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  • domenica 20 luglio 2014

Chi sono i ribelli filo-russi?

Tra coloro che da giorni ostacolano le indagini sul volo MH17 ci sono ex colonnelli dei servizi segreti russi, cosacchi del Don e milizie locali: e controllano ancora buona parte dell'Ucraina dell'est

Secondo fonti dell’intelligence statunitense e secondo il governo ucraino, il volo MH17, un aereo di linea precipitato in Ucraina con 298 persone a bordo, è stato abbattuto dai ribelli filo-russi (qui potete leggere il liveblog con tutti gli aggiornamenti). Di certo c’è che i rottami dell’aereo sono caduti in un’area controllata dai filo-russi e che diversi miliziani armati sorvegliano la zona del disastro: si sa anche che gli stessi miliziani, tra la sera di sabato 19 e la mattina di domenica 20, hanno recuperato numerosi corpi dei passeggeri mentre impedivano agli osservatori dell’OSCE di iniziare le indagini. È meno chiaro chi siano esattamente questi ribelli e quanta parte dell’Ucraina stiano occupando.

Quello che è successo fino ad oggi, in breve
Lo scorso inverno in Ucraina diverse proteste di piazza hanno portato all’allontanamento dal potere del presidente filo-russo Viktor Yanukovich (il Parlamento ucraino ha votato poi formalmente la sfiducia). Nei giorni successivi la Russia ha cominciato a inviare truppe senza insegne identificative a occupare la penisola di Crimea, una repubblica autonoma all’interno dell’Ucraina dove una parte consistente della popolazione è di lingua russa. Dopo un contestato referendum la cui validità non è stata riconosciuta dalla comunità internazionale, la Crimea è stata annessa alla Federazione Russa. Negli stessi giorni nelle regioni orientali dell’Ucraina sono cominciate una serie di proteste filo-russe e contro il nuovo governo ucraino. In queste zone una cospicua minoranza della popolazione è di lingua russa. Non è chiaro quanto siano state spontanee le manifestazioni e quale sia stato il ruolo della Russia nelle proteste che ne sono seguite. A marzo gli scontri tra filo-russi ed esercito ucraino sono diventati sempre più violenti: ad aprile diversi uomini armati hanno cominciato ad assaltare un numero sempre maggiore di palazzi governativi e di stazioni della polizia ucraina in diverse zone dell’Ucraina orientale.

Le due repubbliche
Nel corso del mese di aprile i manifestanti si sono organizzati con una struttura gerarchica di tipo militare e hanno proclamato la nascita di due repubbliche autonome: la Repubblica Popolare di Donetsk, fondata il 7 aprile, e la Repubblica Popolare di Lugansk, fondata il 27 aprile. A maggio queste due repubbliche si sono unite nella “Federazione della Nuova Russia”, che reclama gran parte dei territori dell’Ucraina orientale. In realtà gli uomini delle due repubbliche e della federazione controllavano un territorio non molto esteso, grossomodo simile a quello delle regioni di Donetsk e Luhansk: un’area grande all’incirca come Veneto e Lombardia e con una popolazione di circa sei milioni di abitanti.

Né le due repubbliche né la federazione sono state riconosciute da alcuno stato, anche se nei loro territori si sono tenuti dei referendum sull’indipendenza molto contestati (non erano presenti osservatori internazionali). Non è chiaro quanto i leader delle due repubbliche abbiano il controllo dei loro territori e quanto siano in grado di amministrarli, svolgendo le funzioni di cui di solito si occupano i governi civili. A quanto pare le formazioni ribelli sono composte da diversi gruppi, tra cui molti sono ucraini di lingua russa, ma molti altri sono cittadini russi. Questi gruppi sono spesso ben armati grazie agli equipaggiamenti sottratti all’esercito ucraino. Molti esperti, però, ritengono che le armi migliori e più avanzate siano state fornite direttamente dalla Russia.

Ma chi sono i ribelli?
Si calcola che, al momento, i ribelli filo-russi possano contare su 10-20 mila uomini armati che hanno le provenienze più disparate. Alcuni dei leader e dei personaggi più importanti tra i ribelli arrivano dalla “Repubblica di Donetsk”, un’organizzazione separatista fondata nel 2005 e nel 2007 dichiarata un’organizzazione terroristica dal governo ucraino. Negli ultimi mesi, però, sono comparsi molti personaggi che fino a poche settimane prima erano quasi del tutto sconosciuti all’opinione pubblica ucraina. Uno di questi è Denis Pushilin, un politico dell’Ucraina orientale di 33 anni che per breve tempo è stato presidente della Repubblica Popolare di Donetsk (a maggio si è dimesso ed è fuggito in Russia). Una figura di grande importanza al momento sembra essere Pavel Gubarev, 31 anni, anche lui nato in Ucraina orientale e ora Governatore del Popolo della Repubblica di Donetsk.

Ma tra coloro che animano le milizie filo-russe ci sono anche personaggi più misteriosi, che sembrano usciti da un romanzo di spionaggio. Uno di questi è Igor Strelkov (pseudonimo di Igor Girkin), un cittadino russo che attualmente è al comando delle Milizie Popolari del Donbass, la principale formazione armata dei ribelli. A quanto pare, Strelkov è un ex colonnello dei servizi segreti russi e avrebbe avuto un ruolo anche nell’annessione della Crimea. Strelkov non è l’unico straniero ad aver un ruolo nelle milizie filo-russe. Secondo diverse fonti migliaia di ultra-nazionalisti ed ex-veterani russi combattono nell’Ucraina orientale. Accanto a loro ci sono numerosi volontari provenienti dalla Cecenia, dalle repubbliche di Ossezia e Abcasia e da altre zone del Caucaso. Ci sono anche numerosi cosacchi del Don, molti dei quali di nazionalità russa. Uno di loro è il protagonista di un’intercettazione radio (non si sa ancora con certezza se autentica o meno) in cui alcuni ribelli parlano dell’abbattimento del volo MH17.

Non è chiaro quanto queste formazioni molto eterogenee rispondano ai loro capi e nemmeno quanto rispondano alla Russia, anche se sembra certo che in più di un’occasione hanno ricevuto un aiuto proprio da parte del governo russo. I ribelli sono dotati per esempio di armi molto avanzate, alcune delle quali probabilmente sequestrate all’esercito ucraino, altre fornite dalla Russia (ci sono molte prove di passaggi di armi e veicoli pesanti attraverso il confine russo verso le zone controllate dai ribelli). Tra queste armi, secondo alcune fonti dell’intelligence, potrebbero esserci anche i lanciamissili Buk, il tipo di arma ritenuto da molti responsabile dell’abbattimento del volo MH17.

Com’è la situazione oggi?
Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio ci sono stati una serie di scontri tra l’esercito ucraino e i ribelli in gran parte causati dai tentativi dei ribelli di ingrandire il territorio sotto il loro controllo. Ci sono stati anche molti attacchi, non particolarmente intensi ed estesi, dell’esercito ucraino verso le basi in mano ai filo-russi. L’offensiva dell’esercito ucraino è diventata più decisa dopo l’elezione del nuovo presidente ucraino Petro Porošenko del 25 maggio scorso.

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Nell’ultimo mese, dopo aver proclamato un cessate il fuoco unilaterale, l’esercito ucraino ha ulteriormente intensificato gli attacchi, utilizzando spesso aerei e artiglieria, mentre l’appoggio russo ai ribelli sembra che sia diminuito. I primi giorni di luglio l’esercito ucraino è riuscito a conquistare Sloviansk, città della regione di Donetsk considerata per diversi mesi la roccaforte del separatismo filo-russo in Ucraina oreintale. Nelle ultime settimane il territorio controllato dai filo-russi si è ristretto sempre di più. Secondo le ultime notizie, gran parte dei filo-russi si sarebbe concentrato a Donetsk e avrebbe cominciato a fortificare la città.

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