalisti che stanno seguendo le indagini sull’abbattimento del volo MH17, specialmente perché i ribelli avevano negato fino ad ora di essere mai stati in possesso degli SA-11 (questo era già stato messo in discussione in precedenza, comunque, visto che in un articolo del giugno scorso pubblicato dall’agenzia russa ITAR-TASS i ribelli dicevano di possedere questi missili).

Altra cosa: negli ultimi mesi i separatisti filo-russi avevano già abbattuto decine di aerei militari ucraini. Proprio la mattina di giovedì 17 il governo ucraino aveva accusato la Russia di aver abbattuto un aereo da guerra, e altri due aerei militari ucraini sono stati abbattuti ieri, mercoledì 23 luglio, in Ucraina orientale vicino al sito dove è precipitato il volo MH17. Anche per questa ragione i governi statunitense e ucraino, oltre che diversi giornalisti, credono plausibile che l’aereo della Malaysia Airlines sia stato abbattuto dai separatisti filo-russi con un missile SA-11 “per sbaglio”.

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