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  • lunedì 7 Luglio 2014

Il processo Pistorius sta finendo

La difesa ha esaurito i testimoni, si va verso le arringhe finali: intanto si discute di due perizie psichiatriche e di un video in cui Pistorius "recita" l'omicidio

Lunedì 7 luglio è stato il 38esimo giorno di udienze nel processo contro Oscar Pistorius, 27enne noto atleta paralimpico sudafricano e prima persona a partecipare alle Olimpiadi con due protesi al posto della gambe, che gli furono amputate quando aveva un anno. Pistorius è accusato dell’omicidio doloso della sua fidanzata, la modella sudafricana Reeva Steenkamp, avvenuto nella loro abitazione il 13 luglio 2013. Che sia stato Pistorius a ucciderla – con quattro colpi di pistola, sparati attraverso la porta del bagno – non è in discussione: ma la sua versione è che si sia trattato di un incidente, e che sparò perché credeva fosse entrato un ladro in casa.

Il processo è iniziato il 3 marzo 2014 e sin dal primo giorno Pistorius si è dichiarato innocente. Ha avuto la possibilità di raccontare per la prima volta la sua versione della storia fra il 7 e l’8 aprile 2014: in quell’occasione ha ricordato che quella sera, dopo essere andati a letto assieme alle 22 dopo una cena, si svegliò a causa del caldo, e in seguito di essere sceso dal letto e di aver sentito un rumore della finestra del bagno. A quel punto avrebbe preso da sotto il letto la pistola, avrebbe urlato ai presunti ladri di andarsene e sentendosi vulnerabile perché senza protesi (e «per paura di essere attaccato») avrebbe sparato i 4 colpi attraverso la porta del bagno. La versione dell’accusa è invece che Pistorius abbia ucciso la fidanzata alla fine di un violento litigio.

Il processo è ormai nella sua fase conclusiva. La giornalista Claire Phipps, che sta seguendo il caso per il Guardian, ha scritto che l’avvocato difensore di Pistorius è vicino a concludere i propri lavori – oggi ha chiamato l’ultimo testimone: Wayne Derman, un medico che supervisionò la squadra paralimpica sudafricana del 2012 – e che questo potrebbe avvenire l’8 luglio. Spiega Phipps che «in quel momento potrebbe essere concordata una data fra accusa e difesa per le arringhe finali: potrebbero tenersi in una data compresa fra le quattro e le sei settimane da ora». Pistorius sarà giudicato da un solo giudice, Thokozile Matilda Masipa: i processi con giuria furono aboliti in Sudafrica nel 1969 a causa del grande pregiudizio razziale che divideva il paese. Nel caso venga riconosciuto colpevole, spiega BBC News, rischia circa 15 anni di carcere (secondo altri, però, addirittura l’ergastolo).

Cos’è venuto fuori, recentemente
Negli ultimi giorni il processo è ruotato attorno ai risultati degli esami psichiatrici a cui Pistorius è stato sottoposto a partire dal 26 maggio 2014, per determinare se al momento dell’uccisione soffrisse di un qualche disturbo mentale o fosse pienamente cosciente. Gli esami sono stati condotti al Weskoppies Psychiatric Hospital di Pretoria, in Sudafrica. Ne sono venuti fuori due report, entrambi discussi durante il processo. Nel primo, lungo una sola pagina e compilato da uno psichiatra statale, uno nominato dalla difesa e uno dalla corte, è stato riportato che «al tempo del presunto reato, l’accusato non soffriva di nessuna malattia mentale che incidesse sulle sua capacità di distinguere la natura giusta o sbagliata delle sue azioni».

 

Una seconda perizia più dettagliata, compilata dallo psicologo clinico Jonathan Scholtz, ha concluso invece che Pistorius soffre di sindrome da stress post traumatico e di una grave depressione. Fra le altre cose, come raccontato dagli avvocati difensori di Pistorius, viene riportato:

«C’è una divisione nella sua personalità: da una parte c’è una persona disabile e in difficoltà, dall’altra una persona forte fisicamente che ottiene successi oltre ogni aspettativa e ne riceve una ricompensa sia sul piano interiore sia sul piano interpersonale. […] Pistorius è attualmente sotto cura e deve continuare a ricevere attenzioni cliniche da parte di uno psichiatra e di uno psicologo clinico per curare la propria condizione. Non dovesse ricevere attenzioni cliniche, è probabile che le sua condizioni peggiorerebbero e il rischio di un suicidio aumenterebbe».

La linea della difesa, come spiega il Wall Street Journal, è insomma «ritrarre Pistorius come un uomo ansioso e timoroso, acutamente consapevole della propria disabilità. Stanno cercando di mostrare questi suoi sentimenti per dimostrare che Pistorius si sarebbe sentito straordinariamente a disagio nel caso si fosse imbattuto un intruso, e che avrebbe avvertito il bisogno di proteggersi».

Un’altra cosa di cui si sta discutendo molto è un video andato in onda sabato 6 luglio su Sunday Night – un programma della televisione privata australiana Seven Network – in cui si vede Oscar Pistorius “recitare” alcune scene della notte dell’omicidio di Steenkamp, per mostrare come andarono le cose a chi sta girando il video. Pistorius nel video è in canottiera e non indossa le protesi, e ha davanti due uomini in camicia e cravatta.

La difesa di Pistorius ha spiegato che il video è stato girato per la Evidence Room, una società americana pagata dalla difesa per realizzare una riproduzione animata degli eventi accaduti la sera dell’uccisione. Secondo la difesa il video è stato ottenuto illegalmente: Seven Network si è difesa spiegando che non avrebbe trasmesso il video se avesse saputo di averlo ottenuto illegalmente. Gli stessi avvocati hanno comunque fatto sapere che il video non danneggerà il loro cliente (un portavoce degli avvocati dell’accusa ha comunque detto che da loro non è stato preso in considerazione).

foto: Antoine de Ras/ Independent Newspapers/Gallo Image/Getty Images